La politica a cavallo del weekend

Crisi nel centrodestra e maggioranza nervosa mentre aumenta il debito

Oltre il Covid (che sembra stazionario), i nodi politici e gestionali restano gli stessi, mentre il Recovery Fund è fermo. E la Calabria... Le ultime news

20 novembre 2020 18:10
Crisi nel centrodestra e maggioranza nervosa mentre aumenta il debito

A cavallo fra una settimana e l’altra, e mentre il contagio sembra (incrociando le dita) rallentare leggermente la sua corsa, ecco i temi politici e di governo che occuperanno anche la prossima settimana dopo aver riempito le cronache di questi ultimi giorni.

 

La crisi nel centrodestra

“I nostri alleati sanno benissimo che senza di noi non avremmo un centrodestra, ma una destra isolata in Italia e in Europa”. Berlusconi è furioso, Salvini gli ha appena soffiato tre deputati – una è la Ravetto, creatura del Cavaliere e in Parlamento grazie a lui dal 2006 – e gli ha fatto bocciare pure la norma per arginare la scalata di Vivendi a Mediaset. Non c’è tregua. I toni si alzano e ormai lo scontro si consuma alla luce del sole. Il segretario leghista proprio non l’ha mandata giù l’apertura del Cavaliere al governo e la disponibilità a votare lo scostamento di bilancio. L’autonomia con cui si è mosso Silvio, la fuga in avanti verso i giallorossi, la crisi già in atto  di un idillio che non c’è mai stato, hanno dato fuoco alle polveri. L’ira funesta di Matteo è esplosa. E adesso sono tutti da verificare gli scenari futuri nel campo del centrodestra. E’ probabile che quella della Lega sia un’operazione di allargamento al centro dettata dalla necessità di superare il radicalismo e l’antieuropeismo che di questi tempi è controproducente. Prendere pezzi di Forza Italia potrebbe dare una spolverata moderata al Carroccio. Dietro le manovre, ancora una volta la regia di Giancarlo Giorgetti che però deve fare i conti con l’indole populista e bellicosa del suo capo. Ma è Berlusconi ad essere più in difficoltà in questo momento. Il suo partito è litigioso, i diversi ras fanno pressioni, il dilemma è il futuro: la collocazione dell’ala liberal, democratica ed europeista è ancora con Lega e Fdi? Per approfondire: Berlusconi strizza l'occhio al Governo.

 

Le spinte dell’area democratico-cristiana

E’ Gianfranco Rotondi a lanciare il sasso: “Berlusconi promuova una nuova coalizione liberal-democratica. Noi dc siamo pronti. Salvini non è il leader del centrodestra, la rottura per noi è già acquisita. A Forza Italia la scelta di sottoporsi ancora a umiliazioni o dar vita a un ‘rassemblement’ cattolico, riformista, liberale, ambientalista e aperto alla vera destra democratica”. Di parere opposto Francesco Giro, forzista della prima ora diventato fan del leader del Carroccio. “Salvini è l’erede di Berlusconi”, dice, anche se difende l’idea europeista del fondatore di Fi e lancia l’ipotesi di un “grande partito di repubblicani italiani”. Antonio Tajani prova a salvare il salvabile: “non c'è nessun inciucio, nessun tentativo di rimpasto. Noi siamo alternativi alla sinistra. D'altronde chi ha sconfitto in Italia la sinistra è stato Silvio Berlusconi”. E aggiunge: “Senza di noi il centrodestra sarebbe isolato in Ue e non avrebbe possibilità di andare al governo”.

 

La legge di Bilancio

Il testo del ddl Bilancio varato dal Governo il 18 ottobre “salvo intese” e che il Governo ha corretto con ulteriori misure il 16 novembre passa all’esame del Parlamento. I tempi sono strettissimi. Per scongiurare l’esercizio provvisorio di bilancio l’approvazione finale della manovra che sfiora i 38 miliardi di euro deve arrivare entro il 31 dicembre. Il ddl è approdato alla Camera con un mese di ritardo. Sarà una corsa contro il tempo, per questo si è scelto una ‘semplificazione’ dell’iter. Si parla di ‘ monocameralismo alternato’: la discussione vera e propria con l’esame degli emendamenti sarà alla Camera, il Senato avrà un ruolo di ratifica. Anche il decreto ristori e il decreto ristori bis sono all’esame di Palazzo Madama e Montecitorio: il primo va convertito in legge entro il 27 dicembre, il secondo entro l’8 gennaio. Per approfondireManovra 2021, la bozza in Cdm.

 

Nuovo scostamento per altre misure in deficit

Si attende per i prossimi giorni la richiesta del governo di un nuovo scostamento di bilancio per autorizzare un maggior deficit. L’obiettivo è far fronte alla necessità di finanziare ulteriori sostegni economici per frenare la crisi. L’articolo 81 della Costituzione prescrive che sia approvato a maggioranza assoluta dei componenti dei due rami del Parlamento. Finora, il centrodestra ha votato a favore oppure si è astenuto. Ma è per il prossimo scostamento che si è aperto un aspro conflitto nel centrodestra. 

 

I giallorossi allentano la presa su Conte

Nella maggioranza non sono mancati i distinguo rispetto all’apertura di Forza Italia pronta a un dialogo sulla manovra. I dem ‘accolgono’ molto bene e rilanciano le proposte degli azzurri, più cauti il premier Conte e i Cinquestelle: “Dialogare sì ma nessuna riorganizzazione del perimetro delle forze di governo”. Sullo sfondo rimane la verifica mai aperta e per la quale gli alleati si erano dati appuntamento dopo gli Stati Generali del M5s. Un’assise che non ha dato nessuno dei risultati sperati e che lascia i grillini ancora in balia di scelte provvisorie e in assenza di una leadership. Malumori per questo nel Pd e nelle file di Italia Viva. Tra emergenza Covid e Cinquestelle senza linea politica, il tavolo per il ‘patto di legislatura’ e l’ipotetico rimpasto si allontana ancora. E per Conte è un sollievo. Per approfondireStati Generali, un'occasione persa per il M5S

 

Caos Calabria senza fine

Dopo tre nomine finite male la Regione non ha ancora il commissario ad acta alla sanità. Il governo prende altri giorni mentre si fa spazio l’ipotesi che l’incarico venga dato a una donna. Le vicende poco edificanti che hanno accompagnato mandati e dimissioni – ultime quelle di Eugenio Gaudio, succeduto a Giuseppe Zuccatelli arrivato dopo Saverio Cotticelli – suggeriscono al governo travolto dalle polemiche maggiore cautela. Lo stesso premier ha dovuto ammettere errori e “passi falsi”. Il cerchio ancora non si chiude. Unica nota positiva l’accordo tra Protezione civile e Emergency che in Calabria si occuperà degli ospedali da campo, covid hotel e punti triage. Ma Gino Strada ha rinunciato al ruolo di commissario. A complicare la già difficile settimana calabrese una serie di arresti per collusione tra politica e n’drangheta. Ai domiciliari è finito anche il presidente del Consiglio regionale Domenico Tallini (Fi) accusato di aver dato supporto alla cosca Grande Aracri. Per approfondireCaos Calabria, il "mea culpa" di Conte

 

Il conflitto con lo Stato centrale: le parole di Mattarella

Il ministero della Sanità conferma che Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle d'Aosta restano in zona rossa e Puglia e Sicilia in zona arancione. Tutte mantengono, dunque, al momento la stessa classificazione e le relative restrizioni fino al 3 dicembre. Ma sulle forti polemiche tra Regioni e Governo in merito all’adozione delle misure differenziate e dei criteri di decisone è intervenuto questa settimana il presidente Mattarella. Parlando all’assemblea dell’Anci, il capo dello Stato ha detto: “Le difficoltà hanno provocato incomprensioni, che talvolta hanno reso ruvide le relazioni tra i diversi livelli di governo. Il principio di leale collaborazione istituzionale, che i Comuni conoscono bene e praticano resti la direttrice su cui ricostruire costantemente le linee efficaci per superare la crisi in atto, rifuggendo dalla tentazione di lasciare ad altri le responsabilità delle decisioni più difficili”. E ancora: “la cooperazione e l'assunzione di responsabilità sono apprezzate dai cittadini e generano fiducia, perché tutti sanno che una partita come questa si vince solo insieme e nessuno può pretendere di avere ragione da solo”.

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