Soldi dal Venezuela: Abc conferma la notizia, i 5S querelano

Dal Movimento coro unanime: “Una fake news”. Ma il cuore batteva per Chavez e Maduro. Nel 2017 delegazione alla tomba del ‘comandante della rivoluzione’

17 giugno 2020 09:51
Soldi dal Venezuela: Abc conferma la notizia, i 5S querelano

Dalle pagine del quotidiano ABC confermano la notizia. Attraverso un editoriale l’organo di stampa madrileno oggi risponde al Movimento 5S e insiste: quei 3,5 milioni di euro nel 2020 sono arrivati da parte del regime venezuelano ai pentastellati. “La notizia”, scrive l’Abc, “è provata da un documento classificato del regime di Caracas, che chiarisce la transazione da Chavez a Gianroberto Casaleggio con date, nomi e cognomi". E non sarebbe stata “una sorpresa poiché molti analisti e commentatori politici in Italia hanno sottolineato la collusione dell'M5S con il Chavismo".


Anche l’autore, il giornalista investigativo Marcos Garcia Rey, difende il proprio operato e assicura di aver fatto tutte le verifiche necessarie. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera rivela di aver seguito “la pista che dal Venezuela porta al Movimento 5 Stelle da almeno tre mesi”. “Ho capito subito che stavo per cacciarmi in un vespaio”, ha detto. “Quando c'è in ballo la politica è sempre così. Ma non sono un novellino incosciente: ho 46 anni, coordino un master di giornalismo investigativo, faccio parte dell'l'International Consortium of Investigative Journalists, prima di pubblicare era mio dovere fare ogni possibile verifica”. Il documento "mi è arrivato da una fonte attendibile e già sperimentata. In più l'ho verificata in ogni dettaglio”.


Di “fake news”, invece, non si stanca di parlare il M5S, già scosso e diviso in questi giorni dal terremoto politico scatenato dalle dichiarazioni del pasionario Di Battista. Ma che sulla notizia del quotidiano madrileno risponde da ieri con voce unanime: “La notizia è falsa”. Questa mattina a Radio 24 il vice ministro delle Infrastrutture, Giancarlo Cancelleri, è andato oltre.” La storia non si regge in piedi, è una bufala”, ha dichiarato. “Chi abbia interesse a diffonderla non lo so, conosco il giornale spagnolo, che è un giornale di destra”, ha aggiunto, “e posso immaginare qualcosa di politico. Il giornalista dovrà spiegare i documenti in tribunale. Abbiamo provveduto a querelarlo”. Anche le istituzioni venezuelane si sono difese. “Di falso a orologeria”, ha parlato il presunto mediatore per il passaggio del denaro dal Venezuela all’Italia, il console di Caracas a Milano Giancarlo Di Martino. Mentre si mobilitava anche il ministro degli Esteri di Maduro, Jorge Arreaza. “Mitomania dei media della destra mondiale contro il Venezuela, da antologia anti-giornalistica”, ha commentato. “Fabbriche di bugie, infamie, falsita' e calunnie. Ricorreremo con azioni legali”.


Il giallo però si infittisce. Perché il documento su cui si basa l’inchiesta di Abc potrebbe essere un falso. Sembra che siano all’opera i servizi segreti italiani per verificarne l’autenticità. Più di qualche dettaglio, tempi e timbro, solleverebbe dubbi. Che sia un attacco agli interessi nazionali? L’ipotesi è tutta da verificare. L’unico aspetto certo ad oggi è che la notizia avrà ancora strascichi, soprattutto sul piano politico.


Perché sono le ricostruzioni sulla storia del movimento che sollevano più di qualche perplessità in merito alle relazioni intercorse negli anni tra i Cinquestelle e il regime venezuelano. Se non altro per le simpatie di grossa parte del movimento per ideologie antioccidentali e vicine ai regimi rivoluzionari, e dittatoriali, decisi a rompere nel Sud America l’asse con gli Usa. Il Venezuela è stato, ed è, uno di questi. I Cinquestelle non hanno nascosto fino all’anno scorso la propensione per Maduro e per il chavismo. Forse per povertà ideologica, forse per mancanza di cultura in politica estera e di esperienza negli affari internazionali, o forse per colmare il vuoto di visione e di competenze quando sono nati. Fatto sta che il Movimento ha continuato a caldeggiare Maduro, subendone la fascinazione, anche quando ormai era palesemente indifendibile.


Ancora nel 2017 una delegazione di parlamentari guidati da Manlio Di Stefano, oggi sottosegretario agli Esteri, si recò a Caracas e rese omaggio alla tomba di Chavez. Mentre già le condizioni del popolo erano critiche, la gente era spaventata, i beni essenziali iniziavano a scarseggiare. Nel 2019 l’epilogo e il caos. Le strade di Caracas vennero invase da decine di migliaia di cittadini che protestavano contro Maduro. Mentre Guaidò si autoproclamava nuova guida del Paese. I 5S a quel punto cambiarono linea politica e, imbarazzati dal recente passato e alla luce degli eventi , si dichiararono “neutrali”. Né con Maduro, dunque, né con Guaidò. “Super partes”, disse il sottosegretario Di Stefano. Per buona pace di Hugo Chavez e del chavismo.

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