Italiani all'estero: come votare alle Elezioni 2018 del 4 marzo

«Come votare all'estero da non residenti alle elezioni 2018 guida e istruzioni per il voto degli italiani temporaneamente all'estero cos'è e come funziona»

Votare all'estero da non residenti è possibile? Votare all'estero da non residenti è possibile in vista delle elezioni 2018.

Tuttavia ci sono alcuni requisiti che devono essere rispettati per ricevere il voto per corrispondenza oltre i confini nazionali.

In questa guida vediamo:

come possono votare gli italiani che si trovano all'estero ma non sono residenti;

di quali requisiti si ha bisogno;

se può votare chi è in vacanza;

come possono votare gli studenti.

 

Votare all'estero non residenti: come votare alle elezioni 2018?

Votare all'estero non residenti: come fare? Votare alle elezioni politiche 2018 come non residenti all'estero è possibile.

Il voto per gli italiani non residenti all'estero è stato anche quest'anno dettagliatamente descritto dal Ministero degli Esteri e dai vari Consolati Italiani di competenza in vista delle prossime elezioni politiche.

Gli italiani che si trovano temporaneamente all'estero e vogliono partecipare alle elezioni politiche 2018 devono inviare al Comune di residenza entro e non oltre il 31 gennaio 2018 un'istanza in cui si chiede di poter usufruire del voto per corrispondenza.

La domanda per votare all'estero da non residente può essere inviata mediante i seguenti canali:

  • via posta;
  • via posta elettronica (sia certificata che non);
  • via telefax;
  • tremite una persona delegata direttamente agli uffici del Comune interessato.

La comunicazione dev'essere accompagnata dalla copia di un documento di riconoscimento.

È molto importante specificare che ci si trova all'estero per motivi di lavoro, studio o per cure mediche per un periodo superiore ai 3 mesi (se non si gode di uno di questi requisiti non si può ottenere il voto per corrispondenza).

Nella domanda dev'essere anche specificato l'indirizzo a cui si vuole ricevere il plico elettorale.

Il voto per corrispondenza nel 2018 determinerà la nomina di 12 seggi alla Camera dei Deputati e 6 seggi al Senato della Repubblica.

Il plico sarà inviato a tuttti coloro che voteranno tramite questa procedura entro la prima metà di febbraio 2018.

Scopriamo meglio i requisiti di questo voto e chi non può usufruirne pur trovandosi all'estero.

 

Voto degli italiani temporaneamente all'estero

Il voto degli italiani temporaneamente all'estero è stato introdotto per la prima volta nel 2016 dato che fino a quell'anno potevano votare solamente i cittadini italiani residenti stabilmente all'estero.

In base alla Legge numero 459 del 27 dicembre 2001, tutti gli italiani che si trovano temporaneamente all'estero possono votare alle elezioni politiche del paese e ai referendum.

In base alle vigenti leggi gli italiani che si trovano in questa condizione possono votare mediante la procedura del voto per corrispondenza, un voto che prevede la ricezione del plico nel luogo in cui ci si trova.

Il voto per corrispondenza arriva mediante lettera preaffrancata, quindi il cittadino italiano non deve fare altro che esprimere la propria preferenza di voto e rispedire il plico.

Ogni scheda elettorale viene accompagnata da un apposito depliant che spiega come esercitare il voto e le tempistiche da rispettare.

Possono usufruire del voto per corrispondenza tutti gli italiani che si trovano all'estero temporaneamente per motivi di lavoro, studio o per usufruire di cure mediche.

È importante che il soggetto interessato si trovi all'estero per un periodo superiore ai 3 mesi.

Difatti se ci si trova per un periodo inferiore ai 90 giorni all'estero non è possibile godere del voto per corrispondenza anche se ci si trova in un paese straniero per motivi di lavoro, studio o per cure mediche.

In quest'ultimo caso il cittadino deve obbligatoriamente rientrare in Italia per esercitare il suo voto.

 

Votare all'estero in vacanza è possibile?

È possibile votare all'estero in vacanza? Non è possibile votare all'estero se ci si trova in vacanza.

Come abbiamo approfondito nel paragrafo precedente, la Legge 459 del 27 dicembre 2001 evidenzia che possono votare tutti gli italiani che si trovano temporaneamente all'estero per un periodo di almeno 3 mesi e per motivi stabiliti, quali: motivi di lavoro, motivi di studio o di salute (per ricevere assistenza medica).

Quindi la legge italiana non permette ai cittadini in vacanza di godere del voto per corrispondenza, anche se si sta fuori dai confini nazionali per un periodo superiori ai 3 mesi.

Infatti la domanda per usufruire del voto per corrispondenza per i non residenti all'estero prevede di specificare il motivo per cui ci si trova oltre i confini nazionali e richiede di specificare che non si stanno dichiarando informazioni false in base all'articolo 76 del DPR 445/2000.

La situazione invece cambia quando parliamo dei cittadini italiani iscritti all'AIRE, come scopriamo nel paragrafo che segue.

 

Votare all'estero con e senza AIRE

Votare all'estero con e senza AIRE è possibile? Possono votare all'estero sia i cittadini iscritti all'AIRE che quelli non iscritti purché ci siano i requisiti necessari che andiamo a vedere in questo paragrafo.

L'AIRE è l'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero, un registro a cui per legge si devono iscrivere i cittadini italiani che si trasferiscono in un paese estero per un periodo superiore ai 12 mesi.

L'iscrizione all'AIRE dev'essere fatta per legge entro e non oltre i 90 giorni dal trasferimento.

Tutti gli italiani iscritti all'AIRE ricevono automaticamente il voto per corrispondenza ad ogni elezione politiche e per ogni referendum (anche per loro non c'è la possibilità di votare alle elezioni amministrative dal paese in cui si trovano).

Tutti i cittadini che invece si trovano temporaneamente all'estero non devono iscriversi all'AIRE (parliamo di cittadini italiani che vivono all'estero per un periodo inferiore ai 12 mesi).

Come abbiamo visto, chi si trova oltre i confini nazionali per un periodo superiore ai 3 mesi per motivi di lavoro, studio e per cure mediche può usufruire del voto per corrispondenza inviando la dovuta documentazione come specificato nel primo paragrafo del presente articolo.

Invece tutti i cittadini che si trovano all'estero per un periodo inferiori ai 3 mesi non possono godere del voto per corrispondenza.

 

Come votare dall'estero da studenti e progetto Erasmus

Possono votare gli studenti del progetto Erasmus e chi studia in un altro paese? Il voto per corrispondenza è esteso anche a tutti i cittadini che studiano in un altro paese.

Tuttavia per questa casistica ci sono delle differenze che è bene approfondire.

Chi studia all'estero e percepisce borse di studio o sussidi dallo Stato in cui studia è tenuto ad iscriversi all'AIRE e quindi riceve automaticamente il voto per corrispondenza all'indirizzo di residenza estero dichiarato.

Chi studia in Italia e si trova all'estero temporaneamente per motivi accademici (pensiamo al progetto Erasmus) non deve iscriversi all'AIRE ma può usufruire del voto per corrispondenza se si trova lontano dai confini nazionali per un periodo superiore ai 3 mesi.

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