Il voto per corrispondenza

Voto per corrispondenza Referendum 2020: cos'è come funziona e si vota

Voto per corrispondenza degli italiani residenti all'estero: come si vota? Cosa prevede la legge per chi è temporaneamente all'estero? Guida Referendum 2020

17 settembre 2020 09:54
Voto per corrispondenza Referendum 2020: cos'è come funziona e si vota

Voto per corrispondenza italiani all'estero: come si vota al Referendum 2020? Gli italiani residenti all'estero (anche temporaneamente) possono partecipare alle referendum 2020 fissato nelle date del 20 e 21 settembre 2020 con il voto per corrispondenza, ovvero ricevendo al domicilio straniero quello che è il plico elettorale che dev'essere spedito nuovamente in Italia.

 

Con decreto del Presidente della Repubblica del 17 luglio 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 18 luglio 2020, è stata fissata al 20-21 settembre 2020 la data del referendum confermativo popolare, originariamente indetto per il 29 marzo e poi sospeso, sul testo di legge costituzionale recante “modifica degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, che vede coinvolti anche i cittadini italiani residenti all’estero.

 

i cittadini italiani residenti all’estero, iscritti nelle liste elettorali, possono VOTARE PER POSTA.

 

Voto per corrispondenza 2020: cos'è e come funziona?

Che cos'è il voto per corrispondenza 2020? Il voto per corrispondenza per gli italiani che vivono stabilmente all'estero, è la possibilità di votare alle elezioni politiche e per i referendum come stabilito dalla Legge Tremaglia (Legge Numero 459 del 27 dicembre 2001).

 

Sulla base di questa legge i connazionali che vivono stabilmente all'estero possono partecipare alle elezioni politiche e a quelle relative ai referendum mentre non è possibile votare all'estero per le elezioni amministrative (comunali e regionali).

 

Il voto per corrispondenza degli italiani all'estero è stato utilizzato per la prima volta nel 2006 per dare la possibilità ad un numero maggiore di cittadini italiani di votare.

 

Voto per corrispondenza 2020 come funziona:

  • Chi vive all'estero può godere del voto per corrispondenza tramite l'iscrizione all'AIRE, l'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero.

  • Con l'iscrizione all'AIRE il cittadino italiano dichiara di non vivere più in Italia ma in un diverso paese (sono tenuti ad iscriversi all'AIRE tutti i cittadini che intendono rimanere fuori dai confini nazionali per periodi superiori ai 12 mesi).

  • In vista di ogni elezione, il Consolato Italiano di competenza provvede a inviare il plico elettorale a casa del cittadino all'estero il quale dovrà esprimere la sua preferenza e spedirlo indietro (il plico arriva sempre con busta preaffrancata, quindi il soggetto interessato non va incontro ad alcuna spesa).

  • Data la modalità con cui il plico è consegnato è sempre bene aggiornare per tempo i propri dati presso il Consolato Italiano che ha creato delle semplici procedure online per facilitare i cittadini.

Voto per corrispondenza italiani all'estero referendum 2020: come abbiamo visto il voto per corrispondenza avviene in automatico per chi vive all'estero in maniera permanente.

 

Al momento gli elettori italiani residenti in altri paesi eleggono:

  • 12 seggi alla Camera dei Deputati;

  • 6 seggi al Senato della Repubblica.

Dal 2016 il voto è stato estero anche per gli italiani che si trovano temporaneamente all'estero. 

 

Voto italiani temporaneamente all'estero 2020: come fare

Il voto per corrispondenza degli italiani temporaneamente all'estero è stato istituito nel 2016.

 

In questo caso si tratta di persone che non vivono abitualmente oltre i confini nazionali ma che semplicemente si trovano fuori dall'Italia in via occasionale ad esempio per lavoro o un viaggio di piacere che duri più di 3 mesi, per studio.

 

Le casistiche sono tante e riguardano tutti gli italiani che si trovano all'estero per un periodo inferiore ai 12 mesi (che come abbiamo visto non devono iscriversi all'AIRE).

 

Il voto per corrispondenza degli italiani temporaneamente all'estero si ottiene inviando una lettera al proprio Comune di residenza, al quale si esprime la propria volontà di votare all'estero specificando anche il motivo per il quale ci si trova oltre confine. La domanda dev'essere fatta in forma scritta e spedita via posta.  La stessa deve cominciare con la dicitura: 

"ai sensi degli articoli 46 e 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000 n 445, consapevole delle conseguenze penali in caso di dichiarazioni false".

 

Oltre alla dicitura di cui sopra, la domanda deve contenere:

  • nome e cognome;

  • data e luogo di nascita;

  • Comune di residenza;

  • indirizzo estero a cui si vuole ricevere il voto per corrispondenza;

  • motivo per cui ci si trova all'estero;

  • indirizzo del Consolato Italiano competente (ad esempio se ci si trova a Berlino l'indirizzo del Consolato Italiano a Berlino);

  • la volontà di ricevere la scheda elettorale evidenziando di quale elezione si tratta (ricordo che per le amministrative non è previsto il voto per corrispondenza);

  • la data e la firma.

Voto per corrispondenza per chi è in vacanza: non è previsto il voto per corrispondenza per chi si trova in vacanza o meglio per tutti gli italiani che si trovano fuori dai confini nazionali per un periodo inferiore ai 3 mesi.

 

Come votare al referendum 2020 per chi vive all'estero:

Referendum 2020: come si vota all'estero? In vista del referendum costituzionale 2020 gli italiani residenti all'estero potranno votare sia se risiedono in modo permanente oltre i confini nazionali, sia se ci risiedono in modo temporaneo.

 

I cittadini che non vogliono votare all'estero devono comunicare per tempo la propria volontà di votare in Italia al Consolato Italiano, che eviterà di inviare il voto per corrispondenza mettendo l'elettore in condizione di votare nel suo ultimo Comune di residenza italiano.

 

La scelta va comunicata per iscritto al Consolato entro il 10° giorno successivo alla indizione delle votazioni. Gli elettori che scelgono di votare in Italia in occasione della prossima consultazione referendaria, riceveranno dai rispettivi Comuni italiani la cartolina-avviso per votare presso i seggi elettorali in Italia. Tale comunicazione può essere scritta su carta semplice e - per essere valida - deve contenere nome, cognome, data, luogo di nascita, luogo di residenza e firma dell’elettore, accompagnata da copia di un documento di identità del dichiarante.

Per tale comunicazione si può anche utilizzare l’apposito modulo scaricabile dal sito web del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (www.esteri.it).

 

Legge voto italiani all'estero

La legge che regola il voto degli italiani all'estero prende nome di Legge Tremaglia ed è la Legge Numero 459 del 27 dicembre del 2001.

La legge che ha dato la possibilità a tutti gli italiani residenti all'estero di votare è stata utilizzata per la prima volta alle elezioni del 2006, poi nel 2016 la votazione è stata estesa anche a chi si trova all'estero in modo temporaneo.

 

Come abbiamo visto tutti i cittadini italiani residenti all'estero possono anche votare in Italia ma non è previsto alcun rimborso spese (dato che si tratta di una scelta personale).

 

L'unica casistica per cui è previsto un rimborso spese in caso di rientro in Italia per votare è solo ed esclusivamente per gli italiani che vivono stabilmente in quei paesi in cui l'Italia non ha accordi che danno la possibilità di insediare il Consolato Italiano. 

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