I consigli dell'esperto

Saturimetro Covid: cos'è come funziona, valori normali e costo

Permette di tenere sotto controllo l’ossigenazione del sangue, che in caso di infezione da coronavirus, può indicare un peggioramento della malattia

26 novembre 2020 16:27
Saturimetro Covid: cos'è come funziona, valori normali e costo

Da mesi i medici di famiglia ne consigliano l’uso, per monitorare il proprio stato di salute in caso di sintomi compatibili con il Covid.

 

Ora anche la bozza del Protocollo per la cura domiciliare dei soggetti positivi al coronavirus suggerisce di dotarsi del saturimetro, lo strumento che permette di controllare il livello di ossigenazione del sangue, uno dei possibili campanelli d’allarme in caso di aggravamento dell’infezione. Ecco cos’è, come funziona e come sceglierlo. 

 

Cos’è il saturimetro e come funziona

È un piccolo apparecchio utilizzato normalmente negli ospedali e che, grazie all’aumento della produzione industriale, ora è disponibile anche a prezzi contenuti per tutti, per un uso domestico. Funziona a fasci di luce rossa e infrarossa che attraversano il dito e sono assorbiti dall’emoglobina.

 

Proprio il livello di assorbimento fornisce l’indicazione sullo stato di saturazione dell’ossigeno: «Il saturimetro a ditale serve a misurare la quantità di ossigeno nel sangue ed è facile da usare. E’ fatto come una “molletta” dentro la quale bisogna infilare un dito possibilmente il medio, meglio se della mano destra» spiega Giuseppe Leoni, vicepresidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei medici chirurghi Fnocmeo.

 

Il piccolo strumento si accende automaticamente, perché è dotato di una batteria interna. Rileva le pulsazioni, quindi permette di controllare il ritmo cardiaco, e i livelli di ossigenazione del sangue, che compaio sul display sotto forma di un numero. 

 

Saturimetro Covid: “spia” in caso di aggravamento della malattia

La sua utilità sta nel fatto che può essere uno strumento per capire se si stanno aggravando le condizioni del paziente. Ma quando scatta l’allarme? «I valori di ossigenazione possono arrivare fino al 100%, ossia la completa ossigenazione, ma sono considerati livelli ottimali anche il 97/98%. Questi numeri vanno però messi in relazione anche al ritmo cardiaco, che normalmente è intorno ai 75 battiti al minuto» spiega l’esperto, che aggiunge: «L’allarme scatta quando si scende sotto la soglia del 95/94%, mentre la situazione può diventare particolarmente critica se l’ossigenazione diminuisce fino al 91/90%, che indica una difficoltà di scambio di ossigeno a livello degli alveoli dei polmoni, che sono i più colpiti dalla malattia Covid». 

 

Saturimetro per Covid come usarlo:

Prima di iniziare ad usarlo gli esperti consigliano di fare alcune prove ripetute, a partire da soggetti sani, per essere certi che l’apparecchio sia tarato a dovere: «In genere i saturimetri hanno una buona affidabilità, ma è bene verificarne prima la correttezza di funzionamento, per esempio provandolo con un dito per ciascuna mano di un nipote, che si presuppone sia in buone condizioni di salute, prima di misurare l’ossigenazione del nonno» suggerisce Leoni. 

 

Saranno sufficienti pochi secondi per veder comparire il livello di ossigenazione sul display. 

 

Saturimetro, alcune raccomandazioni:

Pur essendo semplicissimo da maneggiare, il saturimetro va utilizzato ricordando che alcuni comportamenti potrebbero inficiarne il risultato. Per esempio, non si deve usare camminando o facendo sforzi, perché il ritmo cardiaco e l’ossigenazione durante queste attività subiscono variazioni. «Andrebbe evitata anche la posizione da sdraiati: quando un paziente è allentato c’è una diminuzione dell’attività respiratoria. L’ideale è misurare i valori da seduti e mantenendo una respirazione costante» raccomanda Leoni.

 

In caso di donne, va ricordato che lo smalto sulle unghie può ostacolare la misurazione perché non permette il passaggio ai raggi a luce rossa e infrarossa, specialmente se si tratta di colori scuri (in particolare nero, blu, viola e verde). 

 

Tra le altre raccomandazioni degli esperti, ecco le principali:

  • Effettuare il test in penombra;

  • Non usare il saturimetro se si hanno le mani fredde: immergerle prima in acqua calda, asciugarle e poi riprovare;

  • Tenere il dito fermo durante la misurazione;

  • Se lo strumento non funzionasse o il valore fosse basso, provare su un altro dito e dopo aver fatto alcuni respiri a bocca aperta. Ripetere la procedura anche su un dito dell’altra mano. 

Infine, è bene ricordare che ci sono alcune condizioni fisiche che potrebbero dare risultati falsati: per esempio nei soggetti anemici, dove l’ossigenazione è minore o scarsa. In questo caso sarà il medico di famiglia a fornire i parametri adeguati di riferimento.

 

Lo stesso vale per quei soggetti che prendono farmaci in grado di alterare i normali livelli di saturazione. Infine, potrebbe esserci un’alterazione nel caso di persone che soffrono di vasocostrizione periferica, che quindi hanno un minor apporto di sangue nelle parti periferiche del corpo come appunto le dita delle mani. 

 

Come scegliere il saturimetro e costo:

Consigliato per monitorare l’andamento della malattia nei pazienti Covid, il saturimetro è già in uso da tempo anche in caso di bronchite cronica, asma bronchiale, polmoniti causate da altri virus che non siano il Sars-Cov2, oltre che in casi di soggetti che soffrono di apnee notturne (che riducono l’ossigenazione) o per i grandi fumatori, che possono avere maggiori difficoltà respiratorie.

 

Ne esistono diversi modelli in commercio, in vendita in farmacia costa da 20/30 euro oppure online a partire da 15/20 euro.

 

I più evoluti sono in grado di comunicare tramite bluetooth i dati rilevati al proprio smartphone o a quello del proprio medico, grazie ad apposite App. In questo modo è possibile avere un monitoraggio costante del paziente. 

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