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Vaccino anti-Covid Pfizer efficacia al 95%: quando arriverà in Italia?

L'annuncio del colosso statunitense: il vaccino sperimentale contro il Covid si è rivelato in grado di prevenire il 95% delle infezioni. Gli aggiornamenti

23 novembre 2020 17:04
Vaccino anti-Covid Pfizer efficacia al 95%: quando arriverà in Italia?

La Pfizer ha annunciato che i test finali sul suo vaccino anti-covid danno un'efficacia al 95%. A riportarlo la Nbc. Appena la settimana scorsa il gigante farmaceutico e l'azienda partner BioNTech avevano pubblicato i risultati dei primi test basati sui primi 94 volontari affetti da Covid-19 e l'efficacia era risultata pari al 90%.

 

I dati di oggi che dimostrano l'efficacia del vaccino al 95%, si basano su altri 170 casi esaminati. Il vaccino è stato testato 43.500 persone in sei Paesi e al momento non sembrano esserci problemi di sicurezza.

 

L'efficacia al 90% era stata annunciata dalla stessa azienda tramite un comunicato a nome del presidente Albert Bourla. Il vaccino anti-Covid Pfizer, sviluppato in collaborazione con BioNTech, ha dimostrato un’efficacia di oltre il 90% nel prevenire il COVID-19 nei partecipanti che non avevano evidenza di una precedente infezione da SARS-CoV-2.


«Ciò significa che siamo un passo più vicini a poter potenzialmente offrire alle persone di tutto il mondo la svolta tanto attesa per contribuire a porre fine a questa pandemia globale» si legge sulla nota diffusa il 9 novembre 2020. Anche se serviranno ulteriori verifiche e altri mesi prima di poter dichiarare la vittoria sul virus.

 

Vaccino anti-Covid Pfizer- BioNTech, serviranno altri dati

La notizia dell’efficacia del vaccino è positiva, ma non basta per poter richiedere l’autorizzazione alla FDA per il suo utilizzo, come specificato anche nel comunicato della Pfizer.

 

«Stimiamo che una mediana di due mesi di dati sulla sicurezza, dopo la somministrazione della seconda e ultima dose del candidato vaccino - richiesta dalle linee guida della FDA per la potenziale autorizzazione all'uso di emergenza - sarà disponibile entro la terza settimana di novembre» sottolinea Bourla. «Stiamo inoltre generando dati per dimostrare che il nostro vaccino può essere prodotto in modo da soddisfare gli standard di qualità. Efficacia, sicurezza e produzione sono i tre requisiti necessari prima di poter richiedere l'autorizzazione.»

Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha commentato così la notizia sulla sua pagina Facebook lo scorso 9 novembre, invitando comunque alla cautela: «Le notizie di oggi sul vaccino anticovid sono incoraggianti. Ma serve ancora tanta prudenza. La ricerca scientifica è la vera chiave per superare l’emergenza. Nel frattempo non dobbiamo mai dimenticare che i comportamenti di ciascuno di noi sono indispensabili per piegare la curva.»


«Un risultato straordinario, che avrà un impatto importante sulla risposta all’epidemia» ha commentato l’infettivologo statunitense Anthony Fauci.

 

Vaccino Pfizer, quando arriverà in Italia?

L’azienda ha comunicato che la distribuzione del vaccino sarà equa. 100 milioni di dosi sono state richieste dagli Stati Uniti.

 

Come ha subito evidenziato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen nel suo tweet, l’Unione Europea avrebbe firmato presto un accordo per un quantitativo per un massimo di 300 milioni di dosi, dato che la Pfizer è una delle 6 corporate per la produzione del vaccino prese in considerazione.

 

 

L'accordo è poi effettivamente arrivato ed è formato da due parti: nella prima ci sarà la fornitura di 200 milioni di dosi, mentre la seconda ne prevede altri 100 milioni, da ssegnare secondo criteri ancora da stabilire.

All'Italia, secondo quanto comunicato da Bruxelles, della prima tranche di acquisto verranno assegnati 27 milioni di dosi, pari al 13,51% del totale. La ripartizione avverrà seguendo il numero relativo alla popolazione, ma potrebbe anche essere più alta. Infatti, in caso di astensioni da parte di alcuni nazioni, aumenteranno le quantità per le altre.

Il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, ha sottolineato al programma Otto e mezzo di Lilli Gruber: «Da metà gennaio potranno essere disponibili le prime dosi del vaccino, che ragionevolmente saranno offerte prima agli operatori sanitari, alle forze dell’ordine e alle fasce più fragili della popolazione. Ci sono tutti i presupposti perché si veda il punto di svolta».

 

Un team di 15 esperti si occuperà di conservazione e distribuzione in tutte le regioni italiane, dato che il vaccino Pfizer/BioNTech richiede una temperatura di 80 gradi sotto lo zero. Siccome serviranno due dosi a testa, somministrate a distanza di qualche settimana, inizialmente solo 13,5 milioni di italiani potranno usufruirne.

 

Intanto il nostro Paese sta seguendo la sperimentazione di un altro vaccino contro il Covid-19, quello prodotto da AstraZeneca in partnership con i ricercatori dell’Università di Oxford e un’azienda di Pomezia, la IRBM.

 

La sperimentazione della fase 3 del vaccino partirà presso l'Azienda ospedaliero-universitaria di Modena, uno dei 7 centri italiani selezionati, indicativamente il 1° dicembre.

 

Coinvolti 300 volontari dai 18 anni in su. Se tutto andrà come previsto, i primi vaccini potranno essere disponibili intorno ad aprile 2021.

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