Cambiamenti climatici: cosa sono, effetti, cause e soluzioni

Cambiamenti climatici: cosa sono, gli effetti e le cause, le soluzioni da adottare, il trattato di Parigi, gli scioperi per il clima di Greta Thunberg

24 maggio 2020 13:04
Cambiamenti climatici: cosa sono, effetti, cause e soluzioni

Cambiamenti climatici cosa sono, effetti, cause e soluzioni:

 

Il clima della terra ha subito diversi cambiamenti nel corso della sua storia, con fasi cicliche di diversa durata e intensità.

 

Non è mai risultato statico: grazie alla paleoclimatologia, che ha ricostruito le epoche climatiche della terra, è stato possibile risalire alle sue varie fasi di raffreddamento (come le ere glaciali o interglaciali, per esempio) o riscaldamento.

 

Le ere glaciali, in particolare, con molta probabilità si sono verificate a causa delle variazioni dei parametri dell’orbita della terra intorno al sole, che hanno quindi ridotto la quantità di raggi ricevuti dalla superficie terrestre.

 

Mentre i periodi più caldi sono stati con tutta probabilità causati dai variazioni nell'attività solare.


Alcuni cambiamenti climatici avvengono quindi per cause naturali, mentre altri sono provocati dall’uomo.

 

I maggiori esperti di clima, provenienti da diversi paesi del mondo, concordano nel ritenere le attività umane per il 95% la probabile causa dell’attuale tendenza all’aumento del riscaldamento globale, osservato dalla seconda metà del XX secolo.

 

Che sta andando avanti a una velocità senza precedenti e con conseguenze già visibili sotto gli occhi di tutti.

 

Cambiamenti climatici: cosa sono

I cambiamenti climatici sono ormai una realtà e sono influenzati da tre fattori:

  • le variazioni che si verificano nella radiazione solare (ad esempio nell'orbita della terra intorno al sole); 

  • le variazioni della frazione di radiazione solare che viene riflessa in varie aree della Terra ( da ghiacciai, dai deserti, dalla vegetazione); 

  • dalla quantità di gas nell’atmosfera che vanno a incidere sull’effetto serra naturale, indispensabile per la vita sul nostro pianeta.

Tra gli effetti dei cambiamenti climatici si possono quindi osservare:

  • un aumento della temperatura globale e un surriscaldamento degli oceani, oltre alla loro acidficazione; 

  • lo scioglimento dei ghiacciai;

  • l'innalzamento del livello dei mari;

  • eventi atmosferici particolarmente intensi;

  • la riduzione della massa di neve e ghiaccio. 

Questi fenomeni hanno ovviamente pesanti ripercussioni sulla vita dell’uomo.

 

La temperatura media mondiale risulta essere al momento più elevata di 0,85 gradi rispetto a quella registrata alla fine del XIX secolo.

 

Gli ultimi tre decenni sono stati più caldi rispetto ai decenni precedenti, ossia da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1850.

 

Secondo gli scienziati, un aumento di 2 gradi rispetto alla temperatura del periodo pre-industriale è la soglia oltre la quale potrebbero verificarsi eventi a dir poco catastrofici per il mondo.


Cambiamenti climatici: da cosa sono provocati?

I cambiamenti climatici sono causati da diverse attività dell’uomo, che favoriscono la concentrazione di gas serra nell’atmosfera (oltre a quelli naturalmente già presenti). In particolare, sono 4 i gas responsabili di un aumento dell’effetto serra:

  • l'anidride carbonica (CO2)

  • il metano

  • l'ossido di azoto

  • i gas fluorurati.

Questi gas infatti catturano la luce solare, impedendo che possa tornare nello spazio: la CO2 è la causa per il 63% del surriscaldamento globale.

 

Gioca quindi un ruolo fondamentale nei cambiamenti climatici.

 

Gli altri gas, seppur presenti in misura minore, riescono però a catturare più calore rispetto alla CO2: a volte anche in quantità 1000 volte superiore.

 


Cambiamenti climatici: quali sono le attività responsabili dell’effetto serra?

Le attività che portano a una maggiore concentrazione di gas serra nell’atmosfera sono:

  • la combustione di carbone, gas e petrolio;

  • la deforestazione. Gli alberi infatti aiutano ad assorbire la CO2 nell’atmosfera;

  • l’allevamento di bestiame: ovini e bovini rilasciano grandi quantità di metano durante la digestione;

  • l'utilizzo di fertilizzanti azotati nelle coltivazioni;

  • i gas fluoritati usati nell’industria (ma regolamentati, in vista di eliminarne l’uso, nella UE).

 

 

Cambiamenti climatici: le soluzioni

L’accordo di Parigi, siglato nel 2015 dai rappresentanti di 196 governi, ha fissato gli obiettivi da raggiungere per combattere i cambiamenti climatici attraverso una serie di iniziative, alcune su base volontaria e altre no.

 

Quali sono questi obiettivi? Mantenere entro i 2 gradi centigradi l’aumento di temperatura media mondiale fino alla fine del secolo, rispetto a quella pre-industriale, e ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2050 e arrivare a zero nel 2060-2075.

 

Il segretariato dell'Onu che si occupa del rispetto dei parametri decisi a Parigi si chiama United Nations Framework Convention on Climate Change.


Ogni anno tutte le parti si ritrovano un una Cop (conferenza delle parti), per avere un confronto su ciò che è stato fatto e ciò che ancora deve essere attuato.

 

Ma gestire queste soluzioni per combattere i cambiamenti climatici è complesso e gli impegni finora assunti non sono ancora sufficienti a ridurre i gas serra.

 

Inoltre gli Stati Uniti si sono di fatto ritirati e hanno iniziato l’iter per uscire formalmente dall’accordo di Parigi, come già annunciato da Donald Trump nel 2017.

 

Solo le elezioni presidenziali di quest’anno potrebbero cambiare le carte in tavola, nel caso in cui Trump non venisse riconfermato.


L’ultimo rapporto dell’Ipcc (The Intergovernmental Panel on Climate Change, il comitato scientifico dell'Onu sul clima) nell'ottobre del 2018 ha pubblicato un rapporto sul clima dalle notizie allarmanti: se il mondo non dovesse ridurre subito l'emissione dei gas serra, già nel 2030 il riscaldamento globale potrebbe superare la soglia di +1,5 gradi dai livelli pre-industriali, con conseguenze disastrose.

 

Qualche esempio? L'ulteriore innalzamento dei mari, periodi di intensa siccità, alluvioni, aumento di tempeste e uragani, con ripercussioni gravi su milioni di persone.

 

Il livello attuale di gas serra infatti non consente di attendere ulteriormente.


La battaglia pacifica che l'attivista svedese Greta Thunberg sta portando avanti, insieme a tutti i ragazzi che hanno deciso di sostenere e seguire il suo esempio, è focalizzato proprio sulla necessità di agire urgentemente, con decisione e azioni concrete.

 

Il futuro “è l’unica cosa di cui abbiamo bisogno” sostiene Greta.


Dal 2 al 13 dicembre 2019 si è tenuto a Madrid il COP25, che si è concluso senza un accordo preciso sulle emissioni di CO2. 

 

Tutto rinviato al Cop26 di Glasgow che, a causa della pandemia da coronavirus, è stata posticipata da novembre 2020 al 2021.

 

Entro la fine dell’anno, i vari stati dovranno presentare nuovi piani nazionale per non superare la soglia dei 2° sopra la temperatura media terrestre pre-industriale, da abbassare a 1,5°, secondo i report scientifici.

 

Con i piani attuali, si arriverebbe a + 3,2° entro la fine secolo.

 

Saremmo a un punto di non ritorno: una catastrofe climatica per il pianeta, ma anche per l’umanità.

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