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Ritratti (poco) diplomatici

Kamala Harris ora è la vicepresidente meglio piazzata di Joe Biden

Con Anthony Fauci, di origini italiane, esprime due storie esemplari della società inclusiva contro l’America di Trump che è ripiegata su se stessa

22 luglio 2020 11:42
Kamala Harris ora è la vicepresidente meglio piazzata di Joe Biden

Gli Stati Uniti d’America sono stati per molti decenni un esempio unico al mondo per essere una società inclusiva ed aperta. La loro forza è stata per certi versi proprio quella di costruire il proprio successo grazie al contributo di molteplici culture e identità di individui provenienti da tutto il mondo, che una volta approdati sul territorio americano si sono riconosciuti in valori comuni di democrazia e uguaglianza di opportunità. Purtroppo, gli eventi degli ultimi mesi che hanno sollevato le proteste da parte del movimento “Black lives matter”, sembrano aver fatto tornare questo processo indietro di molto tempo. Eppure, la composizione della società statunitense è ancora la stessa, come dimostrano due grandi personalità che nei prossimi mesi potrebbero giocare un ruolo decisivo.


La prima è quella di Kamala Harris, senatore della California. Persona dotata di grande preparazione e conoscenza giuridica, nonché estremamente scrupolosa, potrebbe ricordare in un certo senso il profilo di Barack Obama: come l’ex presidente, nemmeno Kamala Harris appartiene alla comunità afroamericana tout court, essendo figlia di padre giamaicano e di madre indo-americana (nata a Chennai). Una personalità multietnica, dunque, che sarebbe stata perfetta nell’America iper-globalizzata di dieci anni fa ma che probabilmente potrebbe non essere del tutto corrispondente ad incarnare gli aspri contrasti sociali che stanno scuotendo l’America in questi mesi.


Come avevamo già anticipato la scorsa settimana, quasi sicuramente il candidato democratico Joe Biden sceglierà come proprio vice per formare il ticket presidenziale una donna di colore. Sul tavolo dell’ex “aiutante in campo” di Obama ci sono diverse opzioni, di cui alcune estremamente suggestive (era stata ventilata anche l’ipotesi di candidare Michelle Obama). Tuttavia, nelle ultime settimane il profilo di Kamala Harris sembra aver preso un forte vantaggio rispetto alle altri possibili candidate. Del resto, il profilo di Harris è quello di una persona estremamente competente e già molto ben inserita nel sistema politico-istituzionale statunitense. Nel 2010 è stata eletta procuratore generale della California e nel 2016 ha partecipato alle elezioni Federali diventando la seconda donna di colore eletta al Senato. Nel 2019, Harris era anche scesa in campo in occasione delle primarie Democratiche, riuscendo a raccogliere molti fondi all’inizio ma fallendo nel conquistare risorse e consensi in maniera costante. Si è ritirata per questo motivo a dicembre 2019, e da marzo 2020 ha deciso di sostenere la candidatura di Biden, all’indomani delle primarie in California che lo avevano incoronato vincitore. I due hanno il vantaggio di conoscersi già molto bene, poiché Kamala è molto amica del figlio di Biden.


Agli antipodi di Kamala Harris per origini e professione c’è invece Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy e virologo della Casa Bianca che in questi mesi sta cercando di coordinare gli sforzi degli Stati federali nel contrastare la pandemia da COVID-19. Per tre quarti di origine italiana (con antenati siciliani e campani) e per un quarto svizzera, Fauci è in realtà un perfetto cittadino americano, poiché corrisponde in pieno all’identikit tracciato all’inizio di questo articolo. La storia del Professore è emblematica del successo avuto da tanti immigrati (o figli di immigrati) che hanno saputo costruire nel tempo quella che oggi è ancora la prima potenza mondiale. Lo ricordo personalmente con grande ammirazione, avendolo frequentato spesso durante i miei anni a Washington: nel 2007 lo ebbi come ospite di onore in occasione di una conferenza sul tema “Salute Globale nel XXI secolo”. Fauci è orgoglioso delle sue radici italiane, e non è un caso se sia stato insignito dell’Onorificenza al Merito della Repubblica Italiana.


Harris e Fauci hanno storie molto lontane l’una dall’altro, ma rappresentano entrambi le facce della stessa medaglia. Sarà importante per Biden puntare sulla conservazione di una società plurale per rilanciare il modello statunitense che tanto successo ha avuto. Sottolineare storie di americani “globali” come questi due illustri personaggi potrebbe essere una formula vincente per combattere, sia a livello simbolico sia sostanziale, la narrativa di Trump che vorrebbe invece un’America più ripiegata su se stessa.

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