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Ritratti (poco) diplomatici

Roller e Patrushev, gli “avatar” di Merkel e Putin nella politica

Roller, il consigliere ombra della leader tedesca, segue l’economia. Patrushev, il capo del Consiglio per la sicurezza russa, è la spalla di Zar Vladimir

22 giugno 2020 12:06
Roller e Patrushev, gli “avatar” di Merkel e Putin nella politica

Un vero leader politico, per riuscire a governare in maniera efficace e a durare nel tempo, non può essere da solo. Ha bisogno di collaboratori fidati che sappiano consigliarlo sulle numerose decisioni che vanno prese nel corso di ogni giornata. Una fiducia che si costruisce su due pilastri: la competenza tecnica del consigliere e la conoscenza personale, che permette di avere un rapporto diretto e leale. Solo soddisfacendo questi due requisiti il consigliere può concedersi il “lusso” di non essere costretto a compiacere il proprio capo e di suggerirgli cosa sia giusto fare oppure, al contrario, dissuaderlo dal prendere scelte avventate che si possono rivelare errate.


Una figura a mio avviso emblematica di come dovrebbe essere questo ruolo, quasi un archetipo del perfetto consigliere, è quella di un personaggio non noto all’opinione pubblica perchè decisamente poco mediatico (un’altra caratteristica molto raccomandabile per uno special advisor, che deve sempre rimanere un passo indietro rispetto al suo capo). Si tratta di Lars-Hendrik Röller, consigliere economico della cancelliera tedesca Angela Merkel. Röller ricopre questo ruolo dal 2011 e rappresenta la kanzlerin in tutti i principali fora multilaterali di carattere economico, in particolare il G7 e il G20. L’economista tedesco, dopo una prestigiosa carriera accademica focalizzata sulle tematiche dell’innovazione e della concorrenza, ha lavorato alla Commissione Europea proprio come capo economista su queste tematiche, prima di fare ritorno a Berlino come braccio destro di “Mutti” (soprannome con cui la Merkel è nota presso il proprio popolo). La permanenza in carica di Roller, nonché la sua solidissima conoscenza delle questioni di cui si occupa, ne fanno uno dei consiglieri più rispettati e ascoltati fra i Paesi del G20. Non c’è dossier che Lars-Hendrik non conosca, il che lo rende un negoziatore praticamente infallibile nelle riunioni degli “Sherpa” che precedono i vertici dei leader del G7 o del G20. 


Vi sono poi quei consiglieri che sono altrettanto indispensabili poiché conoscono tutti i segreti che è necessario sapere per proteggere il proprio leader. Sto parlando di Nikolai Patrushev, che dal 2008 occupa il posto di Segretario del Consiglio per la Sicurezza russo: in pratica, si tratta dell’equivalente del National Security Council americano. È un ruolo strategico per una potenza come la Russia che conta molto sulle strategie militari e sull’intelligence, e infatti non poteva che essere affidato ad una persona di estrema fiducia del Presidente Putin. Patrushev è stato direttore dei servizi segreti russi (quello che una volta si chiamava KGB e oggi prende il nome di FSB) e ha quindi condiviso con l’attuale “zar” buona parte della carriera, quando entrambi lavoravano al servizio dell’Unione Sovietica. Patrushev è dunque l’ideale spalla di Putin per quanto riguarda sicurezza e segreti di Stato, e c’è da scommettere che ci sia il suo coinvolgimento dietro questioni controverse come i casi Litvinenko e Skripal.

 

Roller e Patrushev, dunque: due figure estremamente diverse, non solo per carattere e competenze, ma anche per il sistema istituzionale in cui operano (è evidente che la Germania federale non è la Russia in quanto a standard democratici). Tuttavia, si potrebbe dire che entrambi sono facce della stessa medaglia: quella del buon consigliere, ottimo conoscitore del suo capo e depositario di conoscenze e memorie di lunghissima data. Dovrebbero fornire ispirazione anche per i politici italiani, che in molti casi tendono a cambiare troppo spesso i propri consiglieri, o a fare riferimento a troppi esperti. Eppure, come ricorda la sobria saggezza anglosassone, less is more.

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