Lo sport nel Dpcm 18 ottobre

Dpcm 18 ottobre: stop a sport di contatto amatoriali, palestre aperte

L'attività sportiva dilettantistica e di base relative agli sport di contatto permessa solo individualmente. No a gare e partite. Palestre aperte (per ora)

19 ottobre 2020 16:42
Dpcm 18 ottobre: stop a sport di contatto amatoriali, palestre aperte

Calcetto, calcio, basket, pallavolo: con l’entrata in vigore del Dpcm 18 ottobre gli sport “di contatto” praticati da bambini e ragazzi non si fermano, ma sono consentiti solo in forma individuale. Lo stop è arrivato invece per gare e competizioni, comprese quelle legate agli sport di contatto che hanno carattere “ludico- amatoriale”.

I match dello sport dilettantistico, e in particolar modo di calcio, sono salvi dalla serie D fino alla prima categoria; vanno avanti il campionato, la serie A e B femminili e le stesse categorie della Primavera.

 

Le palestre e le piscine rimangono aperte, ma a una condizione: avranno una settimana di tempo per adeguarsi ai protocolli.

 

Dpcm 18 ottobre: cosa specifica il testo sugli sport di contatto

Sul testo del Dpcm 18 ottobre si legge: «L’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto sono consentite solo in forma individuale e non sono consentite gare e competizioni. Sono altresì sospese tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere ludico-amatoriale.» 

 

Quindi, per poter proseguire le proprie attività, le società sportive dovranno modificare le modalità di allenamento. Le sessioni di gioco con altri non sono comunque permesse. Niente partite di calcetto tra amici.

 

Nel Dpcm viene inoltre specificato che «sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o regionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali.»

 

Stop quindi alle gare di calcio dilettantistico dalla Seconda Categoria in giù, compresi anche tutti i settori giovanili, ossia i campionati a livello provinciale. Stesse regole anche per tutti gli altri sport di contatto come rugby, basket e pallavolo fino al 13 novembre, data di validità del Dpcm 18 ottobre.

 

In Lombardia l’ordinanza del governatore Fontana ha sospeso tutte le gare, le competizioni e le altre attività, anche di allenamento, degli sport di contatto svolti a livello regionale o locale, sia agonistico che di base, dalle associazioni e società dilettantistiche.

Per quanto riguarda la presenza del pubblico, sul Dpcm si legge che per eventi e competizioni «è consentita la presenza di pubblico, con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1000 spettatori per manifestazioni sportive all’aperto e di 200 spettatori per manifestazioni sportive in luoghi chiusi» e solo negli impianti sportivi che rispettino determinati parametri.

 

Ossia devono assicurare la prenotazione e assegnazione preventiva del posto a sedere; avere adeguati volumi e ricambi d’aria; prevedere la distanza interpersonale di almeno un metro sia frontalmente che lateralmente.  Restano ovviamente l'obbligo di misurazione della temperatura all’accesso e l’utilizzo della mascherina, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, enti organizzatori.

 

Le regioni e le province autonome potranno anche decidere un numero diverso di spettatori, sempre d’intesa con il ministro della Salute, in base all’andamento in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori. Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, sono consentite a porte chiuse, sempre nel rispetto dei protocolli già resi noti dalle rispettive Federazioni Sportive Nazionali.

 

Dpcm 18 ottobre: palestre e piscine aperte, ma nel rispetto dei protocolli

Nei giorni scorsi era stata ipotizzata la chiusura di palestre e piscine: misura che non è però contenuta nel Dpcm 18 ottobre. La maggioranza è spaccata su questo tema. Al momento restano aperte, ma sotto osservazione: avranno una settimana di tempo per adeguarsi ai protocolli e rispettare le norme di sicurezza se non già applicate. Altrimenti si chiude.


Vincenzo Spadafora, ministro delle Politiche giovanili e dello sport, ha così commentato il nuovo Dpcm su un lungo post di Facebook:

 

Palestre, piscine e centri sportivi restano aperti!
Proseguono partite e gare sportive dilettantistiche a livello regionale e nazionale, mentre per il livello provinciale, società e associazioni sportive ed enti di promozione proseguiranno gli allenamenti degli sport di squadra ma solo in forma individuale, come le squadre di serie A all’inizio della fase due. Per fare un esempio: la squadra di una scuola calcio di giovanissimi o pulcini potrà continuare ad allenarsi, ma senza giocare partite.


Dopo un lungo confronto in Consiglio dei Ministri, con il CTS e le Regioni, è prevalsa una scelta di buon senso.
Nelle prossime ore, insieme ai rappresentanti del settore, studieremo ulteriori misure di sicurezza per una maggiore tranquillità di tutti e scongiurare possibili chiusure.
Vi rivolgo però un appello accorato: fate attenzione e rispettate al massimo le regole, in palestra come in qualsiasi altro luogo. È un momento davvero critico, non abbiamo ancora vinto la nostra guerra contro il coronavirus.


Ho combattuto per arrivare a questa scelta ma dobbiamo essere tutti consapevoli del momento difficile per il Paese, che ci deve obbligare ad un rispetto rigoroso dei protocolli.
Abbiamo chiesto già tanti sacrifici al mondo dello sport, tra i settori più colpiti dall’epidemia, e soprattutto abbiamo chiesto ai gestori investimenti cospicui per il rispetto doveroso di rigide misure.


Non è facile assumere certe scelte ma ho pensato non solo ai tanti gestori e ai lavoratori sportivi e a quanti frequentano le palestre per il proprio benessere psico-fisico ma anche ai tantissimi giovani, ragazze e ragazzi, che sono messi a dura prova dalle regole imposte dall’emergenza sanitaria e che trovano proprio nelle ore che trascorrono facendo sport un momento importante di sfogo e relax, essenziale per il loro equilibrio.


Del resto, nessuna evidenza scientifica denuncia focolai in relazione all’allenamento individuale nei luoghi controllati. Sarebbe stato peggio spingere migliaia di appassionati e di giovani nei parchi cittadini piuttosto che proseguire in luoghi che rispettano regole e protocolli.


Ringrazio il presidente Conte, i parlamentari che si sono espressi chiaramente, i presidenti di Regione che col loro coordinatore Bonaccini hanno rivendicato con nettezza la volontà di tenere aperte palestre, piscine e centri sportivi con i loro rigorosi protocolli e in tutta sicurezza.

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