“I tamponi d’Italia”

Indagine Lazio: “quer pasticciaccio” brutto dei tamponi ad Avellino

Indagine tamponi, la Lazio alle prese con la necessità di provare le proprie ragioni per difendersi delle accuse di non aver rispettato il protocollo Covid

11 novembre 2020 08:07
Indagine Lazio: “quer pasticciaccio” brutto dei tamponi ad Avellino

“I tamponi d’Italia” (come gli sfottò dei romanisti sui social hanno ora ribattezzato i cugini). Lotito e la Lazio, contro tutti: la battaglia per salvare la squadra da una pericolosa situazione. La Procura di Avellino così come quella Federale hanno dato inizio ad una battaglia legale con un’ipotesi teorica, tutta da verificare nei vari gradi di giudizio.

 

L’accusa ipotetica verso i capitolini sarebbe quella di falso in atto pubblico, epidemia colposa e frode in pubbliche forniture da parte del laboratorio Futura Diagnostica di Avellino, cui si è affidata la società biancoceleste. Il proprietario del centro di analisi Massimiliano Taccone continua a negare, assumendosi la responsabilità che tutto è stato eseguito a norma. Nonostante ciò la Procura ha voluto effettuare un doppio sequestro, messo a segno nel laboratorio clinico campano e nel centro sportivo di Formello. E tutti i tamponi effettuati dal laboratori saranno ora riprocessati all'ospedale Moscati di Avellino

 

Se ci aggiungiamo la spinta da parte di Bologna e Torino, che si sono mossi contro Lotito,  i nemici della squadra aumentano. La situazione da chiarire essenzialmente è la presenza di giocatori come Ciro Immobile e Lucas Leiva nella gara con i piemontesi (vinta 3 a 4) quando il percorso di guarigione non era ancora concluso. Tre giorni dopo non hanno preso parte alla sfida né con lo Zenit né alla super gara con la Juventus. Perché nonostante la probabile positività prima della gara con i granata questi giocatori hanno preso parte alla sfida non partecipando a quelle dopo?

 

Indagine sui tamponi, la risposta del presidente Lotito

Lotito in primis ha tentato di personificarsi come medico, mal riuscendoci visto gli esempi usati per difendere la propria società: “Pure nella vagina ci sono i batteri”. Logicamente giusto, ma sembra più una scusa buttata in mezzo per abbassare la tensione generale che una vera e propria giustificazione.

 

È risaputo che i tamponi UEFA abbiano pretese più alte, definendo positivo un giocatore seppur di poco, cosa che in Campionato non avviene. Le domande restano comunque, perché non attenersi alle regole e farsi visitare in una clinica in città? Si parla di prezzi, con il servizio di Avellino che risulterebbe più conveniente di quelli della Capitale. Tuttavia non si spiega lo stesso le assenze con la Juventus, soprattutto dopo che la sera prima della gara sembrava che Immobile dovesse giocare. 

 

Indagine tamponi, il responsabile medico della S.S. Lazio, Ivo Pulcini

Tutto passa anche dalle mani del responsabile medico della S.S. Lazio, Ivo Pulcini, accusato di non essersi presentato davanti alla corte Federale che lo avrebbe dovuto interrogare sulla vicenda. La difesa da parte della società è che il medico abbia dovuto rinunciare per problemi di salute. Questi maledetti problemi di salute, arrivano sempre al momento sbagliato!

 

Si è ottenuto ugualmente un responso ufficiale, rilasciato dallo stesso Pulcini che assicura, che sulla base dei referti studiati e  consegnati alla Procura Federale,  Immobile, Leiva e Strakosha, esclusi dalla trasferta di Champions League, erano arruolabili anche prima della gara a Torino. E che la scelta di farli scendere in campo era consapevole da parte della Lega, che tuttavia dovrà chiarire come sia possibile che una società abbia l’autorizzazione di scegliere dove fare i tamponi.

 

Ci dovrebbero essere luoghi predefiniti, controlli uguali per tutte le società e meno dubbi sulle sanzioni da prendere, che ormai si stanno allungando più del previsto, senza che nessuno sappia come agire.

 

La possibilità della Lazio al momento potrebbero essere: affermare sino alla fine di essere innocenti e di seguire il protocollo in ogni situazione da inizio campionato. In caso contrario rischierebbe grosso fino alla retrocessione.  

 

Cosa accadrà nei prossimi giorni:

L’indagine Federale andrà avanti e si vuole fare chiarezza sulle mosse adottate dalla Lazio nella settimana prima della sfida con il Torino sino allo scorso weekend, soffermandosi sulla non presenza dei giocatori nelle sfide di Champions League. Il sospetto maggiore rimane in primo luogo legato alla situazione con l’ASL, dove vi è da comprendere se il via libera ci sia stato o meno (la stessa ASL che ieri ha bloccato la partenza dei giocatori biancocelesti in Nazionale).

 

E poi che il club non abbia rispettato il protocollo che prevede la bolla d’isolamento  per i positivi, ossia Immobile in testa con Leiva e Strakosha. Potrebbero aver seguito lo stesso percorso anche nelle gare antecedenti (con il Bologna per esempio).

 

I rischi di essere pesantemente puniti esistono e adesso servono delle concrete prove se Lotito vuole uscirne pulito da questo vortice pericoloso.

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