Il Pagellone del martedì

La pagella del campionato. Ma la Roma può sbagliare così su Diawara?

Ecco le bocciate e le promosse della prima giornata, aspettando Atalanta, Inter e Lazio. Il Milan può dare fastidio e la Juve di Pirlo è ancora incompleta

22 settembre 2020 17:05
La pagella del campionato. Ma la Roma può sbagliare così su Diawara?

E’ partito il nuovo campionato di Serie A. La prima giornata non ha riservato grandi sorprese. Ogni settimana daremo il Pagellone sulle squadre. Per quanto riguarda i singoli proveremo a fare la squadra migliore della settimana, e più avanti magari anche la peggiore, così per non scoraggiare subito i nostri eroi della domenica. Ci dispiace davvero partire con lo zero alla Roma, ma una squadra di serie A e una squadra con le ambizioni che, siamo certi, ha la nuova proprietà non può sbagliare l’età di un suo giocatore. Prendiamolo dunque come un errore dovuto all’emozione del cambio al vertice, ma la figuraccia resta e i tifosi ci perdoneranno la severità perchè, come si dice, è a fin di bene.

 

Roma, voto 0: dove il risultato in campo non ha valore per un errore nella lista dei giocatori. Un errore quasi inspiegabile se pensiamo che anche sui campi di periferia nelle categorie inferiori si conoscono le regole sui suddetti “convocati”. Far giocare Diawara, fuori dalla lista, non è da serie A. L’ennesimo risultato di una Roma che ha perso non solo la sua magia ma anche la lucidità. E meno male che Dzeko rimane sennò... 

 

Sampdoria, voto 4: al di là del risultato con la Juve, poichè è rimasta la stessa squadra dell’anno scorso. Come può una società che già l’anno scorso stava distruggendo ogni tipo di progetto sperato, inserire undici undicesimi della stessa formazione di allora? Dover giustificarsi a fine partita con promesse sui nuovi acquisti non calmerà l’ira di un una tifoseria che vuole, esige, un cambio di marcia da ogni punto di vista. 

 

Crotone, voto 4,5: non ci crede mai fino alla fine. Quando ha lottato negli anni ha ottenuto sempre buoni risultati, tra salvezza e promozioni, ma perché non tentare di seguire progetti che partono dalle stesse basi (vedi Sassuolo) e tentare di tracciare una strada vera e convincente. Soprattutto se si continua ad avere sempre avversari alla portata alle prime giornate, e subire imbarcate continue che influiscono il resto del campionato.

 

Parma, voto 4,5: alla squadra e alle sue incognite, anche se è intrigante il percorso con Liverani. E’ un giovane allenatore che propone calcio, ma serve plasmare di più certi giocatori, che possono rivelarsi sorprese, ed iniziare a cambiare chi di strada ne ha fatta forse troppa. Lenti in mezzo al campo, in difesa troppo impassibili. In avanti quasi inesistenti. Il Napoli era un avversario duro, ma serve identità, sia fuori sia dentro al campo. Speranze sui nuovi proprietari.

 

Bologna, voto 5: alla squadra e alle sue paure. Se pensiamo all’anno scorso, ci viene in mente una squadra gagliarda e pronta a portare il nome di Sinisa Mihalovic in campo ogni settimana. Affrontavano un avversario affatto facile, ma subire tutte quelle occasioni commettendo errori e lasciando tutti quelli spazi la dice lunga sulle condizione attuale degli emiliani. Soprattutto se si pensa che il progetto attuale è incentrato sugli acquisti fatti lo scorso anno. Troppe scommesse e poche certezze. Solo una, di avere il solito lottatore in panchina, ma in campo, purtoppo, Sinisa non può scendere. 

 

Torino, voto 5: ancora nascosto nell’ombra. La nuova faccia del Toro, portata su una difesa a quattro ed un rombo a centrocampo che accompagna i tre riferimenti offensivi è un bel disegno, ma bisogna saper colorare. Il mercato chiude tra una decina di giorni, mancano ancora molti innesti, tra regista, centrale e seconda punta, che darebbero nuove speranze ad una squadra pressoché identica a quella che rischiava di retrocedere tre mesi fa. Cairo è all'esame di maturità, ora deve decidere come agire.                                      

 

Firenze, voto 6: che sorride, a metà. Prestazione sufficiente, ma ci si aspetta di più da una squadra progettata per tornare a respirare Europa. Bene Kouamé, ma Chiesa ancora troppo timido, così come il nuovo “diez”, Castrovilli, che al di fuori dell’importate gol partita, deve ritrovare più spensieratezza, per poter esprimere il suo talento. L’ambiente è ambizioso, e ora di tornare a far divertire una grande piazza.

                                         

Sassuolo e Cagliari voto 6,5: due facce di una  medaglia, ma che si dividono un punto equo. Si perché se ci soffermassimo sulla prestazione in sé, il Sassuolo ha dominato quasi tutta la partita, tra occasioni e un possesso palla continuo. Ma i sardi non demordono, mai, e la scommessa su Di Francesco potrebbe rivelarsi positiva. Meno tiri ma più freschezza, tra giovani promesse e un calcio che va evoluto ma che è già tracciato e ideato. Dall'altra parte i neroverdi, dominanti si, ma bisogna saper vincere con furbizia, e il Sassuolo ha rischiato di perderla nonostante la prestazione. Più testa per poter iniziare a sognare.                                              

 

Napoli, voto 8: alla squadra di Gattuso e Osimhen. “Osi osi facci volare”, così intonavano fuori dal Tardini alcuni tifosi napoletani, impazziti, giustamente, per la nuova meteora che dal 60esimo ha spaccato la partita. Ma sino a lì, un Napoli molto macchinoso, con poche idee, e un'importante mancanza di riferimenti. Osimhen c’è , ha cambiato la partita e si è presentato come un grande giocatore, e se si vince, va bene così. Ma alcuni elementi vanno spronati, se si punta in alto, tutti devono fare la loro parte. Se non di più.                                                          

Milan, voto 9 ad una squadra da 10, che deve imparare a concretizzare di più. Già perché poteva finire 4 o 5 a 0 senza indugi, cosa che fa sorridere se si pensa che l’anno scorso i gol mancavano. Fa ancora più sorridere il fatto che un quasi 39enne, Slatan Ibrahimovic, faccia reparto da solo in modo fenomenale. È un bel Milan, fantasioso e pieno di sorprese, ma non bisogna abbassare la guardia, su partite già vinte ci deve pensare il portiere Donnarumma a ridare sicurezze. E per essere un big team, deve imparare a soffrire di meno quando le sofferenze dovrebbero stare a zero.  Ma il cammino intrapreso lascia molto  ben sperare.

 

Juve, voto 10: che già si credeva seppellita, ma che ha appena iniziato a divertirsi. È vero, chi le è arrivato dietro in classifica lo scorso anno, ancora non si è visto (Inter, Lazio e Atalanta cominciano una settimana dopo), è vero che l’avversario non era dei più temibili, ma è anche vero che la rosa è incompleta e che Pirlo, all'esordio, ha già dato più di uno spunto importante. Il talento Kulusevsky potrebbe seguire un percorso “alla Dybala”, e la fiducia riposta in altri giovani come McKennie (grande prova) e Frabotta, sono le risposte a chi criticava il poco utilizzo di giovani delle vecchia signora, accusata di non puntare mai fino alla fine sui suoi talenti mandati sempre in prestito. Una Juve meno bella, ma efficace, e che torna a vincere con spensieratezza, rischiando di tornare a dominare con un cervello del calcio infinito in panchina, Andrea Pirlo. 

 

Tifosi, voto 10 e lode al loro ritorno: servivano garanzie per poter far tornare a sorridere la gente, e colorare gli stadi. È l’inizio di un tunnel lungo ma il calcio è amore e passione, e senza tifosi, le cose non possono coincidere.

 

Avete perso le altre pagelle della Seria A? Eccole:

Serie A pagelle della 2 giornata;

Serie A, le pagelle della 3 giornata.

Serie A, le pagelle della 4 giornata.

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