La pagella calcistica

Pagelle 6 giornata Serie A 2020/2021: Un turno dalle mille emozioni

I ragazzi di Inzaghi ribaltano una partita da infarto. Cristiano e Ibra leggende infinite! Sassuolo da sogno, derby genovese che finisce in pareggio.

2 novembre 2020 10:55
Pagelle 6 giornata Serie A 2020/2021: Un turno dalle mille emozioni

Pagellone 6 giornata di serie A 2020/2021:

 

Spezia voto: 5. I liguri travolti dalla Vecchia Signora. Una gara in cui il predominio dei bianconeri è stato estenuante e che ha visto poche reazioni da parte dei padroni di casa. Bene la frazione dopo il pareggio di Pobega, in cui si poteva raddoppiare schiacciando la Juventus. 

Nel secondo tempo, così come la prima metà del primo, quasi tutti i giocatori erano dietro il pallino del centrocampo, dando tanto spazio agli avversari. Bene per la volontà, non possono essere queste le partite da vincere per la salvezza. 

 

Fiorentina voto: 5. Non si capisce cosa voglia fare questa squadra. Vi sono settimane in cui il gioco è portato tutto in avanti, subendo sì molto, ma portando punti a casa grazie ai diversi goal. E giornate come oggi, in cui ci si chiude come una squadra che punta solo alla salvezza. Un team composto da Ribery, Pezzella, Bonaventura, Castrovilli e tanti altri è ambiguo che non ambisca perlomeno a mostrare un bel gioco pure in partite difficili. Perché, anche se la Roma ha giocato una partita perfetta, non ci sono giustificazioni per l’atteggiamento spento dei fiorentini.  Il presidente dovrà fare delle riflessioni, soprattutto sugli obiettivi di questa squadra.

 

Crotone voto 5,5: Se la gioca con una brutta Atalanta, ma in difesa si balla troppo. Gli squali hanno giocato una partita di ripartenze, nonostante i bergamaschi si muovessero bassi con il baricentro, garantendo la possibilità di palleggiare. Forse l’assenza di Cigarini non ha permesso di giocare di più i palloni, ma non ci si può affidare solo agli errori avversari. O almeno quelli bisognerebbe sfruttarli (grave errore di Messias a porta spalancata su una palla persa di Mojica). Il campionato è complicato, ma il Crotone deve tentare di crearsi un’identità, giocando di più il pallone.

 

Torino voto: 5,5. Una squadra che gioca meglio, ma avere così paura di non vincere porta alla sconfitta. Giampaolo a fine partita ha parlato di “follia”, che non c’entrava con la partita tecnica o tattica, ma della mentalità fragile dei giocatori. Andare in vantaggio a 3’ minuti dalla fine e non portare punti a casa, è grave. La settimana scorsa stessa identica situazione. Punti persi, errori clamorosi a porta vuota (Verdi su tutti) e un penultimo posto che non sembra poter mutare. Martedì c’è il recupero con il Genoa, se non sarà vittoria la situazione potrebbe esplodere definitivamente.

 

Udinese: 5,5. Gotti deve accelerare il processo di gioco se vuole arrivare al panettone. L’Udinese perde ancora. Le scelte di formazioni sono troppo incerte, puntando su tante scommesse che continuano a non dare risposte. Più volte alza il baricentro e pur senza creare grandi occasioni costringe la capolista sulla difensiva, ma l’esperienza per gestire meglio certe partite, soprattutto dopo un rigore a favore molto dubbio. Nel secondo tempo meglio, ci sarebbe pure l’occasione del pareggio ma serve dare di più, stabilendo delle gerarchie per chi deve giocare. Quinto K.O in sei gare.

 

Napoli voto 5,5: Da qualche giornata non si vede più il vero volto della squadra di Gattuso. Con il Benevento e in Europa League i partenopei sembravano già essere meno sicuri delle prime giornate,  non fornendo le solite prestazioni offensive. Molti errori sotto porta, Bakayoko e Fabian faticano nella ricerca degli spazi, troppo macchinosi. Dietro fragili, il goal di Maxime Lopez è una brutta figura per tutto il pacchetto arretrato. In questo campionato si corre molto, il Napoli non si può perdere già adesso.

 

Cagliari voto: 6. C’è l’identità trasmessa da Di Francesco, ma la troppa gioventù può pagare. È un Cagliari che gioca bene, facendo passare il possesso spesso sulle fasce e affidandosi agli uomini in area di rigore. Simeone letale, già a 5 reti in campionato. Zappa promette bene, assist e diverse occasioni create. Manca un po’ l’illuminazione di Marin, ancora timido in mezzo al campo. Dietro diverse distrazioni, alcuni elementi sembrano molto acerbi sulle marcature, manca cattiveria. Pian piano il mister sta imponendo la sua idea di calcio, appena si stabilirà di più in difesa potrebbe far crescere molto i sardi.

 

Inter voto: 6. Conte se la cava di nuovo, ma questa non è la squadra che ci si aspettava. Mentre il criticato Pirlo riesce a ribaltare i risultati, l’Inter si ritrova ancora ad inseguire una partita da cui non esce vincente. La difesa è horror,  De Vrij irriconoscibile, lasciando Gervinho libero in entrambe le occasioni di fare quello che vuole. Hakimi e Eriksen dovrebbero essere gli innesti internazionali per fare il salto di qualità, ma si rivelano lenti, imprecisi e troppe volte fuori contesto. Due fantasmi. Lautaro davanti è un giocatore normalissimo, se si pensa che il Barcellona offriva 100 milioni due mesi fa la sua involuzione è stata sempre più in discesa. Conte non trova  giustificazioni, recuperare al 90’ è il minimo dopo un tempo intero in cui la ribalta doveva essere più di un ambizione e non un ostacolo insormontabile. Ora vi è il Real, quest’Inter senza Lukaku è ancora poca roba.

 

Genoa-Sampdoria voto: 6. Un bel derby , ma che senza i tifosi perde la magia. Una gara giocata alla pari nonostante i pronostici condannassero i rossoblu. I ragazzi di Maran si muovono bene, sanno di avere un avversario veloce sulle fasce e la muraglia creata con la difesa a 5 funge, limitando il gioco di Ranieri. Scammacca fa un goal da campione sul filo del fuorigioco. Forse sta sbocciando la punta tanto attesa in questi mesi. Dall’altra parte la Sampdoria è meno brillante del solito con molti falli e poco possesso. La formazione iniziale però era diversa dal solito, più guerrieri fisici dei soliti giocatori di qualità. Sono loro comunque che ahanno. due occasioni incredibili che avrebbero confermato il grande momento della squadra. Un punto giusto, che fa scalare entrambe le compagini.

 

Lazio voto: 6. Dietro in difficoltà, ma la mentalità vincente paga sempre. Tre goal subiti in modo goffo, una prestazione non delle migliori, ma il cuore e la voglia di Mister Inzaghi tiene sul pezzo i suoi sino alla fine. Bene Pereira nel primo tempo, potrebbe divenire quel giocatore in più, visto anche le condizioni precarie di Leiva, che alla Lazio mancava. Immobile decisivo come sempre, dovrebbe imparare a lamentarsi di meno, sarebbe un capitano più esemplare. Caicedo, la mossa delle vittorie impossibili, la carta vincente. Questa Lazio continua a vincere, malgrado chi pronosticasse la solita sofferenza per la doppia competizione.

 

Atalanta voto: 6. Tre punti importanti, ma quando tornerà la vera Dea? Troppa sofferenza per quello che ci aveva abituato. Tanti errori, dietro salvati più volte dalla buona sorte, da qualche settimana Gasperini fatica a fare risultati su campi che prima il suo team divorava con 4/5 goal a gara. Torna protagonista Muriel, troppe volte in panchina in queste ultime gare. Zapata non sembra essere lucido, molti goal divorati e poca partecipazione nel gioco. Sugli esterni, la grande forza dei bergamaschi, non arrivano mai i soliti mille palloni di un tempo, ma si muove per vie centrali, anche grazie all’ispirazione di Malinovskyi, che gioca una grande gara. Forse Gasperini sta iniziando, al contrario dell’anno scorso, a soffrire le tante partite ravvicinate. 

 

Parma voto: 6. Il ritorno della pantera nera. Che peccato però! Un bel Parma, organizzato e puntiglioso, che si fa recuperare dopo un secondo tempo di assedio avversario. Molto fortunato in  più occasioni, ma studia la gara con intelligenza dominando i nerazzurri nella prima frazione. Gervinho si riprende la squadra in spalla, con Inglese dialogano bene creando il panico nella difesa avversaria. E un bel inizio, forse questo Parma si sta identificando pian piano, soprattutto in avanti. Il pareggio è un buon risultato, da fiducia per il futuro. Quest’anno Liverani ha un organico più forte di quello del Lecce, se definirà la sua mentalità di gioco regalerà sprazzi di grande calcio.

 

Lazio voto: 6,5. Dietro in difficoltà, ma la mentalità vincente paga sempre. Tre goal subiti in modo goffo, una prestazione non delle migliori, ma il cuore e la voglia di Mister Inzaghi tiene sul pezzo i suoi sino alla fine. Bene Pereira nel primo tempo, potrebbe divenire quel giocatore in più, visto anche le condizioni precarie di Leiva, che alla Lazio mancava. Immobile decisivo come sempre, dovrebbe imparare a lamentarsi di meno, sarebbe un capitano più esemplare. Caicedo, la mossa delle vittorie impossibili, la carta vincente. Questa Lazio continua a vincere, malgrado chi pronosticasse la solita sofferenza per la doppia competizione.

 

Juventus voto: 6,5. Un primo tempo da 5,5 e un secondo da 7,5. Due facce diverse della gara bianconera. Nella prima frazione la squadra è troppo sprecona anche dopo il goal di Morata, (questa volta il VAR lo convalida) vi è la possibilità più volte di chiuderla. Poi arriva il pareggio e si rischia di prendere il secondo. Pirlo deve lavorare su questo aspetto: subire goal e rialzarsi subito a testa alta senza subirei colpo  come succede spesso in queste settimane. Nel secondo tempo entra il fenomeno portoghese, e dopo 10 giorni di assenza sigla una doppietta regalando la vittoria ai suoi. Il suo ritorno è l’arma in più non solo tecnica ma mentale, e se la coppia con Morata funzionerà per Dybala gli spazi si ridurranno inevitabilmente. Una vittoria che ridà fiducia ad un ambiente che ha subito molto, forse troppo, dagli ultimi avversari affrontati.

 

Bologna voto: 6,5. Finalmente si rivede lo spirito del sergente Mihajlovic. Gara complessa, molto sudata e dalle grandi emozioni sino alla fine. La carta vincente del tecnico è il ritorno del talento Barrows, che dopo delle prime uscite non da lui si riprende Bologna con una doppietta. Un giocatore di nome talento a cui manca solo la costanza. Palacio, Soriano e Orsolini a supportrlo sono il triangolo offensivo ideale per specificità tecniche tutte diverse. Ognuno può inventarsi la giocata vincente. Peccato per l’ennesimo flop difensivo, deludono i terzini Hikey e De Silvestri, malissimo sui cross esterni. La vendita di Bani al genoa, autore di 6 goal lo scorso anno in Emilia, è una mossa ancora poco chiara, ma che dovrà dar al mister la scossa di cambiare qualcosa. Per ora però i sorrisi ci sono per un primo passo avanti.

 

Roma voto: 7. Lupa sei magica e se giochi così la Champions non sarà più un miraggio.  Tutto perfetto, dall’assist di Mirante (di nuovo) alla favolosa seconda rete di Pedro. Questa Roma non ha difetti, nessuna sconfitta sul campo in stagione e riscatto immediato della gara di giovedì scorso. La  vera forza sembra essere la presenza di quei tre “vecchietti” davanti: Mikytarian inventa, Dzeko protegge palla, dà profondità e lo spagnolo segna. Segna sempre. Pellegrini e Veretout crescono nell’ intesa, alternandosi sui recuperi e lanci. Una squadra ben organizzata che si proclama in corsa per tutto. Perché ad oggi in pochi giocano così in campionato. 

 

Sassuolo voto:7. Senza Caputo e Berardi, De Zerbi si porta al secondo posto. Partita sulla carta complessa, mancando i top player, il tecnico ha disegnato una formazione offensiva in mezzo al campo, ma con pochi riferimenti davanti. La forza è stata quella, gestire bene il vantaggio, concedendo il pallino del gioco agli avversari, ma senza lasciarli concludere.

Una gara da big, Locatelli su tutti è un giocatore che dominerebbe ovunque per caparbietà, sostanza e furbizia. Il goal del raddoppio è del talento francese Maxime Lopez, che vi avevamo anticipato come sorpresa un mese fa. Salta Manolas, salta Ospina e insacca in rete la vittoria del grande progetto neroverde. Dove possono arrivare questi giovani ragazzi?

 

Milan voto: 7,5. Prima in classifica con un 38 enne che non sembra volersi fermare. Una  squadra che è da scudetto e non si può avere paura di sognare. Tutto funziona, dai titolari alle riserve, con il trequartista o con il mediano, sulle fasce e per via centrali. 5 vittorie su 6, pochi goal subiti e una media di tre reti a gara. Spaventosi. Chi può effettivamente limitare i rossoneri? Si pensava che l’impegno in Europa potesse rallentarli, ma Pioli è come se avesse due squadre intere di giocatori funzionali e la doppia competizione non può essere un limite.  Se riuscirà a giocarsela con le altre contendenti per il campionato, allora sarà l’inizio del AC Milan 2.0, ma quello dei grandi, dove i sogni diventano vittorie.

 

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Pagella 5 giornata serie A 2020/2021;

Serie A 2020/2021, le pagelle della 4 giornata:

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