Il pagellone del martedì

Pagelle 4 giornata Serie A 2020/2021: Napoli, Milan, il nuovo Sassuolo

Ibra reduce dal Covid stende l’Inter, il Napoli annichilisce l’Atalanta dei record. Male la Lazio, la Juve è ancora imballata, si riprende la Roma

20 ottobre 2020 10:50
Pagelle 4 giornata Serie A 2020/2021: Napoli, Milan, il nuovo Sassuolo

Lazio dispersa, voto 4. Testa già alla Champions? Forse, ma indubbiamente ci sono delle lacune nella rosa di Inzaghi. Troppi giocatori fuori ruolo, Parolo e Anderson su tutti, molte confusioni alla difesa, che ha concesso tanto, sbagliando troppo, e non rendendosi mai pericolosa davanti.  Una Lazio che senza Immobile sembra priva di riferimenti. Un Patric che fa una partita con diversi errori, e con Acerbi sbagliano in quasi tutti e tre i goal blucerchiati. Vi sono molti ragionamenti da fare in vista della Champions.

 

Atalanta irriconoscibile, voto 4 e mezzo. Giornata storta in tutto e per tutto in casa Dea che ha visto il Napoli giganteggiare sul campo di Bergamo. 4-0 alla fine del primo tempo, squadra bassa e intimorita, che tenta le sue uniche occasioni con Papu Gomez con conclusioni sbandate dalla distanza. Una brutta giornata che non influenza però le grandi prestazioni regalate quest’anno. Ora testa alla Champions, con un Lammers che lascia ancora il segno, un altro talento che sta sbocciando.

 

Torino disorientato, voto 5. Ultimo posto in solitaria per i granata. Una squadra senza identità, che fatica a trovare la giusta dimensione in campo. Una mancanza di idee in regia, con Rincon che si fa schiacciare sempre in mezzo al campo, così come i due centrali, che non riescono quasi mai a giocare in verticale. Manca un cervello che colleghi tutti questi puntini sperduti, perché ad oggi si è dentro ad un burrone. Un applauso a Belotti che non molla mai, anche se sta provando a trascinare la squadra da solo. 

 

Parma in mezzo al guado, voto 5. Ci ha creduto sino alla fine, ma il gioco di Liverani funge a metà. Un Parma che crea tanto, ma fatica ancor di più nella propria area di rigore, dove i giocatori bianconeri hanno trovato tanti spazi. Mancherebbe un giocatore alla “Mancosu”, capace di dare ordine come nella vecchia squadra del mister, poiché servirebbe un rapporto di contatto tra i vari reparti molto estesi. Ci sono però diversi giocatori che aspettano di esordire e che potrebbero dare una retta via a questi problemi di organizzazione. Qualcosa si sta delineando, ma per la salvezza bisogna lavorare molto, sopratutto sui calci piazzati e le marcature in area di rigore.

 

Inter non giustificabile, voto 5 e mezzo. Tantissime occasioni in un derby di rimpianti. I due goal subiti dopo pochi minuti non hanno fermato i neroazzurri, che però con la coppia di attaccanti e Hakimi hanno sprecato troppo. Donnarumma a parte,  l’Inter poteva cambiare più volte le sorti del match, ma l’ultimo passaggio è stato sempre quello sbagliato. Dietro Kolarov fatica tantissimo da inizio campionato, in mezzo Brozovic è lontano dal leader che era un anno fa, Eriksen un fantasma totale. Conte dopo il muro Lazio sbatte ancora, ma la perdita di punti in certe partite non può più essere giustificata, sopratutto se si punta al titolo.

 

Fiorentina bella a metà, voto 5 e mezzo. Una  rosa come quella dei viola non può finire sempre in difficoltà. Dopo 5 minuti erano avanti 2-0 finendo poi impigliati nella ragnatela dello Spezia, che gestisce perfettamente le proprie occasioni arrivando poi al pareggio, sfiorando il successo. Viola spaventati, troppo fragili davanti dove mancano i goal. L’addio  di Chiesa non può abbattere una squadra che deve iniziare a portare più punti a casa lottando di nuovo per qualcosa. Ma i dubbi su Iachini sono molti, ed ora serve una svolta.

 

Bologna senza l’ultimo passo, voto 5 e mezzo. Una sconfitta inspiegabile se si pensa che a mezz’ora dalla fine sembrava vittoria con i due goal di scarto. Poi il buio, tutti dietro la linea della palla, attaccanti mangiati vivi dalla retroguardia neroverde, un quarto goal del Sassuolo che rispecchiava la fine di quella partita, un autogol che i bolognesi si sono fatti non solo in rete ma anche in campo con lo stacco di concentrazione. Seconda sconfitta di fila, meglio però nella fase offensiva, con un Orsolini ritrovato. Ora Mihajlovic dovrà rialzare una squadra abbattuta, a cui manca sempre l’ultimo passo.

 

Benevento, non basta Montipò, voto 5 e mezzo. Meno bene sul finale, ma giudizio quasi positivo per i campani. Fino al 65’ la partita era in parità, la squadra di Filippo Inzaghi si è presa il lusso di sbagliare qualche occasione di troppo, ma ne crea tante, più di altre squadre della serie A. Serve più perseveranza nel segnare, e un pochino più di freschezza dietro, dove manca velocità. Montipò portiere eccellente, ha salvato tanto. Ma il Benevento sembra molto di più di una neopromossa, non sorprenderebbe una salvezza tranquilla. Avversarie avvertite.

 

Juventus non ancora leader, voto 6. Manca ancora la mentalità da vincente di Pirlo. Si vede la voglia di voler instaurare il suo gioco ma bisogna accelerare i tempi perché in casa bianconera non c’è più tempo da perdere. Quest’insistenza di voler stabilire un tipo di calcio adattando alcuni giocatori crea più di qualche perplessità, sopratutto dal centrocampo in su, in cui sono mancate le giocate per la vittoria. Un Chiesa abbastanza sfortunato per il rosso generoso, assist ok ma serve più personalità, sopratutto quando mancano i leader. Morata nonostante la doppietta (uno annullato) sembra essere molto lontano dall’attaccante che si aspetta Pirlo. Martedì si scenderà di nuovo in campo, si aspettano risposte e sicurezze. Dybala vorrebbe giocare...

 

Genoa ed Hellas dividono i punti, voto 6. Una partita che ha visto purtroppo il Covid come ostacolo per le due squadre, totalmente rimaneggiate per le tante assenze. Non si pizzicano particolarmente, un Verona più positivo anche se ancora alla ricerca di una nuova identità, sopratutto nel segnare dopo i vari addii. Avevamo anticipato il talento di Colley, stasera ha creato tanto e si rivelerà un talento. Maran si ritrova con troppe assenze, scende in campo con la consapevolezza che il Genoa dovrà essere molto di più. Quest’anno la lotta salvezza è molto dura, e ad oggi i liguri sembrano ancora la squadra meno attrezzata. Serve ritrovare lo spirito di una volta, e solo il tecnico ex Cagliari può portare la vera svolta, affidandosi a chi conosce già il suo gioco, e sperando nell’accelerare l’integrità dei nuovi arrivati. 

 

Udinese meglio, voto 6 e mezzo. Che sofferenza questi primi tre punti. Tante, troppe le incognite, a partire da De Paul così basso. Una sorta di rivoluzione di Gotti che corre i suoi rischi soprattutto nelle ripartenza nel allargare così tanto la squadra. Ma il risultato è arrivato, ben sfruttate le occasioni, ancora poca precisione per alcuni, sopratutto in attacco, altri devono assolutamente capire di più il calcio italiano, soprattutto tra i nuovi arrivati. Pereyra è una diga, aiuterà nel far crescere i talentini bianconeri.

 

Cagliari anche, voto 6 e mezzo. Primi raggi di sole in Sardegna. I Rossoblu vincono la loro prima partita, con un pò di fortuna (errore netto di Sirigu sull’ultimo goal)  ma il cuore è tanto e in un campionato così particolare può rivelarsi una risorsa decisiva. Nandez l’anima di questa squadra, un tuttocampista che crea profondità e recupera tutti i palloni. Cholito Simeone bomber vero con una doppietta decisiva. Di Francesco prosegue la sua filosofia con i giovani, che vedendo Zappa sta cominciando ad avere effetto, e rende la rosa dei sardi piena di soluzioni. 

 

Crotone, il punto d’oro e voto 6 e mezzo. Primo punto, e che punto. Ancora Simy, ancora 1-1 come due anni fa, sempre contro la Juve. Un pareggio che vale, anche se i margini sono ancora vasti per migliorare, gli errori ancora tanti, troppe volte rischiano di condannarsi da soli ma l’anima è vera, e questo punto è stato sudato fino alla fine. Le nuove soluzioni di Stroppa nell’abbassare i suoi fungono, e questo potrebbe invertire la loro strada. Un Cigarini che è dominante lì in mezzo, un duo di attacco che potrebbe regalare sorprese. Ora bisogna vincere le partite con le rivali nel obiettivo salvezza. 

 

Spezia e il sorriso alla fine, voto 6 e mezzo. Giornata iniziata malissimo ma terminata con un sorriso. Questo Spezia ha dimostrato due cose importanti: non sono Galabinov-dipendenti, con tanti giocatori tra cui Farrias e Verde che possono creare tanti pericoli, e che non si molla mai se si vuole lottare per la serie A. Per ora i liguri lo hanno fatto vedere, una mentalità di chi comunque tirerà fuori tutto sino alla fine. Gioco sulle fasce, tranquillità nel gestire la palla anche nel momento peggiore. Non benissimo sui tagli dall’esterno, bisogna lavorare sugli attacchi in diagonale. Una squadra ancora acerba ma che vuole dire la sua in questa prima stagione in A.

 

Sassuolo si avvicina alle grandi, voto 7. Più sofferenza del solito, ma i neroverdi stanno diventando una grande squadra. Vittoria trovata con il bel calcio, un gioco offensivo che mette i tre perni davanti in condizioni di fare tutto e di distruggere le difese avversarie. Berardi- Djuricic e Caputo. Un esterno veloce, un finto nueve e un bomber letale. Una triade a cui si aggiungono la qualità di Locatelli e la velocità dei terzini. Una rosa che quest’anno lotterà per qualcosa di importante, confermando il grande lavoro di De Zerbi.

 

Sampdoria perfetta per una volta, voto 7. Dopo tanto tempo possiamo finalmente rivedere una signora squadra a Genova. Partita perfetta, Ranieri annulla la Lazio nei 90 minuti. Una Samp ad oltranza offensiva, con quattro attaccanti che regalano gioie tra goal e assist. Candreva giocatore ritrovato, Quagliarella solito bomber, Augello potrebbe diventare una grande sorpresa. Si sta cominciando a creare un percorso che fa emergere le scommesse tanto aspettate. Se si rivelerà dominante con le squadre del proprio livello, sarà una bella Sampdoria.

 

Milan nel segno di Ibra, voto 7 e mezzo. Il ritorno del Dio-Zlatan ancora il più forte. 25 minuti iniziali di dominio rossonero, poi una gara intelligente nell’affrontare gli attacchi neroazzurri. Rimane fuori il talento di Tonali, spazio alla vecchia guardia Kessie-Benacer, controllo totale li in mezzo, con Brozovic che girava a vuoto. Bene Theo, corre tanto anche Leao, che fa un assist da fenomeno. E poi l’immortale, l’attaccante per eccellenza, il lottatore. Torna e fa doppietta. Spietato. Se si pensa che il prossimo anno saranno 39, la dice lunga sulla voglia di smettere di questo signore. Questo Milan primo da solo è grande, Ibra è infinito. 

 

Napoli fa (quasi) paura, voto 8. Questa squadra davvero fa paura. Dopo un tempo aveva già annichilito l’Atalanta degli imbattuti. Una squadra totalmente offensiva, condotta da un allenatore immenso, che non ha mai smesso di credere nelle nelle sue idee di calcio, e che sta riportando un entusiasmo che manca da troppo. Un Lozano, che è la conferma di dover credere di più in chi arriva da fuori, credere negli investimenti. Il nove lì davanti è la prova della cattiveria che il Napoli vuole tirare fuori, anche contro le ingiustizie. Questa squadra può essere da scudetto, a parole lo è da tanti anni, in questa stagione qualcosa però è cambiato. Bakayoko li in mezzo era la ciliegina che mancava. Chapeau.

 

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Serie A, le pagelle della 5 giornata:

Serie A pagelle della 2 giornata;

Serie A pagelle della 1 giornata.

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