Il calciomercato della serie A

Il Pagellone del calciomercato: le grandi si sono rafforzate tutte

Juve, Inter, Atalanta e Milan in testa. La Lazio rischia di pagare ancora la panchina corta, stavolta meglio la Roma. Bologna, Cagliari e Crotone rischiano

7 ottobre 2020 09:39
Il Pagellone del calciomercato: le grandi si sono rafforzate tutte

Atalanta, voto 7. Un mercato che porta nuovi talenti in Italia da parte dei nerazzurri. Gli arrivi di San Lammers e Aleksej Miran?uk sono molto interessanti. Due giocatori di grande talento che rinforzano una squadra che non ha ceduto praticamente nessuno. L’aggiunta di Depaoli e Piccini sono speranze per  il “Gasp” che porti alla luce i due giovani italiani. L’addii di Castagne e Traoré sono due plusvalenze di alto livello. Società  pronta a lottare su tutti i fronti anche quest’anno. 

 

Benevento, voto 7. Finalmente dopo anni si rivede una neopromossa che esce dal mercato con tutte le carte in regole per rimanere in A. Tanta esperienza è arrivata con Glik, Lapadula e Iago Falque. Gli acquisti di Ionita e Caprari sono sicurezze che il nostro campionato conosce da un po’ e l’inserimento di Dabo allarga una squadra che si rivela completa. L’inizio di campionato, con questo mercato prospetta bene per i campani.

 

Bologna, voto 5. Gli acquisti dei giovani Hickey e Vignato sono intriganti per il futuro, ma allo stato attuale la squadra è rimasta pressoché la stessa della scorsa annata. De Silvestri colma un buco sulla fascia che da troppo mancava, ma non si è visto nessun tipo di salto di qualità. 

 

Cagliari, 5 e mezzo. Bene per la scelta di affidarsi a Di Francesco per la panchina, ma per il resto molta confusione in terra sarda. Eccezionale Godin per l’esperienza, ma da lì solo scommesse: Ounas intriga ma Marin, Zappa e Sottil non si sono ancora dimostrati del tutto pronti. L’arrivo di Nainggolan avrebbe permesso una crescita più curata di questi giovani che dovranno provare a dimostrarsi da subito affidabili per la salvezza. Ci si aspettava di più per come erano state intavolate le carte ad inizio agosto. 

 

Crotone, voto 5. Troppi punti interrogativi, pochi nomi che danno certezze in Calabria. La squadra ha portato diversi svincolati ad unirsi ma il solo Cigarini sembra potersi rivelare,decisivo in campionato. Magallan e Siligardi potrebbero aiutare, ma per ora la squadra sembra essere fuori da ogni binario di sicurezza.

 

Fiorentina, voto 6. La viola si è rinforzata, bisogna capire se a sufficienza per lottare concretamente su qualcosa di più pesante del solito. Ottimo Bonaventura, affare vero, e grande acquisto in extremis di Quarta dal River Plate. Chiesa a quelle cifre andava venduto, peccato non averlo fatto prima per lavorare di più sul sostituto. Jose Maria Callejon è un bel colpo anche se a molti fa storcere il naso. Per il tempo che rimaneva è stata la soluzione migliore. Aiuta il ritorno romantico  di Borja  Valero e l’arrivo di Barecca. Tanti nomi di affidamento per una squadra che deve ancora compattarsi molto. 

 

Genoa, voto 6. I liguri si sono rinforzati facendo la loro solita rivoluzione totale. Quanto dovrà durare ancora prima che Preziosi  decida di investire per progettare? Bene Zappacosta e Pjaca così come il giovane Pellegrini dalla Juve. Badelj e Bani sono di esperienza e Czyborra promette bene. L’acquisto di Palleari come vice Perin era fondamentale considerando le prestazioni di Marchetti. Tanti nomi, speriamo non si termini nel solito caos. Chicca finale su Scamacca, giocatore che deve provare a saltare quel trampolino di lancio che è da un pò che si merita. Speriamo non venga sprecato. 

 

Inter, voto 7 e mezzo. Non vi era bisogno di comprare molto, ma i colpi arrivati sono più che positivi. Hakimi è uno dei migliori esterni in circolazione, un colpo da scudetto e champions, così come l’arrivo di Arturo Vidal alla corte di Antonio Conte, che può  finalmente riportare il suo guerriero in mezzo al campo. Kolarov bene sulla carta anche se le prime prestazioni lo hanno visto in difficoltà, Darmian dal Parma può aiutare. Forse si poteva lasciare libero Pinamonti per farlo giocare di più, ma questa Inter ha  le carte in regola per vincere tutto. 

 

Juventus, voto 8. Tanti colpi, tanti giovani, tanto talento. Chiesa e Kulusevsky rappresentano il presente ma sopratutto il futuro. Questa Juve vuole continuare a vincere negli anni e non limitarsi solo ad ora. Arthur può divenire un maestro in mezzo al campo e McKennie ha già dimostrato di essere al altezza dei altri centrocampisti in rosa. Morata è un buon rinforzo anche se portare Dzeko o Suarez alla corte di Pirlo avrebbe reso questo mercato pressoché perfetto. Ora saremo curiosi di vedere come verranno mosse queste nuove pedine con gli schemi di  mister Pirlo.

 

Lazio, voto 5. Forse un po’ pesante come voto, ma d’altronde quanto si potrebbe dare ad una società che riesce a toccare il cielo senza voler scoprire cosa c’è oltre? Si perché mister Inzaghi più volte ha chiesto rinforzi che non sono arrivati. Fares unico papabile titolare di una squadra che ha acquistato tante incognite. I 20 milioni per la prima punta Muriqi sono un bell’investimento, ma davvero serviva visto che c’erano già Caicedo, Correa, Immobile e Adekanye per due posti? Considerando poi che in difesa l’emergenza è totale, il solo ritorno di Hoedt in un’estate in cui si sono inseguiti difensori, senza togliere nulla all’olandese, più blasonati, fa arrabbiare i tifosi e non poco. Ci saranno tante partite in arrivo, e in questo momento Lotito deve fare i conti con la sua coscienza se il suo mister lascerà l’anno prossimo. Bene l’acquisto di Pereira dallo United, un buon innesto per la Champions, e l’arrivo di Reina può portare esperienza. 

 

Milan, voto 7. Un gran bel mercato dei rossoneri che si sono mossi in maniera interessante e intelligente. In primis l’arrivo di Tonali, talento purissimo del nostro campionato, pronto a sbocciare definitivamente in vista dell’europeo. Brahim Diaz e Hauge danno a Pioli la possibilità di variare tanto in avanti, e il loro arrivo rinfresca un po’ un reparto a cui venivano messe troppe volte dei giocatori non adatti. Dalot serviva, però il prestito secco è un po’ fragile come chiusura, per un giovane di grande talento. Kalulu è una scommessa che porterà sorprese. Tanti sono praticamente giovani quasi affermati, che vogliono definirsi campioni del tutto e portare il Milan in alto. 

 

Napoli, voto 7 e mezzo. L’acquisto dell’estate è arrivato in terra partenopea, con Oshimen che dopo la grande spesa fatta per lui, dovrà dimostrare tutto il suo infinito talento. Un grande numero nove che mancava da un po’ a Napoli, con quelle caratteristiche. Bene Rramhani e Petagna per la panchina, possono crescere molto. Bakayoko è il tassello necessario in un team che ora è completo e competitivo. Peccato non aver ceduto Milik, il suo addio ormai sembra destinato ad arrivare a parametro zero, quando si poteva vendere ancora a tanti soldi. Potrebbe però tornare ad illuminare come qualche anno fa questo Napoli, che ora ci può credere davvero. 

 

Parma, voto 5 e mezzo. Insufficienza non dovuta alle spese, perché sono stati investiti tanti soldi... il problema è il tipo di investimento che i ducali di proprietà americana hanno scelto. Solo giovani scommesse, tutti pressoché sconosciuti. Cyprien e Valenti sono due talenti veri, Caviglia un ex bianconero su cui si può puntare però non basta un grande talent scout per arrivare alla salvezza, e il Parma si è preso i suoi rischi.

 

Roma, voto 6 e mezzo. Il salto di qualità definitivo non è arrivato, ma alla Roma si possono fare diversi elogi. Tenere Smalling e Mikitarian era fondamentale per il nuovo progetto, e l’arrivo di Pedro certifica la voglia di portare esperienza alla squadra. Ma i giovani di talento ci sono, come Kumbulla soffiato ai cugini bianco celesti per una cifra importante e Borja Mayoral dal Real Madrid che si afferma essere più di un semplice “vice Dzeko”. Tenere Dzeko, Zaniolo e Pellegrini è stata una vittoria, e far uscire solo gli esuberi come Under e Florenzi fa respirare più sicurezza in quel di Roma. Ora la squadra c’è, chissà se il mister portoghese riuscirà ad affermarsi finalmente con l’aiuto di un organico più completo.

 

Sampdoria, voto 6. Se contassimo solo le entrate allora sarebbe da sette, ma le vendite di Bonazzoli all’ultimo minuto e di Linetty sono perdite importanti per una squadra in difficoltà. Se anche lo stesso Ramirez (che ha rifiutato Torino) sarebbe andato via, il presidente Ferrero si sarebbe trovato in una brutta situazione. Bene dunque chi è arrivato, Candreva colpaccio e Keita da grandi speranze. Il roccioso Adrien Silva porta esperienza e Daamsgaard è di  prospetto. Le carte per una squadra da salvezza tranquilla ci sono, anche se la panchina rimane ancora troppo stretta. 

 

Sassuolo, voto 6. È arrivato solo Maxime Lopez, buon giocatore che veniva considerato un grandissimo talento pochi anni fa, poi si è un po’ perso ma con De Zerbi può fare bene. La vittoria sta sopratutto nel aver mantenuto tutti , con la scelta di intensificare sempre di più il gioco offensivo del mister. Un bel calcio che necessitava di pochi acquisti. Può sorprendere questo Sassuolo. Unica nota da fare è sulla cessione di Scamacca: manca un vice Caputo e si poteva puntare sul giovane italiano. 

 

Spezia, voto 6. Bisognava fare di più, però chi è arrivato, almeno ha il potenziale di fare bene. Pobega talento vero di casa rossonera, Verde è cresciuto in questi anni ed è una buona spalla di Farias. In porta la coppia Zoet-Rafael funge, e De Iola con Agudelo possono inventare in mezzo al campo. Una squadra ancora fragile ma che ha potenziale. Il problema è avere il tempo di sbocciare e in Italia questi tempi non esistono. Staremo a vedere. 

 

Torino, voto 6. Cairo si salva all’ultima ora con gli arrivi di Bonazzoli e Gojak, due classe 97’ che rinforzano un reparto troppo corto. Bene Linetty e Rodriguez, giocatori che conoscono la serie A, Vojdova è una scommessa che stuzzica tanto. Ma manca l’elemento cardine che avrebbe reso più che ottimo il mercato: un regista al posto di Rincon. Rincorso per troppo tempo a vuoto Torreira, bisognava trovarlo assolutamente, e questo non è avvenuto. Il Torino per il modulo con cui gioca potrebbe pagarne le conseguenze. Peccato l’addio di Berenguer, un bel giocatore ma senza ruolo in questa nuova squadra. 

 

Udinese, voto 6. Anche qui bene le entrate male le uscite. Se Deulofeu e Pereyra possono considerarsi acquisti da grande squadra, le cessioni di Fofana e Sema andavano colmate assolutamente, e invece è rimasto un buco in mezzo al campo e sull’esterno. Troppo importanti per non essere sostituiti. Buono Bonifazzi, italiano e giovane, può dire la sua. La fiducia riposta in alcuni giocatori che tornano dal prestito come Coulibaly non sono ancora certezze per Gotti, dovranno lavorare molto. 

 

Verona, voto 5 e mezzo. Perso troppo per quello che è entrato. Usciti Amrabaat, Pessina, Kumbulla e Rrhamami, non sono arrivati sostituti adeguati. Buono Kalinic, anche se va totalmente ritrovato, più rischiosi i colpi Colley e Viera, ancora acerbi. Favilli aiuterà, Cetin e Ceccherini non sono all’altezza di chi c’era prima. La squadra si è indebolita, e lo si vede anche dal campo. Servirà un adattamento veloce se non si vuole finire nel girone dell’incertezza per la lotta salvezza.

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