Buco nero 2019: prima foto black hole scattata Event Horizon Telescop

«Buco nero 2019 scattata la prima foto con l'Eht, Event Horizon Telescop il telescopio virtuale più grande e potente del mondo, ecco cos'è e come funziona»

Buco nero 2019 scattata la prima foto con l'Eht, Event Horizon Telescop: è del 10 aprile 2019, la notizia corredata di immagine, della prima foto scatta ad un buco nero.

 

La foto già ribattezzata, foto del secolo per la sua straordinarietà è stata scattata dall’Event Horizon Telescope, nato da una collaborazione internazionale che ha visto la partecipazione di centri di ricerca in tutto il mondo.

 

Due ricercatrici dell'Inaf, l’italiana Elisabetta Liuzzo e Kazi Rygl, sono tra i protagonisti della magnifica osservazione di un gigantesco buco nero al centro della galassia Messier 87, come parte del progetto BlackHoleCam, con loro anche un altro italiano, Ciriaco Goddi, segretario del consiglio scientifico del consorzio Eht e responsabile scientifico del progetto BlackHoleCam

 

Ma che è stato possibile scattare una foto del genere? Qual è la tecnologia che sta dietro ad un evento così straordinario come la prima foto di un buco nero?

Vediamo d rispondere a tutte queste domande partner proprio dall’Event Horizon Telescope.

 

Buco nero 2019 scatta la prima foto con l’Event Horizon Telescop:

Buco nero scatta la prima foto con l’Event Horizon Telescop, uno speciale telescopio costituito da 8 radiotelescopi da terra, nato dalla collaborazione internazionale con l’obiettivo di catturare le immagini di un buco nero. 

I ricercatori dell’Eht, in conferenza stampa hanno annunciato di aver raggiunto un grandissimo successo, quello di essere in possesso della prima prova visiva diretta dell’esistenza di un buco nero supermassiccio e della sua ombra.

 

Nell’immagine catturata da Eht, che ha fatto il giro del mondo ed è stato subito ribattezzata come foto del secolo, è stato ritratto per la prima volta, il buco nero M87 al centro di una enorme galassia chiamata Messier 87 che si trova vicino all’ammasso della Vergine e distante da Terra 55 milioni di anni luce.

La sua massa è pari a 6,5 miliardi e mezzo di volte quella del Sole.

 

Event Horizon Telescop buco nero: cos’è

Che cos’è l’Eht, Event Horizon Telescop il telescopio che è riuscito a scattare la prima foto di un black hole, buco nero?

L’Event Horizon Telescop è un enorme telescopio che collega 8 radiotelescopi collocati in diverse parti del mondo e che tutti insieme formano un telescopio virtuale di dimensioni pari a quelle della Terra.

 

Questo nuovo strumento dotato di una grandissima sensibilità e di risoluzione finora inimmaginabili, è nato dalla collaborazione internazionale pluriennale di scienziati che hanno voluto studiare il fenomeno del buco nero teorizzato da Albert Einstein con la teoria della relatività generale, proprio nell’anno del centenario dell’esperimento storico che per primo ha confermato questa teoria.

 

Secondo quanto spiegato dal direttore del progetto Eht, Sheperd Doeleman del Center for Astrophysics della Harvard University. "Questa è una pietra miliare nell’astronomia, un’impresa scientifica senza precedenti compiuta da un team di oltre 200 ricercatori".

 

Eht telescopio virtuale più potente del mondo: come funziona?

Eht, Event Horizon Telescop come funziona il telescopio virtuale più grande e potente del mondo?

L'Eht come detto è un enorme telescopio costituito da 8 telescopi collegati tra di loro.

 

Le foto del buco nero con l’Eht sono state possibili grazie alla tecnica conosciuta con il nome di Very-Long-Baseline Interferometry (Vlbi) e che prevede la sincronizzazione di tutti gli 8 telescopi con la rotazione del Terra in modo da creare il telescopio virtuale più grande e potente al mondo di dimensioni pari a quelle della Terra.

 

La tecnica Vlbi permette quindi all’Eht di raggiungere una risoluzione di 20 micro secondi d’arco che sarebbe come leggere una pagina di giornale a New York stando però sedut ad un caffè di Parigi.

 

Gli 8 telescopi che hanno generato l'Eht sono:

Alma;

Apex;

il telescopio Iram da 30 metri,

il telescopio James Clerk Maxwell;

il telescopio Alfonso Serrano,;

il Submillimeter Array;

il Submillimeter Telescope;

il South Pole Telescope.

 

Tutti i dati poi sono stati elaborati dai supercomputer del Max Planck Institute for Radio Astronomy e del Mit Haystack Observatory.

 

Buco nero via Lattea cos'è e perché è importante:

Ma perché è così importante aver fotografato un buco nero? 

Il lavoro condotto finora dagli scienziati dell'Inaf è stato spettacolare, ora però le loro attenzioni si stanno concentrando su un altro buco nero Sagittarus A* grande 4 milioni di volte il sole e situato al centro della nostra galassia: la Via Lattea.

 

Anche se Sagittarius A* è più piccolo di M87, in pratica perché inghiotte meno materia e luce, è comunque al centro della nostra galassia e la sua presenza, influenza tutto l'ambiente circostante in modo estremo, distorcendo lo spazio-tempo e surriscaldando qualsiasi materiale intorno.

 

Un buco nero è come una membrana in cui la materia e la luce possono entrare ma possono più uscirne, a causa dell’intensissima forza gravitazionale.

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