Smart working: cos’è e come funziona, significato, normativa, vantaggi

Smart working, cos’è e come funziona, significato e normativa, i vantaggi per l'azienda e il lavoratore, la legge 81/2017, differenza con il telelavoro

Lo Smart working, chiamato anche “lavoro agile”, è una modalità di lavoro che non prevede vincoli temporali e spaziali, ma lascia al lavoratore autonomia e flessibilità nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare per le proprie mansioni.

 

In questo modo viene maggiormente responsabilizzato sul raggiungimento degli obiettivi, ma ha anche l’opportunità di conciliare i tempi della vita professionale e di quella privata, aumentando la produttività.

 

Come funziona lo smart working

Caratteristiche del lavoro agile: la definizione di smart working è contenuta nella legge 81/2017, volta a tutelare il lavoro autonomo non imprenditoriale e a favorire proprio la flessibilità nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato.


L’accordo per lo smart working deve essere stipulato tra lavoratore e il datore di lavoro: vengono definiti anche gli strumenti da utilizzare per le attività da remoto (come pc, smartphone, tablet, etc). Secondo la legge, la prestazione lavorativa viene svolta in parte nei locali aziendali e in parte in quelli esterni senza una postazione fissa, sempre entro il limite delle ore lavorative giornaliere e settimanali previste. Il contratto può essere a tempo indeterminato oppure a termine.

 

Il lavoratore agile può essere sempre controllato? Nell’accordo tra smart worker e datore di lavoro va definito il potere di controllo sulle prestazioni del lavoratore, ma sempre nel rispetto di quanto disposto dall’articolo 4 della legge 20 maggio 1970 n.300 in merito alla tutela della libertà e dignità del lavoratore. L'accordo individua anche le condotte da tenere all'esterno dell'azienda che potrebbero portare a sanzioni disciplinari.

Con lo smart working si guadagna meno? No, i "lavoratori agili” hanno lo stesso trattamento, non solo economico ma anche normativo, dei colleghi che invece continuano le proprie attività in sede. Quindi è prevista anche la tutela in caso di infortuni o malattie professionali. Le linee guida relative all’obbligo assicurativo e della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori sono contenute nella Circolare INAIL 48/2017.


Il datore di lavoro deve consegnare in forma scritta, almeno una volta all’anno, un’informativa sui rischi generali e specifici legati rischi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto lavorativo.

Quali sono gli obblighi del datore di lavoro? Il datore di lavoro rimane responsabile del buon funzionamento degli strumenti tecnologici che sono stati assegnati al lavoratore agile; inoltre vengono ugualmente applicati gli eventuali incentivi fiscali e contributivi riconosciuti in relazione agli incrementi di produttività del lavoro subordinato.
Le disposizioni sono valide anche per la Pubblica Amministrazione.

Quanti giorni si può lavorare in smart working? La quantità di tempo deve essere decisa in sede di accordo fra le due parti e spesso dipende anche dal tipi di attività e dal ruolo che si ricopre.

 

Telelavoro e smart working sono la stessa cosa? Lo smart working ha delle peculiarità che vanno oltre il telelavoro, che è invece una forma contrattuale. Lo smart working non ha vincoli di orari e luogo di lavoro, mentre le regole del telelavoro sono molto più rigide.

I vantaggi dello smart working

I benefici dello smart working riguardano non solo l’azienda, ma anche il lavoratore e persino l’ambiente.

Le aziende risparmiano con lo smart working? Adottare queste modalità di lavoro può essere un modo, per l’azienda, di tagliare i costi, soprattutto quelli legati all'illuminazione, alla climatizzazione o alla pulizia. Le aziende riescono a guadagnare in produttività e welfare del lavoratore, ma anche a ridurre l’assenteismo.

Quali benefici per il lavoratore? I vantaggi per il lavoratore agili sono molteplici. infatti può decidere in autonomia dove e quando svolgere le proprie attività: non ha vincoli rigidi e può scegliere di lavorare da casa. Lo smart working permette di avere una maggiore flessibilità, soprattutto in quei casi in cui è necessario conciliare alcuni aspetti privati con l’attività lavorativa, o per far fronte a esigenze particolari. Inoltre ha una riduzione dei costi e del tempo per i trasferimenti e un aumento della soddisfazione e della motivazione.

Quali sono gli aspetti negativi dello smart working? Secondo i dati dell’Osservatorio Smart Working di ottobre 2019, a fronte di notevoli vantaggi, la prima difficoltà a emergere tra i lavoratori agili è la percezione di isolamento (35%), seguita da distrazioni esterne (21%), problemi di comunicazione e collaborazione virtuale (11%) e la barriera tecnologica (11%).

Anche l'ambiente gode di alcuni benefici. Lo smart working ha delle ripercussioni positive nella riduzione del traffico e delle emissioni di Co2, ma anchein un utilizzo migliore del trasporto pubblico.

 

I dati dello smart working in Italia

I numeri del lavoro agile in Italia: i numeri diffusi a ottobre 2019 dall’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano evidenzia un aumento del 20% degli smart worker in Italia rispetto al 2018.

 

Sono circa 570 mila e mediamente più soddisfatti rispetto ai colleghi che svolgono la propria attività in maniera tradizionale: 76% contro il 55%. Positivo anche l'engagement percepito: 33% contro 21%.

 

Nel 2019 la percentuale di grandi imprese che ha avviato progetti di Smart Working è stata del 58%, in lieve crescita rispetto al 56% del 2018: è aumentata però la maturità delle iniziative, non più solo sperimentazioni. Il 7% delle imprese ha già attivato iniziative informali e il 5% ha in previsione di attuarle nei prossimi mesi.

 

Del restante 30%, il 22% dichiara probabile lo smart working in futuro e solo l’8% non sa se lo utilizzerà o non manifesta alcun interesse in merito.

 

Anche tra le PMI i progetti strutturati di smart working sono in aumento, dall'8% al 12%; i progetti informali sono cersciuti dal 16% al 18% ma il 51% dichiara di non essere interessato al tema. Una crescita significativa è stata registrata nella PA, anche se lo smart working rimane non eccessivamente diffuso: dall'8% al 16%.

 

Leggi le ultime novità sullo smart working in Italia nel decreto Coronavirus 2020.

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