Le regole anti-Covid per i viaggi

Coronavirus, la Farnesina raccomanda di evitare i viaggi all'estero

A causa dell'aumento dei contagi in Europa come nel mondo, la Farnesina sconsiglia i viaggi all'estero se non per “ragioni strettamente necessarie”

15 novembre 2020 15:13
Coronavirus, la Farnesina raccomanda di evitare i viaggi all'estero

La seconda ondata di coronavirus sta flagellando l’Europa, mentre paesi come Stati Uniti, India e Brasile continuano a essere tra i più colpiti del mondo.

 

Alla luce dell’attuale emergenza, il Ministero degli Affari Esteri ha raccomandato di non spostarsi oltre i confini nazionali se non necessario. “Considerato l’aggravarsi della situazione epidemiologica in Europa, la Farnesina raccomanda a tutti i connazionali di evitare viaggi all’estero se non per ragioni strettamente necessarie” si legge nella nota pubblicata sul sito.

 

Viaggi all’estero: non sono escluse future restrizioni

Non solo l’Italia: il virus sta correndo veloce anche in altre nazioni europee come Francia, Spagna, Germania, Repubblica Ceca, Belgio.

 

La Farnesina ha così deciso di appellarsi ai cittadini, per scongiurare eventuali difficoltà e problematiche legate al rientro: “Si fa altresì presente che considerato l’alto numero dei contagi in molti Paesi europei, non si possono escludere future ulteriori restrizioni agli spostamenti che rischierebbero di complicare eventuali rientri in Italia.
Analoghe problematiche di rimpatrio potrebbero verificarsi, con incidenza ben più grave, in caso di viaggi verso destinazioni extra-UE”.


Sul sito Viaggiare Sicuri, sottolinea il Ministero, è disponibile un questionario interattivo che consente di verificare la normativa italiana in merito agli spostamenti da e per i paesi esteri.

 

In caso di dubbi, per il rientro in Italia si raccomanda di contattare la Polizia di Frontiera, la Prefettura o l’Azienda Sanitaria competente per territorio. Invece, per ciò che riguarda gli spostamenti dall’Italia all’estero, si possono consultare la Scheda Paese di interesse su ViaggiareSicuri, oppure contattare anche l’Ambasciata o il Consolato del Paese di interesse in Italia.

 

Viaggi all’estero: le attuali misure anti-Covid

Lo stato di emergenza è stato prorogato fino al 31 gennaio 2021. A questo provvedimento si sono aggiunti il Dpcm 13 ottobre e il Dpcm 24 ottobre: quest’ultimo ha ripreso quanto già contenuto nel documento precedente in materia di viaggi, prolungandone la validità fino al 24 novembre 2020. Potrebbero però essere introdotte nuove limitazioni, secondo quanto reso noto dalla Farnesina.


Il Dpcm 24 ottobre suddivide i paesi in diversi elenchi, a seconda della presenza o meno di restrizioni e anche della tipologia.

 

  • Elenco A: San Marino e Città del Vaticano.

Nessuna restrizione prevista.

  • Elenco B: Paesi Ue (a eccezione di quelli contenuti nei seguenti elenchi C e D), Schengen, Andorra e Principato di Monacole isole Far Oer e Groenlandia, le isole Svalbard e Jan Mayen, Azzorre e Madeira.

In queste nazioni è possibile spostarsi senza necessità di motivazione e senza obbligo di isolamento al rientro. Rimane però l’obbligo di compilare un’autodichiarazione (disponibile sul sito del Ministero). 

La Farnesina consiglia, prima della partenza, di verificare che non ci siano limitazioni o richieste particolari all’ingresso di questi paesi dall’Italia.

  • Elenco C: Belgio, Francia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Spagna, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, inclusi Gibilterra, Isole del Canale, Isola di Man, basi britanniche nell’isola di Cipro; territori spagnoli nel continente africano; Guadalupa, Martinica, Guyana francese, Riunione, Mayotte.

Non ci sono restrizioni all’ingresso in questi paesi, ma al ritorno in Italia vige l’obbligo- dopo soggiorno o anche solo transito nei 14 giorni precedenti- di compilare un’autodichiarazione e di presentare un'attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso, a un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo. Oppure di sottoporsi allo stesso test in aeroporto, porto, luogo di confine o presso l'azienda sanitaria di riferimento entro 48 ore.

 

Tutti coloro che hanno soggiornato o transitato nei Paesi dell'elenco nei 14 giorni precedenti l’arrivo in Italia devono anche comunicare il loro ingresso nel territorio italiano al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria competente.

 

  • Elenco D: Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Romania, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay, compresi tutti gli altri territori francesi e britannici non menzionati in precedenza e i territori dei Paesi Bassi situati al di fuori del continente europeo.

Gli spostamenti sono consentiti senza motivazione, ma al rientro in Italia, oltre all'autocertificazione, è necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per 14 giorni: la propria destinazione finale in Italia può essere raggiunta solo con mezzo privato, mentre è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione.

 

  • Elenco E: resto del mondo.

Gli spostamenti sono permessi solo per comprovati motivi di salute, lavoro e urgenze, ma non per turismo.


All’ingresso/rientro in Italia da questi Paesi, è necessario compilare un’autodichiarazione, da mostrare a chi dovesse richiederla. Si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato. È inoltre necessario sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per 14 giorni.

 

  • Elenco F: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana.

Per questi paesi è ancora vietato l’ingresso in Italia. Le poche eccezioni riguardano:

  1. i cittadini Ue con residenza in Italia prima del 9 luglio 2020 e i cittadini di Paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo in Italia e loro familiari, che abbiano la residenza angrafica in Italia da prima del 9 luglio 2020. C’è comunque l’obbligo di presentare al vettore, all’atto dell’imbarco un’attestazione di essersi sottoposti a test molecolare o antigenico nelle 72 ore precedenti l’ingresso in Italia, con risultato negativo;

  2. personale viaggiante, funzionari e agenti.

Al rientro in Italia da questi Paesi, è richiesto di sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria e compilare un’autodichiarazione; si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato.


Le norme previste per i paesi del gruppo F si applicano inoltre a:

  • Kosovo e Montenegro. Possono entrare in Italia le persone con residenza anagrafica in Italia da prima del 16 luglio 2020.

  • Colombia. Possono entrare in Italia le persone con residenza anagrafica in Italia da prima del 13 agosto 2020.


Coronavirus e viaggi, le eccezioni all’obbligo di tampone, quarantena, isoamento 

Ci sono delle eccezioni all’obbligo di test, alla quarantena, all'isolamento fiduciario e all'utilizzo del mezzo privato all'arrivo in Italia. A Patto che non siano nel frattempo insorti sintomi riconducibili al Covid-19 e di non aver soggiornato e transitato in uno dei paesi del gruppo F, fermi restando gli obblighi di auto-dichiarazione, comunicazione dell'ingresso in Italia e presentazione del risultato negativo di un test molecolare o antigenico dove previsto.

  • permanenza per non più di 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza. C'è però l’obbligo, allo scadere del termine, di lasciare subito il territorio nazionale o di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;

  • transito con mezzo privato per un periodo non superiore a 36 ore, con l’obbligo, allo scadere dei termini, di lasciare immediatamente il territorio nazionale oppure di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;

  • ai cittadini e ai residenti di uno Stato membro dell'Unione Europea e degli altri Stati e territori di cui agli elenchi A, B, e D che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro;

  • al personale sanitario in ingresso in Italia per l'esercizio di qualifiche professionali sanitarie; lavoratori transfrontalieri; funzionari e agenti; personale di imprese o enti che hanno sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all'estero in caso di comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore; alunni e studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza o abitazione, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana.

Tampone, isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria non si applicano:

  • all'equipaggio dei mezzi di trasporto, al personale viaggiante, agli ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza, approvati dalla competente autorità sanitaria;

  • agli ingressi per ragioni non differibili, inclusa la partecipazione a manifestazioni sportive e fieristiche di livello internazionale, con specifica autorizzazione del Ministero della salute e con obbligo di presentare al vettore l'attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all'ingresso nel territorio nazionale, a un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo. L’esenzione però non si applica a tutti quei viaggiatori che negli ultimi 14 giorni siano transitati o abbiano soggiornato in uno dei paesi dell’elenco F dell’allegato 20 del DPCM 24 ottobre 2020.

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