La classifica economica

Stipendi manager pubblici e partecipate: la Classifica che scotta

Classifica 2020 manager PA più pagati al 1° posto c'è Visco Banca d'Italia con 450.000 euro e per le società partecipate vince Claudio Descalzi con 6milioni

Stipendi manager pubblici e partecipate: la Classifica che scotta

Quali sono i manager più pagati d’Italia? Ve lo svela la classifica di The Italian Times, pubblicata in relazione alla bufera che ha investito in questi giorni Pasquale Tridico, Presidente dell’Inps.

 

Nel settore pubblico molte figure non apicali percepiscono uno stipendio più alto dei vertici degli enti pubblici. Fanno naturalmente eccezione le società quotate.

 

Le regole sugli stipendi ai manager della Pubblica Amministrazione sono cambiate nel 2014, con l’introduzione del tetto ai compensi delle più alte cariche di Ministeri, Enti Pubblici ed Autorità indipendenti, con il limite massimo fissato a 240.000 euro lordi l’anno.

 

Secondo una rilevazione OCSE, grazie a questa limitazione le retribuzioni medie dei nostri manager pubblici sono passate da 339.000 euro a 212.000 euro, ancora sopra la media Ue fissata a 132.315 euro lordi (rilevazione dal 2011 al 2015), con un risparmio medio stimato in 30 milioni di euro annui.

 

Classifica 2020 manager PA più pagati: 1° posto Visco, Banca d'Italia

Ecco la classifica dei manager Pubblica Amministrazione più pagati:

  • 1° posto, Ignazio Visco: Governatore della Banca d’Italia si piazza al primo posto della classifica con 450.000 euro di compenso lordo l’anno, cifra nettamente inferiore ai quasi 760.000 euro anni lordi del suo pari nel 2011, ossia Mario Draghi. La Banca Centrale godendo di autonomia e indipendenza non è soggetta al limite massimo fissato per i dirigenti della Pubblica Amministrazione. Da segnalare che Daniele Franco, Direttore Generale della stessa Bankitalia arriva a guadagnare mediamente 400.000 euro l’anno (593.000 nel 2011), 320.000 i Vice Direttori Generali (Piero Cipollone, Luigi Federico Signorini e Alessandra Perrazzelli), 222.000 euro i Capo Dipartimento e 180.000 euro i Capo servizio o Direttore di Filiale regionale.

  • 2° posto: sul secondo gradino della classifica si posizionano alla pari Gabriella Di Michele, Direttore generale dell’Inps, Giacomo Lasorella, Presidente Agcom, Roberto Rustichelli, Presidente Antitrust, Ernesto Maria Ruffini, Direttore dell’Agenzia delle Entrate e Fabrizio Salini, Amministratore Delegato Rai, con 240.000 euro l’anno, sulla soglia massima prevista dalla legge. Alcuni dirigenti Rai, 43 in tutto, percepiscono la stessa identica somma del proprio Amministratore delegato. 

  • 3° posto: in terza posizione c'è Cristiano Cannarasa con 208.000 euro l’anno per la carica di Amministratore delegato di Consip, figura che prima dell’introduzione del tetto percepiva oltre 300.000 euro l’anno. Lo stipendio medio annuo del suo predecessore, Domenico Casalino, si attestava infatti a 305.596 euro.

  • 4° posto: al quarto posto della classifica dei manager della Pubblica Amministrazione più pagati d’Italia troviamo Andrea Quacivi, Ad di Sogei con poco più di 205.000 euro l’anno di stipendio lordo, compenso più che dimezzato rispetto ai valori del 2014, quando per la stessa posizione la retribuzione superava i 435.000 euro l’anno.

  • 5° posto troviamo Paolo Savona, Presidente Consob con un compenso annuo lordo di poco superiore ai 187.000 euro.

 

Pasquale Tridico, Presidente dell’Inps, si piazza tra le ultime posizioni della classifica dei manager della Pubblica Amministrazione più pagati, con 150.000 euro annui lordi, a fronte degli 1,2 milioni di emolumenti per questa carica previsti fino al 2014. Prima di lui addirittura alcuni dirigenti Inps di prima fascia, che arriverebbero a guadagnare anche 240 mila euro, 32 in tutto, praticamente quanto prende il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

 

Più fortunati di Tridico anche Giuseppe Busia, Presidente Anac con 180.000 euro e Domenico Parisi, Presidente dell’Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive del Lavoro, con 176.000 euro l’anno.

 

Classifica stipendi manager società partecipate: 

Da considerare poi tutte quelle società a partecipazione statale non soggette al tetto massimo delle retribuzioni, come Cassa Depositi e Prestiti, con il Direttore Generale e Amministratore delegato, Fabrizio Palermo, che guadagna 823.125 euro l’anno mentre all’Ipzs, l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, il Presidente e Ad, Maurizio Prato, percepisce mediamente 750 mila euro l’anno.

 

Il tetto ai compensi non si applica neanche alle società quotate come Eni, Enel, Leonardo, Terna e Poste Italiane ed a quelle che emettono bond come Ferrovie perché operano in regime di competizione e i manager si reclutano a prezzi di mercato, di conseguenza le retribuzioni sono nettamente più alte rispetto a quelle statali.

 

Questa la classifica dei manager più pagati delle società controllate dallo Stato relativa al 2018:

  • 1° posto: Claudio Descalzi, Direttore generale e Amministratore delegato dell’Eni guadagna quasi 6 milioni di euro l’anno;

  • 2° posto: Francesco Starace, Direttore generale e Ad di Enel, società più capitalizzata di Borsa Italiana, percepisce poco più di 5 milioni di euro lordi l’anno di stipendio;

  • 3° posto: Luigi Ferraris alla guida di Terna percepisce per il suo incarico presso l’azienda che controlla le grandi reti di trasporto dell’elettricità 2,8 milioni di euro;

  • 4° posto: Alessandro Profumo, Amministratore delegato di Leonardo, ex Finmeccanica, supera gli 1,66 milioni di euro;

  • 5° posto: Marco Alverà, Ad di Snam riceve 1,61 milioni di euro.

Buste paga più leggere per le donne, con Roberta Neri, Amministratore delegato dell’Enav, che supera di poco i 900 mila euro annui lordi.

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA