Le proteste no lockdown a Napoli

Coronavirus, scontri a Napoli nella prima notte di coprifuoco

Tafferugli e proteste a Napoli contro coprifuoco e lockdown. Due condannati e alcuni agenti contusi. De Luca: «Spettacolo indegno.» Morra: «Uomini dei clan»

Coronavirus, scontri a Napoli nella prima notte di coprifuoco

Una notte di tafferugli e guerriglia urbana. A Napoli, nella prima serata di coprifuoco, centinaia di persone si sono riversate in strada per protestare contro la chiusura delle attività alle 23, ma anche contro l’annuncio del governatore De Luca di un lockdown in Campania.
Il bilancio attuale è di due 32 enni prima arrestati, poi processati per direttissima e condannati per resistenza; diversi agenti di polizia e carabinieri contusi e la troupe di SkyTg24 aggredita.

 

Coronavirus, scontri a Napoli: la vicenda

La sera del 23 ottobre centinaia di persone si sono radunate in Largo San Giovanni Maggiore, davanti alla sede dell'Università Orientale, per protestare contro il coprifuoco come da ordinanza del governatore De Luca e la prospettiva del lockdown.

Una manifestazione pacifica, organizzata da un gruppo di commercianti, è diventata violenta a causa di alcuni gruppi infiltrati che hanno fatto poi scoppiare dei disordini soprattutto nel quartiere Santa Lucia, dove si trova il palazzo della Regione. Bombe carta e fumogeni sono stati lanciati contro le forze dell’ordine, sottolinea l'Ansa. Oggi la città conta i danni, tra cassonetti bruciati e devastazione.

 

Gli investigatori stanno ora visionando i filmati delle telecamere di sorveglianza, poste lungo il percorso del corteo e nell'area in cui sono avvenuti gli scontri, in modo da identificare il maggior numero di manifestanti violenti. Riconoscimenti però resi difficili da mascherine e cappucci.


«Questa notte abbiamo assistito a veri e propri comportamenti criminali verso le forze dell'ordine. Nessuna condizione di disagio, per quanto umanamente comprensibile, può in alcun modo giustificare la violenza». Parole del questore di Napoli Alessandro Giuliano riportate dall’Ansa.

 

La guerriglia urbana e le aggressioni alle forze di polizia di ieri sera nella città di Napoli «nulla hanno a che fare con le forme di dissenso civile e con le legittime preoccupazioni degli imprenditori e dei lavoratori legate alla difficile situazione economica». A sottolinearlo il ministro Luciana Lamorgese, in contatto con il prefetto di Napoli che ha convocato per oggi il comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza.

 

«Accertata la presenza reale di uomini dei clan della Pignasecca, del Pallonetto e dei Quartieri Spagnoli. Pur non essendoci fisicamente, c'erano anche con le loro "fesserie" tutti coloro che hanno sempre e soltanto ostentato sprezzo per le evidenze che la realtà ci ha offerto in tutti questi mesi». Ad affermarlo su Facebook il senatore M5S Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia.

 

Tafferugli a Napoli, De Luca: «Alcune centinaia di delinquenti hanno sporcato l’immagine della città»

Il governatore della Campania Vincenzo De Luca, tramite un post sulla sua pagina Facebook, ha duramente condannato gli scontri avvenuti nella città partenopea: «Ieri sera si è assistito a Napoli a uno spettacolo indegno di violenza e di guerriglia urbana organizzata, che nulla ha da spartire con le categorie sociali» ha sottolineato.

 

«Ieri si applicavano le stesse ordinanze a Milano, Roma e Napoli. E mentre a Milano e Roma le città erano deserte nel rispetto delle norme, a Napoli c'erano violenze e vandalismo. Alcune centinaia di delinquenti hanno sporcato l'immagine della città.
Vogliamo chiarire che:

  • 1. I protagonisti di questi episodi non hanno nulla a che fare con le categorie economiche e con i cittadini di Napoli, che hanno dato in questi mesi una prova straordinaria di autodisciplina e di responsabilità, e che tuteleremo fino in fondo sul piano sanitario e su quello sociale;

  • 2. Continueremo a seguire la nostra linea di rigore, senza cambiare di una virgola, come è nostro dovere fare.»

Il governatore ha anche lanciato un appello al Governo:
«Da questo momento chiediamo al Governo di impegnarsi:

  • 1. A garantire la legalità e il rispetto delle leggi;

  • 2. A mettere a punto immediatamente un piano di sostegno socio-economico per le categorie produttive e per le famiglie.»

In queste ore il Governo sta lavorando al nuovo Dpcm 24 ottobre, che potrebbe arrivare nelle prossime ore e contenere misure ancora più rigide rispetto a quelle già in vigore.

 

Scontri a Napoli, De Magistris: «Una notte buia per la città»

Il sindaco di Napoli De Magistris-ospite a Titolo Quinto su Rai Tre nel momento in cui la città sprofondava nel caos- ha dichiarato oggi: «E stata una notte buia per la nostra città, per i napoletani. Tristezza, amarezza. (...) Non è questa la Napoli della Resistenza e della cultura democratica.

 

Da tempo però vado sostenendo nelle sedi istituzionali e nei momenti pubblici quanto sia preoccupato profondamente per la pandemia sociale, economica e del lavoro conseguente alla pandemia sanitaria. Nei luoghi istituzionali e pubblici ho sottolineato più volte il rischio concreto del contagio criminale e dell'infiltrazione di frange violente e anche criminali che potessero strumentalizzare un forte e crescente disagio sociale.»


De Magistris ha poi aggiunto: «Viviamo momenti di stanchezza, di fragilità, di depressione e di sconforto e invece mai come in questo momento «Presenza. È fondamentale rispettare le regole a tutela della nostra salute e quella degli altri, sempre.»

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