La svolta Green

2021 anno Green: ecco perché, da Biden a Greta Thumberg all'ecocidio

Gli Usa di Biden e il rientro negli accordi sul clima, l’uscita del film di Greta Thumberg e il reato di «ecocidio» in Francia: arriva la svolta green?

11 dicembre 2020 10:39
2021 anno Green: ecco perché, da Biden a Greta Thumberg all'ecocidio

Il presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden, lo aveva promesso fin dalla campagna elettorale: una delle sue prime mosse, in caso di vittoria nella corsa alla Casa Bianca, sarebbe stato un maggior impegno sul fronte dell’ambiente, a partire dal rientro degli Usa negli accordi sul clima di Parigi.

 

Un chiaro impegno, dunque, sul versante delle politiche green, che nel 2021 potrebbero ricevere nuovo slancio, anche in Europa. 

 

Joe Biden e il rientro degli accordi di Parigi del 2015

Quello del presidente eletto potrebbe essere un Back to the Future, un ritorno al futuro e agli accordi sul clima sottoscritti dall’ex presidente americano, Barack Obama, e poi abbandonati dal successo, Donald Trump. Joe Biden, infatti, ha avuto un primo colloquio a distanza, insieme alla sua vice Kamala Harris, con funzionari della sicurezza nazionale e della politica climatica.

 

Dopo il briefing, lo stesso Biden ha anche sentito telefonicamente il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, con il quale ha discusso del «rafforzamento della collaborazione» anche sul fronte del contrasto ai cambiamenti climatici. Si conferma così la volontà di tornare nell’ambito degli accordi di Parigi del 2015, che invece l’Amministrazione Trump aveva annunciato, il 4 novembre 2019, di voler lasciare in modo unilaterale entro un anno. 

Ma non si tratta dell’unico segnale di una maggiore attenzione al clima a livello mondiale.

 

Il ritorno di Greta Thumberg

Qualcuno, nei mesi della pandemia, si era chiesto che fine avesse fatto l’attivista svedese, che invece da qualche settimana è tornata a far sentire la sua voce, soprattutto tramite il cinema. Seppure con le limitazioni dovute all’emergenza sanitaria, è infatti uscito un film molto atteso che ha in Greta Thumberg la protagonista. Alla 17enne che è riuscita a portare i cambiamenti climatici nelle agende dei potenti del mondo, è dedicata la pellicola di Nathan Grossman "I am Greta", presentata alla Mostra del cinema di Venezia e disponibile dal 14 novembre on demand sulle principali piattaforme (Sky Primafila, Google Play, MioCinema, IoStestoInSala, Timvision, Chili, Infinity, Rakuten TV).

 

Il film parla della ragazzina che, dopo essersi presa un anno "di pausa" nel 2019, nel 2020 è tornata a esortare i giovani di tutto il mondo, con i suoi scioperi generali al venerdì, i Fridays for Future, e si difende dagli attacchi: «Non sono la bambina arrabbiata che urla davanti ai leader mondiali – ha spiegato Greta – non sono come alcuni media mi rappresentano, sono una ragazza timida, studiosa, una nerd che ha a cuore il presente e il futuro del Pianeta e dunque anche il mio». I suoi appelli sono destinati, dunque, a tornare in primo piano anche nel 2021.  

 

In Francia arriva il reato di "ecocidio"

Se Greta Thumberg è riuscita a far sentire la sua voce ben al di fuori dei confini della sua Svezia, anche la Francia si sta muovendo sul fronte ambientale. Il Parlamento di Parigi, infatti, sta per approvare due leggi che puniranno i cosiddetti "crimini ecologici". Nel primo caso si tratta di una norma che prevede l’introduzione del reato generale di inquinamento, nell’altri quello contro "la messa in pericolo grave dell’ambiente", ribattezzato "ecocidio", come se si trattasse di "uccidere" l’ambiente. Per i trasgressori sono previsti da 3 a 10 anni di reclusione e multe fino a 4,5 milioni di euro. 

 

In realtà alcuni eurodeputati francesi, come Marie Toussaint (Verdi/ALE) hanno intenzione di introdurre questo reato a livello comunitario, prevedendo che la giurisdizione in caso di infrazione sia affidata alla Corte penale internazionale. Per questo a ottobre è stata lanciata la International parliamentary Alliance for the Recognition of Ecocide. Al momento le adesioni sono state timide, ma i dati emersi con la campagna #StopEuMercosur parlano chiaro e coinvolgono diversi paesi europei, Italia compresa. 

 

Il 2021 sarò un anno green anche in Italia? 

Al momento il limite della legislazione europea contro i reati ambientali è la difficoltà a elevare multe a chi, per esempio, importa soia o carne bovina da paesi che praticano la deforestazione illegale. E’ il caso anche dell’Italia che è al secondo posto, dopo la Germania, nell’import proprio di questo tipo di prodotti. A seguire ci sono anche Olanda, Spagna e Reno Unito. Un appello a investire maggiormente nelle politiche green, intanto, è giunto anche dalla presidente della Commissione europea, Ursula Von Der Leyen, che in un discorso all’Università Bocconi di Milano ha chiarito: «Abbiamo chiesto a tutti gli Stati membri di investire almeno il 37% in progetti volti a realizzare il Green Deal europeo.

 

L'Italia potrebbe utilizzare la sua quota per passare a nuove fonti energetiche, come l'idrogeno pulito; per investire nel trasporto pubblico elettrico; o per sostenere l'agricoltura biologica e le industrie che utilizzano materiali riciclati». Poi l’esortazione: «Noi abbiamo messo sul tavolo una serie di idee e orientamenti. Abbiamo proposto di avviare un'ondata di ristrutturazioni per rendere gli edifici più efficienti dal punto di vista energetico. In un Paese ricco di edifici antichi come l’Italia si tratta certamente di un tema particolarmente sensibile». Da qui l’invito a investire proprio nell’ammodernamento nel settore edile italiano. Che il 2021 sia l’anno giusto?  

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