Le festività nel mondo

Natale 2020 nel Mondo: ecco come si festeggia tra Covid e lockdown!

Cosa sarà permesso fare nei paesi colpiti dall’epidemia da coronavirus, tra spostamenti, feste di piazza, cene in famiglia, ristoranti, negozi, piste da sci

24 dicembre 2020 16:06
Natale 2020 nel Mondo: ecco come si festeggia tra Covid e lockdown!

Slitta il ritorno alla normalità con contagi in aumento in diversi Paesi europei, come la Germania tornata in lockdown per due settimane, proprio a ridosso delle festività. Una decisione presa dalla Cancelliera tedesca, Angela Merkel, dopo aver definito “insopportabile” il record di vittime giornaliere di qualche giorno fa (quasi 600, poi salite fino a sfiorare le 1.000). Ma non si tratta dell’unico Stato che ha invertito la rotta rispetto all’idea di un lockdown “soft”, come l’Austria che ha deciso – nonostante le prime resistenze – di non aprire le piste da sci.

 

In Spagna prosegue lo stato di emergenza anche se in Catalogna è appena scattato un piano di lenta riapertura, che inizia dai locali. Negli Stati Uniti il Thanksgiving Day, che rappresenta una festività molto sentita (per qualcuno anche più del Natale), la parola d’ordine è stata “sobrietà”. Ecco, allora, che nel mondo ci si prepara al periodo natalizio.

 

Natale 2020 in Francia: fine del lockdown (ma resta il coprifuoco)

Nonostante il numero di contagi sia lontano dagli obiettivi del Governo (gli sperati 5.000 al giorno), la Francia ha terminato il confinamento il 15 dicembre.

Il lockdown, già allentato dal 28 novembre con l’apertura dei negozi (fino alle 21) per dare fiato all’economia, terminerà dunque, ma rimane in vigore il coprifuoco dalle 21 alle 7. Uniche eccezioni, il 24 e il 31 dicembre, quanto il Presidente Macron ha spiegato “potremo spostarci senza autorizzazione, anche fra Regioni, per passare il Natale in famiglia”. Il monito è però a evitare movimenti inutili. Saranno invece ammesse le “passeggiate” nel raggio di 20 km e per non oltre 3 ore fuori casa. Se poi i contagi continueranno a calare, dal 20 gennaio si potrà passare alla fase 3 di “alleggerimento”, con la riapertura dei ristoranti e locali, e con la ripresa delle lezioni per gli studenti delle superiori. 

 

Germania in lockdown totale, ma sì al Natale in famiglia

Nonostante il numero di vittime notevolmente inferiore a quello italiano (23.427 a metà dicembre), la Germania ha deciso per il secondo lockdown totale fino al 10 gennaio: chiuse negozi, scuole, bar e ristoranti, con la sola possibilità dell’asporto da non consumare in strada. Solo un mese fa i presidenti dei 16 Lander premevano per un ritorno graduale alla normalità. Per ora restano consentite le riunioni familiari durante le festività fino a un massimo di 10 persone, esclusi gli under 14. Tutti, però, sono stati invitati a seguire una sorta di quarantena preventiva prima delle festività, in modo da evitare contagi in occasione del Natale. I classici mercatini natalizi erano già stati cancellati a novembre.

 

In Spagna riavvio in 4 fasi per il Natale 2020

“Non possiamo fare come se niente fosse”. E’ stato chiaro il ministro della Salute spagnolo, Salvador Illa, nel motivare la cautela da seguire anche in occasione delle festività. Nella penisola iberica prosegue lo stato di emergenza, anche se è stato deciso di avviare una lenta riapertura, anche in questo caso in fasi (4 per l’esattezza). Il programma è di riaprire i locali in Catalogna, anche se resta il coprifuoco su tutto il Paese dalle 22 alle 6. Secondo El Pais solo nelle notti del 24 e 31 dicembre il divieto di circolazione sarà ristretto alla fascia dall’1 di notte alle 6 del mattino.

 

Regno Unito, Natale in zona rossa

Anche Boris Johnson ha deciso per misure più severe, nonostante l’entusiasmo per il via alla campagna vaccinale. Dal 16 al 23 dicembre Londra è in zona rossa, poi le norme si allenteranno fino al 27 dicembre per permettere alle famiglie di festeggiare il Natale con il classico rito delle Christmas Bubble (bolle natalizie).

 

Usa, New York verso lo shutdown

Negli Usa dopo un Thanksgiving Break blindato, il sindaco di New York, Bill De Blasio, ha annunciato l’ipotesi di uno shutdown totale di fronte a una nuova impennata di casi. “Le restrizioni durante le vacanze di Natale saranno necessarie” ha confermato anche il virologo Anthony Fauci.

 

Israele, Hanukkah ridimensionata

La comunità ebraica ha già trascorso in pieno lockdown lo Yom Kippur, il giorno sacro che quest’anno è stato il 27 settembre. Poi ha ridimensionato anche un’altra celebrazione, quella dell’Hanukkah o Festa delle Luci, dal 10 al 18 dicembre, mentre fino al 2 di gennaio è in vigore il coprifuoco notturno. Il governo di Tel Aviv è stato il primo a decidere il secondo lockdown totale, a settembre.

 

Altri stop nel mondo, dalla Corea alla Cina all’Olanda

Anche l’Olanda ha deciso per la linea dura, con il blocco totale di ogni attività per cinque settimane, per frenare la circolazione del coronavirus.

In Cina, paese da cui si è diffuso il Sars-Cov2, il rischio di altre ondate sembra scongiurato. La vita sembra tornata alla normalità e non si hanno più notizie aggiornate circa eventuali nuovi contagi. Si è potuto dunque celebrare il Festival di metà autunno, lo scorso 1° ottobre, che rappresenta un breve periodo di vacanza durante il quale solitamente c’è una grande mobilità interna e il ritorno di cinesi in patria dall’estero, che però quest’anno non è stato permesso per scongiurare nuovi contagi. Unica eccezione è Shanghai, dove centinaia di passeggeri aerei sono rimasti a terra dopo che è stato individuato un focolaio nella città.

 

Anche in Corea del Sud il Chuseok, che si è svolto dal 30 settembre al 2 ottobre, ha portato inevitabilmente a un rialzo nel numero di positivi, che non si registrava dalla scorsa primavera. La curva dei contagi, che era rimasta stabile e a livelli, minimi, è così tornata a crescere tanto da spingere le autorità a mettere a punto un nuovo periodo di restrizioni, seppure “soft”, di cui però il presidente Moon Jae-in non ha ancora reso noti i dettagli.


In Giappone, invece, stop alla campagna di sostegno al turismo straniero, la Go to travel, (dal 28 dicembre all’11 gennaio) decisa per risollevare il settore dalla crisi. Cancellato anche il famoso Festival della neve di Sapporo.

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