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Vittorio Colao: età, biografia, chi è il ministro Transizione digitale

Studi alla Bocconi e ad Harvard, un passato in Morgan Stanley, poi alla guida di Vodafone, Rcs, Verizon e della task force anti-Covid. Famiglia e interessi

E’ uno dei Super Ministri della squadra di Mario Draghi, chiamato al delicato compito di attuare la digitalizzazione del Paese. Esperto del mondo delle telecomunicazioni, con un passato come numero 1 di Vodafone Italia, poi responsabile della divisione Europa meridionale, Medio Oriente e Africa, e infine CEO del gruppo, oltreché che amministratore delegato di Rcs MediaGroup (Corriere della Sera, ecc.).

Da aprile 2020, invece, è stato chiamato a guidare la task force per la fase 2 dell’emergenza sanitaria dall’ex premier Giuseppe Conte, lavorando in coordinamento con il Comitato tecnico scientifico. Ma se la sua carriera è lo ha reso personaggio noto, pochissimo si sa della vita privata, di cui è gelosissimo.

 

Vittorio Colao, dalla Bocconi alla task force anti-pandemia

Nato a Brescia il 3 ottobre del 1961, con un passato nei Carabinieri, Vittorio Colao si laurea all’Università Bocconi, poi ottiene un Master in Business Administration alla Harvard University di Boston (Usa). Dopo i primi passi a Londra nella banca d’affari Morgan & Stanley e a Milano nella società di consulenza McKinsey, a 35 anni è nominato Direttore Generale di Omnitel, poi diventata Vodafone, di cui in seguito diventa amministratore delegato della divisione Italia, poi di quella per l’Europa meridionale (a cui si aggiungono Medio Oriente e Africa. Dal 2002 è Ad di RCS, per poi tornare in Vodafone e diventarne successivamente numero 1 mondiale. Nel 2015 passa a Unilever, poi Il 15 maggio 2018 Colao annuncia le dimissioni e dal 2019 fa parte del comitato direttivo (Board of Directors) della società di telefonia wireless Verizon.

Dopo venti anni nell’azienda, il 15 maggio 2018, Vittorio Colao lascia Vodafone dicendo di volersi “reinventare”. Approda al fondo di private equity General Atlantic come special advisor, occupandosi in particolare di telecomunicazioni e consumer.

 

La task force Colao contro la pandemia

Ad aprile 2020 Giuseppe Conte chiama Colao a guidare la task force per gestire l’emergenza sanitaria insieme al Cts. Ne fanno parte ben 300 tecnici ed esperti. In un paio di mesi elabora un piano d’azione di 102 pagine, ribattezzato “Piano Colao”, rimasto però per lo più inattuato, sulla scrivania di Palazzo Chigi.

 

Riconoscimenti, vita privata e profilo social

Nel 2014 viene nominato Cavaliere del Lavoro dall’allora Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Tanto la vita pubblica di Colao è nota, quanto c’è riserbo sulla sfera privata. Di origini calabresi, è sposato con Silvia Cassinis, con la quale ha avuto tre figli e con i quali è tornato in Calabria spesso negli scorsi anni per far visita ai familiari. Da adolescente pensava di intraprendere la carriera militare, tanto da aver svolto il servizio di lega come Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri.

Per quanto riguarda il suo rapporto con i social, è piuttosto attivo su Twitter dove conta oltre 4mila followers.

 

La nuova sfida

Ora la nomina ministro della Transizione digitale, per la quale impiegherà tutte le conoscenze nel mondo delle telecomunicazioni e del digitale a livello internazionale.

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