Le dichiarazioni programmatiche

Discorso politico e di legislatura, Draghi presenta il governo

Cinquantuno minuti e 21 applausi. Il voto di fiducia atteso in tarda sera. Il premier cita Cavour e Papa Francesco e fa appello all’unità: “E un dovere”

Il governo farà le riforme ma affronterà anche le emergenze. Serve il sostegno di tutti. Questo è il governo della ricostruzione perché la pandemia ha stravolto la vita di tutti”. E “l’unità non è un opzione, è un dovere, guidato da ciò che sono certo ci unisce tutti: l’amore per l’Italia”. Capovolgendo le previsioni della vigilia il discorso con cui Mario Draghi presenta il programma del suo governo dura più di cinquanta minuti, interrotti da 21 applausi. Il nuovo premier è in piedi, tra i ministri Giorgetti e Patuanelli, elegante, visibilmente emozionato di fronte ai senatori a cui dimentica di rivolgere il saluto di rito. Il voto di fiducia è oggi a Palazzo Madama, domani alla Camera. “In tutta la mia vita professionale non c’è mai stato un momento di emozione così intensa e di responsabilità così ampia”, dice. Ma il “primo pensiero riguarda la responsabilità nazionale, principale dovere a cui siamo chiamati tutti”. E il “primo dovere è combattere la pandemia con ogni mezzo, una trincea dove combattiamo insieme. Il virus è nemico di tutti”.

 

Ancora prima di entrare nel vivo delle dichiarazioni programmatiche l’ex vertice della Banca Centrale Europea rivolge un “un pensiero, partecipato e solidale, a tutti coloro che soffrono per la crisi economica che la pandemia ha scatenato, a coloro che lavorano nelle attività più colpite o fermate per motivi sanitari. Ci impegniamo”, assicura, “a fare di tutto perché possano tornare, nel più breve tempo possibile, alla normalità delle loro occupazioni”. Parla alla nazione, ai cittadini. Il suo è un discorso politico e di legislatura.

 

Il modus operandi e impronta dell’esecutivo

Il presidente del Consiglio con stile ringrazia Giuseppe Conte. Dall’Aula parte un lungo applauso, qualche brusio dai banchi della destra. Il mio predecessore “ha affrontato una situazione di emergenza sanitaria ed economica come mai era accaduto dall'Unità d'Italia”. Poi quel passaggio sullo “spirito repubblicano”. Precisa che il suo esecutivo “specialmente in una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo, è semplicemente il governo del Paese. Non c’è bisogno di aggettivi che lo qualifichino. Riassume la volontà, la consapevolezza, il senso di responsabilità delle forze politiche che lo sostengono alle quali è stata chiesta una rinuncia per il bene di tutti”. E non concorda con l’idea che questo governo nasca sulle ceneri della politica. “Nessuno fa un passo indietro rispetto alla propria identità, semmai in un nuovo e del tutto inconsueto perimetro di collaborazione, ne fa uno avanti nel rispondere alle necessità del Paese”. Mario Draghi cita Cavour: “’Le riforme compiute a tempo, invece di indebolire l'autorità, la rafforzano’'. Nel “frattempo però dobbiamo occuparci di chi soffre adesso”.

 

I cardini del programma

L’asse portante dell’azione di governo sarà la “ricostruzione del Paese come avvenne nel dopoguerra”. Il quadro che descrive il premier dopo un anno di pandemia è drammatico. “L’aspettativa di vita è calata di due anni, i nuovi poveri sono passati dal 31 al 45 per cento. La perdita dei posti di lavoro ha riguardato soprattutto contratti a termine colpendo giovani e donne”. Il punto di partenza per la ripresa è la lotta alla pandemia e quindi “ottenere il vaccino e distribuirlo rapidamente”. Cambiamenti ci saranno nella scuola perché va rivisto “il percorso scolastico annuale. Ma gli studenti devono poter tornare tra i banchi in sicurezza”. E se l’unità è la ‘conditio sine qua non’ per un efficace navigazione del governo i pilastri sono Europa, Patto Atlantico e Ambiente. Questi i tre filoni che ispireranno Draghi e i suoi ministri. Ripete le parole di Papa Francesco: “Le tragedie naturali sono la risposta della terra al nostro maltrattamento”.

 

Ma l’emergenza Covid impone immediata attenzione alla crisi economica. Fermo restando che “l’euro è irreversibile” la via d’uscita sta nel Recovery. La sua “gestione è incardinata presso il ministero di Economia e Finanza che agirà in collaborazione con gli altri ministeri competenti. Il Parlamento verrà costantemente informato sia sull'impianto complessivo, sia sulle politiche di settore”. Le missioni saranno quelle individuate dal precedente governo ma “con ulteriori approfondimenti”. Altro anello per l’uscita dalla recessione sono le riforme. Fisco, giustizia pubblica amministrazione.

 

Le prime reazioni

La giornata in Senato andrà avanti con la discussione generale che impegnerà l’Aula per almeno 7 ore. Poi la replica del presidente del Consiglio e a seguire le dichiarazioni di voto. Presumibilmente per la fiducia bisognerà attendere la tarda serata. Intanto arrivano le prime reazioni. Tra i primi a commentare il discorso di Draghi il segretario dem, Nicola Zingaretti. “Dalle sue parole una conferma: l'Italia è in buone mani. Il Pd farà la sua parte in questa sfida”, dice. Il leader del Carroccio Matteo Salvini parla di “ottimo punto di partenza, nel nome dell'efficienza, della trasparenza e del cambiamento”. Matteo Renzi: "Se qualcuno avesse avuto dei dubbi, ascolti Draghi e dica: ne valeva la pena di aprire la crisi?”. Anche il neo ministro azzurro alla Funzione pubblica, Renato Brunetta, si esprime: “Discorso essenziale, come quelli che faceva in Bankitalia e in Bce, ma qua in Parlamento ha una valenza straordinaria, senza retorica o captatio benevolentiae”.

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