Polemiche a Downing Street

Gb, Pranzi e cene bio, conto salato per Boris Johnson e Signora

La svolta salutista del premier inglese gli costa uno scontrino da 12.500 sterline per pasti consegnati a domicilio e forniti da una gastronomia di lusso

A Downing Street la pandemia costa caro, nel senso letterale del termine. Le spese per il delivery food di Mr Boris Johnson e Signora, infatti, ammontano a 12.500 sterline, pari a circa 14.500 euro. Una cifra non indifferente che il premier britannico ha raggiunto a suon di consegne a domicilio di pranzi e cene, nei mesi di lockdown.

A riferirlo è il Daily Mail con un articolo che ha scatenato polemiche.

 

Il conto “stellare” del delivery food

Il motivo di un conto a tanti zeri, che Boris Johnson si è visto recapitare è legato alla sua scelta salutista, ossia la volontà di rifornirsi di alimenti biologici e molto selezionati. O forse sarebbe meglio precisare che si tratta di una volta legata alle abitudini della giovane compagna e futura terza moglie di Boris Johnson, Carrie Symonds. Da mesi, infatti, ossia da quando è scoppiata l’emergenza sanitaria che ha interessato anche il Regno Unito, per pranzi e cene la coppia si rifornisce da Daylesford, una catena di negozi di gastronomia bio di lusso di Londra, come scrive il Daily Mail.

 

L’alimentazione bio di Johnson e Signora

Secondo quanto riferisce il tabloid britannico, che con il suo articolo ha già sollevato polemiche, la famiglia Johnson avrebbe ordinato un centinaio di prodotti, dall'inizio della pandemia, per un valore stimato in 12.500 sterline, pari a circa 14.500 euro. I numeri non sono stati confermati ufficialmente da Downing Street, che invece tramite un portavoce si è limitata a precisare che tutto il cibo fornito al premier nella residenza privata istituzionale "per il consumo personale" è pagato di tasca propria dal capo del governo.

Insomma, le scelte salutiste e rigorosamente organic, cioè bio, della coppia non ricadrebbero sulle tasche dei contribuenti britannici.

 

La gastronomia amica e “conservatrice”

A far discutere, però, è anche il fatto che Boris Johnson abbia scelto di rifornirsi da una gastronomia in particolare, Daylesford, la cui proprietaria è Carole Bamford. Si tratta della moglie dell'industriale (nonché Lord) Anthony Bamford, patron del colosso delle macchine industriali e agricole Jcb, ma soprattutto sostenitore e donatore generoso del Partito Conservatore a cui appartiene lo stesso Boris Johnson.

 

Gli altri costi di Downing Street

Insomma, tanto basta ad alimentare nuove polemiche che si aggiungono a quelle sollevate dall’opposizione laburista inglese, che da tempo si lamenta dei costi della residenza del premier che, secondo i media britannici, sarebbe gestita dalla Signora Johnson non proprio all’insegna della sobrietà. Come se non bastasse, poi, a breve il premier ha annunciato anche un cambio nelle modalità di briefing con la stampa, che assumeranno le sembianze delle conferenza stampa della Casa Bianca americana e che sono state fortemente volute dalla neoresponsabile alla comunicazione di Downing Street, l'ex giornalista tv Allegra Stratton.

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