La sentenza

Eni, assolti Descalzi e Scaroni nel caso di corruzione in Nigeria

Claudio Descalzi, AD di Eni, il suo predecessore Paolo Scaroni e tutti gli imputati sono stati assolti nel processo di corruzione internazionale in Nigeria

Eni, assolti Descalzi e Scaroni nel caso di corruzione in Nigeria

Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, e Paolo Scaroni, suo predecessore e attuale presidente del Milan, sono stati assolti dal Tribunale di Milano.

Erano imputati nell’ambito del processo per corruzione internazionale nell'acquisizione dei diritti di esplorazione del blocco petrolifero Opl 245 in Nigeria.

 

I giudici hanno inoltre sollevato dalle accuse anche i manager all’epoca impiegati nel Paese africano, i presunti intermediari; la Shell con i suoi quattro ex dirigenti, nonché l'ex ministro del Petrolio nigeriano Dan Etete.

 

Caso Nigeria, le accuse

Il processo, iniziato nel 2018, aveva al centro una presunta maxi tangente di 1 miliardo e 92 milioni di dollari che, secondo l’ipotesi del procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e del pm Sergio Spadaro, sarebbe stata versata da Eni e Shell con un preciso obiettivo: ottenere la licenza sui diritti di esplorazione del giacimento petrolifero in Nigeria.


Per il reato erano state chieste diverse condanne: 8 anni di carcere per l'ad di Eni, Claudio Descalzi, e per Scaroni; 10 anni per l'ex ministro del petrolio nigeriano, Dan Etete; 7 anni e 4 mesi per Roberto Casula, manager della compagnia petrolifera italiana nel paese africano; oltre alla confisca di 1 miliardo, 92 milioni e 400 mila dollari sia nei confronti di Eni e di Shell che di tutti gli imputati.

Le richieste di pena sono state sempre considerate dalla società di San Donato "prive di qualsiasi fondamento".

 

Eni-Shell, assoluuzione con "formula piena"

Oggi la tesi di corruzione è stata negata dai giudici, che hanno assolto gli imputati con formula piena "perché il fatto non sussiste": le motivazioni saranno depositate in 90 giorni.

 

Oltre a Descalzi, Scaroni, Casula e Don Etete, sono stati inoltre assolti l'ex manager della compagnia italiana Vincenzo Armanna e l'ex manager di Nae, controllata Eni in Nigeria, Ciro Antonio Pagano. Ma anche Luigi Bisignani; Ednan Agaev; Gianfranco Falcioni, imprenditore ed ex vice console in Nigeria; l'ex presidente di Shell Foundation Malcom Brinded e gli ex dirigenti della compagnia olandese Peter Robinson, Guy Jonathan Colgate e John Coplestone. Il governo nigeriano si era costituito parte civile e quindi non otterrà alcun risarcimento. 


Anche le due compagnie Eni e Shell sono state assolte, chiamate in causa secondo la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. Sempre nel caso Nigeria, con rito abbreviato erano stati già condannati a 4 anni di reclusione i presunti mediatori Obi Emeka e Gianluca Di Nardo.

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