L’indagine continua

Omicidio Cecchettin, Turetta oggi in Italia: ipotesi premeditazione

Un volo militare porterà il giovane dalla Germania, dove è stato finora in carcere, all’aeroporto di Venezia. Poi il trasferimento nel carcere di Verona

Omicidio Cecchettin, Turetta oggi in Italia: ipotesi premeditazione

L’omicidio di Giulia Cecchettin, la 22enne uccisa dal suo ex fidanzato Filippo Turetta, ha scosso l’opinione pubblica e sollevato interrogativi sulla violenza di genere e sulle misure di protezione delle vittime. Oggi Turetta, arrestato in Germania dopo una fuga di una settimana, sarà riconsegnato alle autorità italiane. Intanto i pm indagano sulla possibile premeditazione del delitto.

 

Turetta oggi in Italia

Filippo Turetta, il 22enne accusato di aver ucciso la sua ex ragazza Giulia Cecchettin, sarà oggi riconsegnato alle autorità italiane. Il ragazzo, che si era dato alla fuga dopo il delitto, era stato arrestato in Germania. Turetta che aveva accettato la sua estradizione, oggi sarà trasportato da un volo militare all’aeroporto di Venezia. Da lì sarà poi trasferito nel carcere protetto di Verona, dove sarà interrogato dai magistrati veneziani che lo hanno indagato per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla premeditazione.

 

Ipotesi premeditazione

La procura di Venezia sta infatti spingendo sull’ipotesi che Turetta avesse pianificato in anticipo di uccidere Giulia Cecchettin, con la quale aveva avuto una relazione di circa due anni, interrotta dalla ragazza ad agosto. Secondo gli inquirenti, Turetta avrebbe acquistato in anticipo lo scotch trovato nella zona dove avvenne l’ultima aggressione a Cecchettin. Tra le carte degli investigatori anche le prove che dimostrerebbero un presunto sopralluogo di Turetta nella zona industriale di Fossò, dove poi ci fu appunto l’aggressione, i coltelli che il giovane avrebbe portato con sé e i sacchi di plastica messi sopra il corpo.

I giudici potrebbero presentare dunque nuove accuse a carico di Turetta, tra cui un'imputazione per occultamento di cadavere per aver nascosto in una scarpata nella zona del Lago di Bercis, Friuli-Venezia Giulia. L’accusa al momento è di omicidio volontario aggravato dalla relazione affettiva terminata e sequestro di persona.

 

La telefonata di allarme

Nel mentre si cerca di capire perché dopo la telefonata di allarme fatta la notte dell’11 novembre al 112 alle 23.18 dal vicino di casa dei Cecchettin, che aveva sentito le urla di una ragazza nel parcheggio lì vicino, nessuna pattuglia sia arrivata per i controlli. Fonti dell’Arma hanno fatto sapere che al momento non ci sono fascicoli aperti in Procura relativi alla chiamata e che non esiste una seconda telefonata al 112 arrivata da un vigilantes.

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