Guerra a Gaza

Netanyahu-leader di Hamas: procuratore Cpi chiede il mandato d’arresto

La CPI sollecita l’emissione di mandati d’arresto per Netanyahu e i leader di Hamas, scatenando un dibattito acceso e reazioni mondiali. Sale la tensione

Netanyahu-leader di Hamas: procuratore Cpi chiede il mandato d’arresto

In un contesto internazionale già teso, la Corte Penale Internazionale (CPI) ha acceso ulteriormente gli animi con una richiesta senza precedenti. Il procuratore della CPI ha sollecitato l’emissione di mandati d’arresto per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e i leader di Hamas, accusati di crimini di guerra e contro l’umanità. Questa mossa ha suscitato una tempesta di reazioni, da accuse di ipocrisia a dichiarazioni di supporto, riflettendo la complessità e la polarizzazione delle questioni in gioco.


La richiesta della CPI

Il procuratore capo della Corte Penale Internazionale ha fatto appello alla Camera preliminare del tribunale per l’emissione di mandati d’arresto nei confronti di figure di spicco sia israeliane che palestinesi. Tra i nominati, il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il suo ministro della Difesa Yoav Gallant, nonché i leader di Hamas Yahya Sinwar, Mohammed Deif, Ismail Haniyeh e Diab Ibrahim Al Masri.
Le accuse, gravissime, riguardano crimini di guerra e crimini contro l’umanità, presumibilmente commessi nella Striscia di Gaza e in Israele a partire dall’ottobre 2023. La richiesta ha scatenato un’ondata di indignazione e di sostegno, dividendo l’opinione pubblica e le istanze politiche internazionali.

 

Reazioni e conseguenze

Una fonte politica israeliana, citata da Ynet, ha etichettato la richiesta come “ipocrisia e vergogna internazionale”, mentre una fonte di Hamas, ripresa da Haaretz, ha criticato la CPI per aver messo “sullo stesso piano la vittima con il carnefice”. La CPI, nel frattempo, ha annunciato di aver richiesto la consulenza di un gruppo di esperti di diritto internazionale, tra cui figure di rilievo come Amal Clooney e il giudice Theodor Meron, per sostenere l’esame delle prove e l’analisi legale. Le famiglie degli ostaggi hanno respinto l’equiparazione tra Hamas e i leader israeliani, ma hanno accolto con favore la decisione di richiedere mandati di arresto contro i capi di Hamas, vedendola come un riconoscimento dei crimini contro l’umanità.
La situazione rimane tesa, con dichiarazioni forti da parte di figure politiche come il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz e il presidente USA Joe Biden, entrambi schierati contro la CPI e la sua decisione, che considerano un attacco ingiustificato e una falsa equivalenza tra Israele e Hamas

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA