835° giorno di guerra

Ucraina sotto assedio: escalation militare e reazioni internazionali

Missili e droni hanno incendiato nella notte il cielo ucraino. Biden autorizza a certe condizioni l’uso di armi americane, mentre Mosca minaccia ritorsioni.

Ucraina sotto assedio: escalation militare e reazioni internazionali

La guerra in Ucraina entra nel suo 835° giorno con una notte di fuoco che ha visto il cielo ucraino solcato da missili e droni. Il conflitto tra Russia e Ucraina si intensifica con gli Stati Uniti che inviano ulteriori aiuti militari e autorizzano l’uso di armi americane. La tensione geopolitica raggiunge nuovi picchi, mentre Mosca promette ritorsioni severe.

 

I raid notturni russi e la risposta alleata

Nella notte del 7 giugno, l'Ucraina è stata teatro di un massiccio attacco missilistico da parte delle forze russe, che hanno colpito le regioni occidentali del Paese. Aerei militari polacchi e alleati sono stati immediatamente mobilitati in risposta, evidenziando una crescente tensione nell'area. La società elettrica nazionale, Ukrenergo, ha avvertito che blackout potrebbero estendersi a tutto il Paese a causa dei danni alle infrastrutture energetiche. La situazione critica ha portato anche all'evacuazione obbligatoria di bambini e loro tutori da alcune zone del Donetsk, segno di una situazione di sicurezza in rapido deterioramento.

 

L'attacco notturno ha visto l'impiego di 5 missili da crociera e 53 droni kamikaze, diretti verso infrastrutture critiche ucraine. Secondo l'Aeronautica militare di Kiev, le difese aeree ucraine sono riuscite ad abbattere 48 droni e tutti i cinque missili. La regione di Khmelnytskyi ha sentito esplosioni intorno alle 1:15, come riportato da Suspilne. Dall'altra parte, la difesa russa ha dichiarato di aver neutralizzato 28 droni ucraini su vari fronti: Crimea, Mar d'Azov, Krasnodar, Belgorod e Rostov

 

L'intensificazione degli attacchi russi contro le infrastrutture critiche ucraine mira non solo a danneggiare la capacità di resistenza militare di Kiev, ma anche a destabilizzare la vita quotidiana della popolazione civile. L'interruzione dell'elettricità e delle comunicazioni, così come i danni alle strutture sanitarie e ai servizi essenziali, rendono la situazione umanitaria sempre più critica. Inoltre, questi attacchi puntano a creare un clima di terrore e incertezza, con l'obiettivo di minare il morale sia delle forze armate ucraine sia della popolazione.

 

La risposta internazionale e la posizione degli Stati Uniti

Gli Stati Uniti, attraverso il presidente Joe Biden, hanno chiarito che Kiev ha il permesso di utilizzare armi americane per difendersi, ma non per attacchi su Mosca. Biden ha ribadito che gli armamenti forniti a Kiev, inclusi i missili a lungo raggio Atacms, devono essere utilizzati per obiettivi difensivi, come la neutralizzazione delle basi di lancio russe. La decisione di fornire ulteriori aiuti militari, con un nuovo pacchetto da 225 milioni di dollari, è stata motivata dalla necessità di sostenere l'Ucraina di fronte a un'escalation continua del conflitto.

 

La reazione russa non si è fatta attendere. Le autorità di Mosca hanno definito "ciniche e oscene" le dichiarazioni di Biden, promettendo risposte adeguate a qualsiasi violazione del proprio territorio. Vladimir Putin ha minacciato di armare i suoi alleati contro obiettivi occidentali, in un'escalation retorica che riflette la tensione crescente tra NATO e Russia. Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha cercato di raffreddare gli animi, assicurando che non vi è alcun pericolo imminente di attacco contro un Paese membro dell'Alleanza, ma ha ribadito l'importanza di mantenere un atteggiamento prudente.

 

La posizione statunitense, ribadita anche da altri leader occidentali come Emmanuel Macron, sottolinea l'importanza di un uso strettamente difensivo delle armi fornite a Kiev. Questo approccio mira a evitare un'escalation incontrollata del conflitto che potrebbe coinvolgere direttamente i Paesi della NATO. Tuttavia, le dichiarazioni di Biden e le conseguenti reazioni russe evidenziano la fragilità della situazione attuale, dove ogni mossa può avere ripercussioni significative sullo scenario globale.

 

L'ombra degli hacker russi

Nel frattempo, gli hacker russi del gruppo Noname057(16) hanno annunciato attacchi alle infrastrutture internet europee in coincidenza con le elezioni del Parlamento europeo, criticando aspramente le sanzioni anti-russe e accusando l'Europa di russofobia. Le loro azioni hanno colpito già alcuni enti olandesi, mettendo in evidenza un ulteriore fronte di destabilizzazione. Stoltenberg, parlando all'Atlantic Council ad Helsinki, ha ribadito la necessità che l'UE completi ma non duplichi la NATO, sottolineando la centralità del legame transatlantico per la sicurezza europea.

 

In questo contesto, la guerra in Ucraina si configura sempre più come un conflitto dai molteplici fronti, dove l'aspetto militare si intreccia con quello politico e cibernetico. Le reazioni internazionali, gli aiuti militari e le tensioni diplomatiche continuano a delineare un quadro complesso e in evoluzione, con l'Europa e l'Occidente impegnati a sostenere l'Ucraina mentre cercano di evitare un'escalation incontrollata del conflitto. La capacità di resistenza dell'Ucraina e la risposta coesa dell'Occidente saranno determinanti per il futuro di questa crisi, che rimane uno dei nodi geopolitici più delicati del nostro tempo.

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