Donne al vertice

Prima donna a capo della Procura generale di Milano: è Francesca Nanni

Giudice dal 1986 occuperà il posto che fu di Francesco Saverio Borrelli. La sua nomina un traguardo storico per la presenza femminile ai vertici delle toghe

3 dicembre 2020 19:52
Prima donna a capo della Procura generale di Milano: è Francesca Nanni

Ligure, in magistratura dal 1986, già procuratore capo a Cuneo e poi pg della Corte di Appello di Cagliari, Francesca Nanni guiderà la procura generale di Milano. Il plenum del Csm l’ha scelta ed è la prima donna nella storia della magistratura ad arrivare al vertice della pg del capoluogo lombardo, nel ruolo che fu di Francesco Saverio Borrelli ai tempi del pool Mani pulite. La Nanni è stata nominata a maggioranza. A suo favore 14 voti, 8 quelli andati all’altro candidato, Fabio Napoleone, ex procuratore capo di Sondrio e attualmente sostituto pg a Milano. E’ da febbraio scorso, dopo il pensionamento di Roberto Alfonso, che si attendeva la nomina del nuovo vertice della procura milanese.

 

Francesca Nanni esordi e carriera

Dai suoi esordi in magistratura Francesca Nanni ha sempre svolto funzioni di pubblico ministero. Il suo è un curriculum di prim’ordine, costellato di successi e importanti traguardi per la carriera delle donne in magistratura. Anche se il cammino resta ancora lungo. Sono donne il 56% dei giudici italiani ma su 4 incarichi apicali 3 sono quelli attribuiti a uomini. Moltissime le congratulazioni arrivate per la nuova nomina. Tra queste spiccano le parole di Fabio Roia, presidente vicario del Tribunale di Milano che nel 2018 ha   ricevuto l'Ambrogino d'Oro per il suo impegno nel contrasto alla violenza sulle donne. “Un benvenuto particolare a Milano, in quanto è la prima donna che ricopre questo ruolo”, dichiara Roia. La sua è una nomina che “viene nel solco della prima donna presidente del Tribunale di Milano, che è stata Livia Pomodoro, e della prima donna presidente della Corte d'Appello, che è stata Marina Tavassi” e che “completa una presenza femminile negli alti quadri della magistratura milanese”. Per il presidente dell'Ordine degli avvocati di Milano Vinicio Nardo “la nomina di Francesca Nanni è la consacrazione di un fenomeno in atto e assolutamente naturale, un altro passo verso quella parità che si raggiungerà anche nelle posizioni apicali della magistratura, un percorso segnato”. Nardo si dice fiducioso che “il gap si andrà a colmare”. Auguri bipartisan quelli giunti dal mondo politico. Primi ad arrivare quelli tutti al femminile della ministra Bellanova (IV), di Cecilia D’Elia, presidente della conferenza delle donne del Pd e di Daniela Santanchè di Fratelli d’Italia.  

 

Le inchieste 

Tra i casi di cui si è occupata la Nanni il sequestro di persona a scopo di estorsione dell'imprenditore Claudio Marzocco, che fu tenuto prigioniero per più di un mese in Aspromonte e rilasciato senza il pagamento del riscatto. E il procedimento per corruzione che travolse l’organizzazione del festival di Sanremo che finì con la condanna di diversi amministratori pubblici. Alla Procura di Genova dal 1992 è stata anche alla procura distrettuale antimafia dove si è occupata di infiltrazioni mafiose e numerose inchieste su gioco d'azzardo, usura, riciclaggio e traffico internazionale di stupefacenti. Nel suo curriculum anche inchieste su terrorismo internazionale matrice islamica. Da procuratrice di Cuneo e poi da pg di Cagliari, ha continuato a svolgere attività giurisdizionale. Nel capoluogo sardo  ha trattato in prima persona molte udienze davanti agli uffici giudicanti e ha dato pareri in materia di libertà personale.

 

Le altre donne ai vertici degli uffici giudiziari

Il nuovo incarico di Francesca Nanni ai vertici di un ufficio giudiziario di rilievo come la Procura generale di Milano segue altre nomine che quest’anno hanno segnato gli incarichi direttivi della giustizia. Margherita Cassano è stata nominata primo presidente aggiunto della Corte di Cassazione, prima ancora Anna Maria Loreto è stata scelta a capo degli uffici requirenti di Torino, mentre a febbraio Elisabetta Garzo è andata a guidare il Tribunale di Napoli. A cinquattasette anni dall’entrata in vigore della legge del 1963 che abrogò quella del 1919 che escludeva la presenza femminile da tutti gli uffici pubblici, compresa la magistratura, gli incarichi di vertice alle donne negli uffici giudiziari stanno finalmente diventando realtà. Le percentuali sono ancora basse ma la strada per colmare il divario di genere è quella giusta.

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