USA 2021

Trump, rischio impeachment: la telefonata shock - voto Georgia

Il Washington Post pubblica una telefonata del tycoon al segretario di Stato della Georgia. Kamala Harris: «Sfrontato abuso di potere». Cosa rischia Trump

4 gennaio 2021 18:46
Trump, rischio impeachment: la telefonata shock - voto Georgia

«Da impeachment. Probabilmente illegale. È un colpo di Stato». Non usa mezzi termini il Washington Post nel definire la telefonata dell’ormai ex Presidente Usa, Donald Trump, al segretario di Stato della Georgia, Brad Raffensperger, per cambiare il risultato elettorale in uno stato chiave per la riconferma alla Casa Bianca.

 

A pubblicarne il test è stato lo stesso quotidiano che, in un editoriale firmato da Jennifer Rubin, si chiede: «Deve esserci una risposta ad un Presidente che sfrutta la sua carica allo scopo di rovesciare l'esito di un'elezione. La prova è nella registrazione. Il prossimo attorney general (procuratore, NdR) dovrebbe procedere, se non altro per impedire ulteriori tentativi come questa riprovevole condotta». In realtà l’editorialista si spinge a ipotizzare l’impeachment per Trump, ossia la messa sotto accusa del Presidente, che potrebbe portare all’esclusione da cariche pubbliche per Trump.

 

Durissimo il commento della vicepresidente eletta, Kamala Harris: «È un insolente, sfrontato abuso di potere da parte del Presidente degli Stati Uniti». Harris si trova proprio in Georgia per sostenere i due candidati dem che il 5 gennaio andranno al ballottaggio per il Senato. 

Ecco cosa è successo e che conseguenze potrebbe avere.

 

La telefonata shock: cosa dice Trump

Si tratta di una telefonata di circa un’ora, riportata in alcuni passaggi (anche audio) dal Washington Post. Donald Trump, parlando con segretario di Stato della Georgia, Brad Raffensperger e il suo consigliere Ryan Germany, cerca di convincerli a «trovare» i voti necessari a cambiare l’esito delle elezioni presidenziali dello scorso 3 novembre in quello stato: «Non c’è niente di male se dite di avere ricalcolato» spiega Trump ai suoi interlocutori, evidentemente in imbarazzo e riluttanti.

Il Presidente uscente usa espressioni dalle quali si intuisce di essere a conoscenza dei pericoli di un’azione del genere, come quando dice «Per voi è un grosso rischio, è un reato» oppure «Gli elettori della Georgia saranno molto arrabbiati con voi» o ancora «Voglio trovare 11.780», voti che non ribalterebbero la vittoria finale di Joe Biden, ma che diventerebbero importanti nell’equilibrio tra Camera e Senato, per il quale si vota martedì 5 per due rappresentanti, proprio in Georgia. Proprio sulla base della consapevolezza di una possibile violazione della legge, ora i dem valutano l’ipotesi di impeachment. 

 

Trump a rischio impeachment (o causa in Tribunale)?

Secondo il Washinton Post, Donald Trump avrebbe esercitato pressioni (e persino il reato di estorsione) violando la legge federale e quella statale. Ma se in quest’ultimo caso potrebbe, in caso di processo, ricevere la grazia, nella prima ipotesi si aprirebbe la strada dell’impeachment, la messa sotto accusa, che precluderebbe al tycoon di ricoprire altre cariche pubbliche in futuro. La pensa così anche l’avvocato Ryan C. Locke che sul New York Times ritiene che commetta un reato statale chi «solleciti, richieda, ordini e tenti di altro modo di indurre un’altra persone a partecipare a frodi elettorali».

Della stessa opinione anche l’esperto di storia della presidenza Usa Tymothy Naftali, che sulla CNN ha definito quello di Trump «perlomeno un abuso di potere presidenziale che in un tempo normale porterebbe a un impeachment». Ma a scagionare Trump potrebbe essere il fatto che abbia parlato davanti a testimoni: questo potrebbe dimostrare che ignorava l’esistenza di una legge in materia, che fosse un reato o un comportamento fraudolento. La battaglia, dunque, si sposta al Congresso, dove tutto si gioca sui numeri dei rappresentanti democratici e repubblicani. 

 

Ballottaggio in Georgia, battaglia in Senato

Con la Camera dei Deputati saldamente in mano dei democratici (che possono contare anche sulla fresca rielezione della speaker, Nancy Pelosi), lo scontro si sposta al Senato. Martedì 5 si vota in Georgia per il ballottaggio, con in gioco la nomina di due Senatori. Sia Joe Biden che Donald Trump hanno deciso di fare tappa nello Stato, alla vigilia del voto, perché l’esito della consultazione potrebbe dare la maggioranza della Camera Alta ai dem. E proprio qui il presidente uscente continua a contestare la vittoria di Biden, arrivando a chiedere le dimissioni del governatore (repubblicano) Brian Kemp, perché si è «rifiutato di riconoscere che ho vinto alla grande in Georgia».

 

L’insediamento di Biden e il pressing bipartisan 

In vista della ratifica della vittoria di Joe Biden da parte del Congresso, il 6 gennaio, un appello bipartisan a Trump a riconoscere la sconfitta è giunto anche da 10 ex segretari della Difesa, sia democratici che repubblicani, che dalle colonne del Washington Post hanno scritto: «I governatori hanno certificato i risultati e il Collegio Elettorale ha votato. Il tempo per mettere in discussione i risultati è passato». 

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