Consumi post-Brexit

Effetti Brexit, il prezzo del Deal: ok al vino, ma blocchi al panino

Perchè sequestrano pane e prosciutto: l'impatto doloroso della Brexit per commercio, logistica, pesca e alimentare. A risentirne sono consumatori ed expat

12 gennaio 2021 13:45
Effetti Brexit, il prezzo del Deal: ok al vino, ma blocchi al panino

Il 2021, a soli 12 giorni dal suo inizio, si apre con impatti post-Brexit che pesano sulla libera circolazione delle merci, la crisi della logistica per l’export, i trasporti oltre Manica e ricadute su diversi settori produttivi sia nel Regno Unito che nell’Ue.

 

Nonostante la firma dell’accordo del 24 dicembre tra Bruxelles e Londra per ridurre le barriere tariffarie e facilitare gli scambi, i mercati stanno subendo impatti devastanti. È il caso dell’alimentare, della pesca e dell’importazione da parte della Gran Bretagna di prodotti Made in Europe. Abbiamo già visto come a pagarne il prezzo sono sia le imprese che i consumatori, in particolare, chi porta nelle tavole del suolo britannico le buone abitudini della dieta mediterranea.

 

Pesano i dazi sui prodotti extra-Ue che vengono riesportati dai centri logistici in GB, penurie nei supermercati dell’Irlanda del Nord e crisi nel commercio del pesce sia in Scozia che in Francia (abituati a pescare nelle vicine acque britanniche). Ricordiamo che i camionisti hanno passato giorni da incubo (bloccati dall’allerta per variante inglese del covid-19) nel tentativo di attraversare la Manica.

 

Brexit, sequestrati i panini al prosciutto

C’è una sorpresa per gli automobilisti provenienti dall’Eurotunnel in viaggio verso la frontiera con l’Unione europea. Si apprende da un servizio mandato in onda da una TV olandese che, alla stazione doganale tra Gran Bretagna e Paesi Bassi, sono in corso sequestri di panini al prosciutto. Sono stati gli stessi funzionari doganali (e la polizia addetta ai controlli) a spiegare questo inaspettato “effetto Brexit” impedisce l’ingresso in Europa di prodotti come frutta, verdure, pesce, carne o insaccati. Il pane non è nella block list, eppure, non è passato, dato che – a quanto pare – tutti i generi alimentari sono stati confiscati.

 

 

Impatto vendita alimentari: caro-prezzo ricade sui consumatori

Notizia che preoccupa centinaia di expat italiani residenti o temporaneamente domiciliati nel Regno Unito per studio o lavoro, che - ogni anno – rientrano dalle vacanze al Bel Paese con il trolley carico di eccellenze del Made in Italy (ad esempio, la pasta dei grandi brand nostrani, il vino, il limoncello, l’olio, i biscotti italiani e altri prodotti che negli store del Nord Europa sono commercializzati a cifre elevate. Non è una novità che i prezzi al consumo saliranno, tagliando fuori proprio le fasce di giovani o chi dispone di redditi più bassi. Il problema del sovrapprezzo (sia all’ingrosso che al dettaglio) era quanto già avvertito dalle grandi catene come Tesco, quando poche settimane fa, parlava di aumenti fino al 5% nel nuovo anno e di nuove impennate entro la fine di febbraio a scapito dei cittadini.

 

Blocchi e burocrazia: dai pescatori scozzesi agli artisti europei

Un preoccupante allarme arriva anche dalla filiera della pesca in Scozia, dove il blocco delle esportazioni delle catture ha registrato un crollo rovinoso dei prezzi che mette in ginocchio i pescatori scozzesi. Per Paolo Gentiloni, Commissario europeo per l’Economia e responsabile per le Dogane, questi primi disagi e scossoni registrati dal mercato e dalle produzioni maggiormente colpite dalle conseguenze dell’uscita del Governo britannico dall’Unione doganale e dal Mercato Unico sono solo una ‘preview’ di quanto aspettarsi anche nei prossimi mesi. Nel frattempo, Bruxelles è anche alle prese con le reazioni scaturite dalla richiesta di visti a musicisti e artisti europei per poter stare in Gran Bretagna.

 

Sospensioni e divietidipendono in parte dalle regole di origine (per esempio per il caffè e cioccolato) che servono a determinare la riduzione o l’azzeramento dei dazi dell’Oms. Mentre a causare i ritardi sono i controlli di conformità, gli adempimenti doganali (compilazione di moduli) e le burocrazia farraginosa. E infine, uno scoglio sono le norme fitosanitarie e i divieti per i prodotti alimentari freschi. Ecco perché il panino al prosciutto si sta facendo desiderare e odiare al tempo stesso.

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