Le regole per gli scrutini

Scuola, bocciature anche con la Dad? Attesa per l’ordinanza Miur

Quest’anno potrebbero cambiare le regole per le bocciature a scuola: si attende una decisione del ministro dell’Istruzione Bianchi. I timori dei Presidi

Sarà possibile bocciare gli studenti che, per gran parte dell'anno scolastico, hanno frequentato le lezioni con la didattica a distanza?

 

Non c'è ancora una decisione ufficiale in merito: i Presidi attendono un'ordinanza del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, anche se l'orientamento sembra essere quello di autorizzare le bocciature. 

Al momento sono infatti in vigore le regole pre-Covid, che permettono di rimandare e negare l'ammissione alla classe successiva agli studenti con molte insufficienze.

 

Scuola, il nodo bocciature e Dad

Lo scorso anno un’ordinanza ministeriale del Miur, emessa in piena emergenza, aveva stabilito che gli alunni sarebbero stati ammessi alla classe successiva “anche in presenza di voti inferiori a sei decimi in una o più discipline, che vengono riportati nel verbale di scrutinio finale e nel documento di valutazione”. L’obiettivo dell’allora ministra dell'Istruzione Azzolina era permettere agli studenti di recuperare le materie a settembre: corsi che però non si sono mai svolti. Il Consiglio di classe aveva però la facoltà di bocciare nel caso in cui non sia stato in possesso di “alcun elemento valutativo” sull’alunno per cause non imputabili alle difficoltà tecnologiche o di rete.

Quest'anno potrebbero quindi esserci novità, anche considerando che è previsto il giudizio di ammissione per l’esame di maturità che nel 2020 era stato cancellato: la deroga riguarda solo coloro che hanno avuto problemi di connessione e non hanno potuto frequentare in Dad.
Il problema della bocciatura riguarda soprattutto le scuole superiori e il ministro Bianchi si è sempre detto contrario al 6 politico

Bocciature e Dad, il parere dei presidi

Antonello Giannelli, presidente dell’ANP- Associazione Nazionale Presidi-, intervistato dal Corriere della Sera ha spiegato: “Non credo che sia utile la promozione automatica. Ma non ci potrà neppure essere troppo rigore, bisognerà tenere conto del disagio di un anno così travagliato distinguendo almeno tra chi si è impegnato anche se non ha raggiunto gli obiettivi e chi no. Nei casi dubbi si potrebbe promuovere con l’obbligo di recupero”.
Il timore della categoria, sottolinea sempre il Corriere, riguarda anche eventuali ricorsi contro le loro decisioni. Anche i rappresentanti degli studenti vorrebbero eliminare le bocciature.
L’ultima parola sulle regole per la promozione spetta ora al ministro Bianchi.

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA