vaccino anti Covid

Obbligo vaccino Covid-19 scuola e Rsa: sì o no divide il Governo

Bassa l’adesione per il vaccino anti Covid tra il personale delle Rsa, anche i docenti sembrano riluttanti. Favorevoli e contrari. Come funziona all’estero

30 dicembre 2020 07:47
Obbligo vaccino Covid-19 scuola e Rsa: sì o no divide il Governo

A sollevare il polverone, all’indomani del Vax-Day europeo, è stata la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, che ha definito la vaccinazione anti-Covid una «precondizione per chi lavora nel pubblico». Si è trattato di una proposta, ma tanto è bastato per dividere lo stesso Governo, con la ministra della Pubblica Amministra, Fabiana Dadone, più incline alla soluzione soft della «forte raccomandazione».

 

Sta di fatto che i primi numeri sull’adesione alla campagna vaccinale nelle Rsa non sono incoraggianti: secondo il direttore delle Rsa di Brescia solo il 20% del personale sarebbe disposto a ricevere le dosi. I dati dell’intera Lombardia sarebbero migliori con un 65% di richieste di vaccinazione da parte del personale medico e infermieristico, ma a Torino e provincia i contrari al vaccino sfiorerebbero, secondo La Stampa, il 90%.


E se l’Ordine dei Medici di Roma ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti di 13 camici bianchi no vax o negazionisti, non va meglio nel mondo della scuola, dove un sondaggio, condotto da La Tecnica della Scuola, mostra una forte reticenza da parte dei docenti.

 

Intanto, però, la Spagna annuncia la creazione di un registro di chi non si vaccina, che sarà condiviso con altri Paesi UE.


Zampa: vaccino anti Covid obbligatorio in ospedali, Rsa e scuole

«Per chi opera nell'ambito della salute il vaccino deve essere precondizione all'assunzione». Con queste parole la sottosegretaria alla Salute, Zampa, ha spiegato perché ritiene che il vaccino anti-Covid debba essere obbligatorio per tutti gli operatori sanitari: «Chi lavora nel pubblico e a contatto con il pubblico ha una responsabilità maggiore, per questo abbiamo inserito alcune categorie di dipendenti statali tra le prime per le vaccinazioni» ha spiegato ancora Zampa su La Repubblica.

 

Parole che hanno diviso il Governo, con la ministra della Pubblica Amministrazione, Dadone, che ha preso le distanze: «Penso che nel momento in cui una persona si sente sicura della campagna vaccinale che porta avanti lo Stato, la raccomandazione sia il modo migliore per riuscire a raggiungere la cosiddetta immunità di gregge».
Ma la proposta di Zampa ha aperto un’accesa discussione tra favorevoli e contrari.


Obbligatorietà di vaccinarsi anche per scuole e viaggi?

Nel dibattito, infatti, sono intervenuti anche gli esperti sanitari, come il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, Agostino Miozzo: «Medici, infermieri, personale sanitario: il vaccino anti Covid deve essere obbligatorio – ha spiegato al Messaggero, aggiungendo: «L’obbligo deve valere non solo per chi assiste gli ospiti, ma pure per chi entra a fare le pulizie. Io andrei anche oltre. Penso a tutte le strutture pubbliche, alle scuole, a chi lavora a contatto con molte persone. La via maestra è quella del convincimento. Ma in un ospedale non ci devono essere tentennamenti: se vuoi lavorare, devi vaccinarti».


Ma le resistenze non riguardano solo il personale sanitario al nord, ma anche il corpo docenti come conferma un sondaggio, condotto da La Tecnica della Scuola, a inizio dicembre: «4 insegnanti su 10 si sono detti contrari alla vaccinazione. In realtà ciò che è emerso è una forte incertezza sugli effetti del vaccino: in linea di principio, infatti, la maggioranza degli intervistati (2.600, per l’80% insegnanti) è favorevole e il 33% si dice persino d’accordo all’obbligatorietà mentre il 31,9% preferirebbe fosse facoltativo» spiega a The Italian Times il Direttore della rivista, Alessandro Giuliani, che però aggiunge: «Quando però si chiede se ci si sottoporrà realmente alla vaccinazione, le risposte cambiano: solo il 43,2% risponde di sì, a fronte di un 40,7% che dice che farà il vaccino e un buon 16% che non è ancora convinto. Di fatto una quasi parità tra posizioni opposte. Una partita giocata sul filo, dove a fare la differenza, come sempre, saranno gli indecisi.»


«Da inizio dicembre a oggi può essere un po’ cambiata la situazione, ma io credo che almeno 1 docente su 3 contesterebbe l’eventuale obbligo di vaccinazione, soprattutto per i timori di effetti a lungo termine, e molti sindacati, specie di base, sarebbero fortemente contrari» aggiunge Giuliani.


Verso il passaporto sanitario: cos’è e chi lo vuole

Secondo Miozzo, se è vero che rendere obbligatorio il vaccino da subito può alimentare «l’irrazionalità dei no vax, al momento «prevale nella narrazione collettiva il dubbio. Va anche detto che nel prossimo futuro sarà obbligatorio essere vaccinati per viaggiare, si va verso il passaporto sanitario. In fondo, già oggi in alcuni Paesi non entri se non hai determinate vaccinazioni, dove sarebbe lo scandalo?».


Ad aprire la strada al cosiddetto «passaporto sanitario» è anche l’altro sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri: «È molto probabile che nel prossimo futuro per svolgere diversi tipi di attività sarà richiesto - ha detto all’Adnkronos - di comprovare l'avvenuta somministrazione del vaccino. Non è però un tema di competenza esclusivamente interna: istituzioni internazionali quali la Commissione Europea e l'Oms stanno valutando una proposta di certificato internazionale digitale. Già ora, una volta effettuata, viene rilasciata una normale certificazione di avvenuta vaccinazione». 


I primi esempi all’estero: la Spagna e il registro dei non vaccinati

Se tra i favorevoli a un passaporto sanitario “Covid-free" in Italia ci sono il virologo Fabrizio Pregliasco e i governatori di Lombardia e Veneto, Fontana e Zaia, all’estero ci sono già i primi esempi di iniziative in questa direzione.

E’ stato il ministro della Salute iberico, Salvador Illa, ad annunciare che in Spagna sarà istituito un «registro dei non vaccinati». Secondo l’esponente del Governo di Madrid, «non sarà pubblico», verrà realizzato «nel pieno rispetto della privacy», ma potrebbe essere condiviso con altri Stati membri Ue.

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