il caso AstraZeneca

Blocco Astrazeneca, cosa accade adesso: richiami e altri vaccini

Palù (Aifa): “Basta emotività. 6 casi su milioni”. L’Assessore alla Sanità del Lazio, D’Amato: “Danni enormi”. Cosa fare se si aspetta la prima dose

Si allunga la lista dei Paesi che bloccano o non autorizzano l'utilizzo del vaccino AstraZeneca, dopo lo stop europeo in Italia, Francia, Germania, che è seguito a quello di Olanda, Norvegia, Danimarca e altri Stati UE. Ora anche Venezuela e Lettonia hanno preso decisioni analoghe.

Le vaccinazioni sul personale sanitario brasiliano e nei confronti di persone maggiormente a rischio sono iniziate a febbraio con i farmaci Sputnik V (russo) e Sinopharm (cinese) ai quali, in mancanza di fiale sufficienti, si era aggiunto AstraZeneca, nell'ambito del meccanismo Covax dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), a sostegno dei Paesi più fragili. 

Intanto, è caos anche in Italia, dove la fornitura di AstraZeneca prevede la consegna di oltre 40 milioni di dosi e dove ieri le somministrazioni sono state interrotte improvvisamente, anche a cittadini già pronti a ricere il siero con le maniche delle camicie sollevate. 

 

D’Amato: “Un danno enorme”

Nel Lazio è allarme per la sospensione del vaccino AstraZeneca, trattandosi della Regione nella quale sono 7.000 le prenotazioni per questo siero. L’Unità di Crisi Covid-19 regionale è stata convocata d’urgenza “In questo modo si bloccano a Roma e nel Lazio 35 hub vaccinali tra i quali La Nuvola e l’Aeroporto di Fiumicino e oltre 2mila medici di medicina generale. Seguiremo attentamente gli ulteriori approfondimenti in corso, auspichiamo una rapida e inequivocabile definizione da parte di Aifa, altrimenti questo potrebbe rappresentare un danno enorme e irrecuperabile alla campagna vaccinale in corso, poiché il vaccino Astrazeneca è quello maggiormente opzionato in base agli accordi preliminari sottoscritti dalla Commissione europea” ha spiegato l’Assessore regionale alla Sanità, D’Amato.

 

Le reazioni, da Palù (Aifa) a Bassetti: “Che senso ha?”

Il presidente dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, esorta alla calma, spiegando che ci sarà il tempo per valutare come procedere dopo le indicazioni dell’Ema. Se riprenderà la somministrazione si potrà ricevere in sicurezza la seconda dose dopo 12 settimane. Poi il monito: "I vaccini sono i medicinali più sicuri al mondo, hanno allungato la vita media di 30 anni”. Duro il Direttore di Malattie infettive del Martino di Genova, Matteo Bassetti: “Fino a domenica non c’era nessun problema. Poi è intervenuta la Germania che ha bloccato tutto e noi li abbiamo imitati. Che senso ha tutto questo? Denota debolezza. La verità è che non abbiamo alternativa. Abbiamo forse altri vaccini da usare subito? Quindi, o ci prendiamo questi rischi o facciamo una brutta fine”.

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