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Bayern Monaco-Lazio 2-1. Anche Inzaghi fuori dalla Champions League

Lazio che nonostante un’ottima prima frazione esce dalla Champions League, seppur la gara di andata avesse già indirizzato tutto. Italiane fuori dalla coppa

Questa sera  la Lazio è chiamata a fare l’impresa in casa del Bayern Monaco, la squadra attualmente più forte del mondo, per il ritorno degli ottavi di Champions League. La formazione di Simone Inzaghi è l’ultima italiana ancora in corsa per questa Champions League 2020/2021 dopo il K.O dell'Atalanta con il Real Madrid di ieri sera e l’uscita della Juventus con il Porto, la settimana scorsa. La montagna da scalare però è molto alta, visto che deve rimontare il 4-1 incassato all'Olimpico a favore dei tedeschi, che vedono i quarti di finale da vicino.  

 

I biancocelesti quindi non hanno nulla da perdere, ma dovrebbero vincere con quattro gol di scarto o siglare almeno dai cinque goal in su  per passare il turno. A questo punto bisogna vedere se Inzaghi vuole giocarsela ancora, o se deciderà di fare turnover per puntare sul campionato.I padroni di casa avranno diverse assenti, tra cui Neuer, ma con soluzioni alternative di livello.Nonostante il netto vantaggio, non cambierà molto. Sule terzino destro come all'andata, sugli esterni spazio a Gnabry e Sané. In attacco il leggendario bomber polacco  Lewandowski.

 

 Il tecnico emiliano punterà quindi probabilmente ad un mix tra i suoi titolarissimi e qualche seconda linea che possa portare un vento nuovo, viste anche le ultime prestazioni negative. In difesa dovrebbe rivedersi Musacchio, che ha giocato la sua ultima gara all’andata commettendo una ingenuità decisiva e clamorosa. A centrocampo Escalante al posto di Lucas Leiva. In attacco Correa e  Muriqi, che hanno una grande chance di stupire in una gara importante. Il Bayern invece non vuole rischiare, e nonostante il netto vantaggio, non cambierà molto. Sule terzino destro come all'andata, sugli esterni spazio a Gnabry e Sané. In attacco Lewandowski.

Bayern Monaco-Lazio: le formazioni ufficiali

Bayern Monaco (4-2-3-1) Nübel; Pavard, Boateng, Hernandez, Alaba; Kimmich, Goretzka; Gnabry, Müller, Sané; Lewandowski. Allenatore: Flick.

 

Lazio (3-5-2) Reina; Marusic, Acerbi, Radu; Lazzari, Milinkovic, Escalante, Luis Alberto, Fares; Correa, Muriqi. Allenatore: Inzaghi.

Bayern Monaco-Lazio: la cronaca

Tutto pronto a Monaco di Baviera, per il ritorno degli ottavi di finale di Champions League. Si riparte dall'1-4 a favore dei tedeschi. Inzaghi opta per una formazione inedita, con diverse seconde linee. I primi dieci minuti di gara sono dai ritmi blandi, con le squadre che si studiano per capire come affrontare l’intera gara. I biancocelesti danno l’idea di voler verticalizzare molto, cercando le due punte. Muriqi subito si mette a disposizione dei compagni, abbassandosi molto per giocare di sponda. Dovrà dettare i tempi con Correa negli scambi veloci al limite dell’area.

 

La prima occasioni è proprio dell’argentino, che dopo uno scambio con il compagno di reparto va al tiro, colpendo male. La gestione palla degli ospiti è promettente, al contrario dell’andata cercano di proporsi molto di più, rischiando ovviamente le ripartenze avversarie. Sané al quarto d’ora sfiora il vantaggio dopo una palla persa avversaria che ha permesso il ribaltamento di fronte con pochi tocchi. Escalante deve saper gestire la doppia fase, senza rischiare di lasciare scoperta la difesa. 

 

È una sfida viva, seppur ricca di errori: la Lazio riesce ad arrivare dalle parti della difesa avversaria con fluidità, ma sbagliano sempre l’ultimo tocco. Prima Milinkovic-Savic, su un traversone in mezzo di L. Alberto, si ritrova la possibilità di insaccare, colpendo male però di testa. Poi Muriqi, che non arriva su un pallone in mezzo molto intrigante per centimetri. I tedeschi si ritrovano in difficoltà, con l’intento di cogliere l’occasione giusta per chiudere definitivamente i conti. Sané è il più attivo, ma le sue due conclusioni ravvicinate, vengono neutralizzate facilmente da Reina

 

Giallo per Radu poco prima della mezz’ora per un fallo ingenuo sull’attaccante polacco. Al 34’ si sblocca la gara dal nulla, dopo varie lotte in mezzo al campo, ecco lo spunto aspettato tanto da Flick. Muriqi colpisce Goretzka in maniera irregolare, causando il penalty. Dopo varie proteste (anche un giallo ad Acerbi) la decisone viene confermata e Lewandowski dagli undici metri non sbaglia, portando il risultato ad un complessivo di 5-1. Poco dopo viene ammonito anche Milinkovic, sempre per proteste, scaldando gli animi in una gara che sembra già chiusa. Prima frazione che si chiude così, con una buona Lazio che paga però l’ennesimo errore individuale. 

 

Seconda frazione che ricomincia con un cambio per entrambi i team: nella Lazio dentro Lulic al posto di Fares, che ha subito un colpo nel finale di primo tempo, per i tedeschi dentro Sule per Boateng.

I padroni di casa hanno subito l’occasione di raddoppiare con il bomber polacco, ma Reina si oppone con prontezza. La Lazio sembra meno sicura, preferendo un possesso sterile alle verticalizzazioni funzionati dei primi 45’ minuti. Lazzarri, stranamente uno dei più spenti, è obbligato ad uscire a causa di un problema alla mano, con Parolo al suo posto.

 

Secondo cambio obbligato per Inzaghi, che dopo Fares ha un nuovo problema sulla fascia. In contemporanea Pereira entra per Muriqi, invisibile in questa ripresa. Squadra dunque meno offensiva, più chiusa. I tedeschi non hanno fretta però, tentano qualche pallone in mezzo, sostanzialmente con Sané che fino a quel momento è il migliore in campo. Manca lucidità e forse motivazioni (visto il risultato largo) di sferrare altri colpi. Flick cerca di smuovere un po’ le carte inserendo il talentuoso terzino americano Davies, che può portare velocità, puntando anche l’uomo, al posto di Goretzka.

 

Pochi minuti dopo arriva dal nulla un nuovo lampo dei padroni di casa: Alaba serve rasoterra Lewandowski, che di prima intenzione calcia, colpendo però in pieno il palo. Biancocelesti fortunati. Arrivano altri due cambi per i padroni di casa e stavolta saranno anche decisivi: dentro Choupo-Moting e Musiala per Lewandowski e uno spento Muller. Proprio il francese neo entrato lascia subito il segno, rispondendo ad ogni dubbio restante su questa gara. Il solito Alaba imbuca per Choupo-Moting che di prima intenzione insacca il raddoppio. È 2-0 gara chiusa in Germania. 

 

Una partita dettata dal risultato dell’andata, che ha condannato i biancocelesti a sperare in un miracolo. Il cuore c’è stato, ma la differenza tra le due rose è stato abissale. Come ogni cosa giusta però, un riconoscimento (seppur piccolo) arriva sempre. Calcio di punizione battuto da Pereira, che trova Parolo sul secondo palo. Il centrocampista insacca la rete della bandiera, che dà comunque fiducia dopo una partita d’orgoglio. Entra Akpa-Akpro al posto di un pessimo Escalante, uno dei più negativi.

 

I ragazzi di Inzaghi tiranno fuori l'anima, giocando il finale della gara con spensieratezza, dopo il goal di Parolo. È stato un torneo molto positivo in generale per i bianco azzurri, che hanno effettuato un girone di livello, seppur le premesse non fossero semplici. La sfortuna di incontrare i più forti del mondo non è stato un bel colpo, ma è un ottimo punto di partenza per chiudere alla grande il campionato. La gara termina dopo quattro minuti di recupero, per 2-1 a favore del Bayern Monaco.

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