Coronavirus e serie A

Nuovi casi Covid-19 in Serie A: ecco il quadro completo dei giocatori

Un incubo che non conosce fine: ancora dei casi di positività al Covid-19 in Serie A, dopo lo stop delle Nazionali. Situazione che rischia di peggiorare

Dopo la pausa delle Nazionali, si è scatenato un nuovo focolaio in Italia, e non solo. Nuove positività sono in corso da venerdì, soprattutto di giocatori scesi in campo nel weekend di Serie A. 

Ancora una volta le norme e i protocolli disposti per il Covid-19 non sono stati rispettati: il rischio che i negativi in realtà fossero positivi esiste, è ancora una volta il rischio di contagiare anche altri elementi dei vari team, esiste. Un incubo infinito, che con maggiori controlli verrebbe evitato. 

 

Dopo i casi di Demiral e Bonucci, nella Juve, squadra indubbiamente tra le più colpite, è risultato positivo anche Bernardeschi. Dall’altra parte della città vi è un altro caso di Covid, nel Torino: nonostante  il club abbia comunicato la positività di un giocatore senza rivelarne l’identità, nella serata di ieri è uscito il nome di Sirigu, che rimarrà fermo lasciando spazio a Savic. Nel Cagliari positivo il portiere Cragno. In totale sono 166 i casi registrati in Serie A tra i calciatori da inizio pandemia. Ecco il quadro della situazione sino ad oggi in ogni club.

 

Covid, i bianconeri perdono anche Bernardeschi:

Ecco il comunicato del club di Agnelli, che dopo i casi di Demiral e Bonucci è risultato positivo anche Bernardeschi, che sarà assente con Napoli e Genoa: “ Juventus Football Club comunica che, nel corso dei controlli previsti dal protocollo in vigore, è emersa la positività al Covid 19 di Federico Bernardeschi. Il calciatore è in isolamento e asintomatico. La Società rimane in contatto con le Autorità Sanitarie in attuazione dei protocolli previsti per consentire le attività di allenamento e di gara del Gruppo Squadra”.

 

Torino, Sirigu di nuovo K.O.

Indubbiamente il numero 1 granata non è stato fortunato in questa stagione, tra prestazioni deludenti, infortuni e ora positività al Covid-19. I granata hanno deciso di non annunciare mai il nome dei giocatori positivi nel team, dichiarando soltanto il numero dei nuovi contagiati (escludendoli poi ovviamente dalla lista dei convocati). Nella serata di ieri però è emerso che toccherà a Sirigu stare in quarantena nelle prossime due settimane: “Il Torino Football Club comunica che, nel corso dei costanti esami previsti dal protocollo in vigore, è emersa la positività al Covid-19 di un calciatore della prima squadra. Il tesserato, in accordo con le Autorità sanitarie, è già stato posto in isolamento fiduciario sotto la supervisione dello staff medico granata.

 Il Torino FC continuerà a seguire l’iter previsto dai protocolli vigenti. Ciò consentirà a tutti i soggetti negativi ai controlli di svolgere la regolare attività.”

 

Cagliari, nella corsa salvezza si perdono pezzi

Bruttissimo colpo per i sardi, che dovranno rinunciare al top player del team: Cragno è risultato positivo al Covid-19, con rischio che lo fosse anche prima della gara con il Verona. Il numero 1 sardo rappresenta un punto di riferimento per Semplici, la sua assenza peserà moltissimo, visto che spesso tiene a galla da solo l’intero team. In sua assenza dovrà debuttare uno tra Aresti (favorito) e Vicario. Ecco la nota del club: “Il Cagliari Calcio comunica la positività al Covid-19 di Alessio Cragno: monitorato con attenzione dal suo rientro dagli impegni con la Nazionale italiana, il calciatore ha eseguito un nuovo test diagnostico nella giornata di ieri, domenica 4 aprile, e si trova attualmente in isolamento.

Il Gruppo Squadra ha già iniziato l’isolamento fiduciario domiciliare e si atterrà rigorosamente a quanto previsto dal Protocollo. Il Club ha avviato tutte le procedure del caso ed è in costante contatto con le autorità sanitarie competenti.”

 

Tutto nasce dalla Nazionale:

La lista degli azzurri tornati contagiati diventa sempre più lunga. Negli ultimi giorni sono stati registrati quattro nuovi casi di Coronavirus, che vanno ad aggiungersi ai 4 membri dello staff e a Bonucci e Verratti, primi due calciatori risultati positivi dopo la settimana tra le fila di Mancini. Si tratta di Florenzi e Grifo, che si aggiungono a Cragno e Sirigu, ora tutti in isolamento. Sorge spontaneo chiedersi quindi perché la situazione sia stata gestita in modo così anomalo dalla Nazionale, che avrebbe il dovere di garantire la sicurezza di ogni elemneto, visto che i club danno fiducia nel lasciar partire i propri tesserati.

 

Ancora una volta però la gestione è stata assolutamente insufficiente. Il primo caso di Covid-19 è stato individuato alla vigilia del match contro l’Irlanda del Nord, ma non si capisce perché allora la Asl non sia intervenuta per bloccare la squadra di Mancini prima delle sfide con Bulgaria e Lituania. In seguito sono risultati positivi ben 4 membri dello staff tecnico, rispediti subito in Italia, ma gli azzurri sono comunque scesi in campo nelle altre due sfide. Ora gli ultimi casi registrati fanno tremare i club di Serie A, che temono per i loro giocatori e per la parte finale della stagione, che rischia di inclinarsi negativamente verso sponde pericolose.

 

Covid, il caso Sassuolo:

Il Sassuolo, a differenza degli altri club, ha scelto di mantenere un profilo diverso, improntato alla massima cautela e soprattutto alla prevenzione per la salute dei proprie tesserati. Una lezione di buonsenso da parte degli emiliani che preferirono "in via prudenziale" non convocare i quattro calciatori volati con la Nazionale (Ferrari, Locatelli, Berardi, Caputo) nonostante il calendario proponesse l'incontro con la Roma. Una scelta presa a prescindere dall'esito dei tamponi. Che fossero negativi o meno, il risultato non avrebbe cambiato una linea di condotta molto chiara: anteporre la salute agli interessi (anche sportivi).

 

La presa di posizione del club ha sollevato critiche durissime, una in particolare: l'accusa di falsare il campionato per non aver inserito in lista quei calciatori entrati in contatti con dei positivi. Il tecnico,  De Zerbi, in conferenza stampa ha replicato con altrettanta determinazione alle obiezioni mosse nei suoi confronti e verso la società.

 

La riflessione di De Zerbi da prova di grande responsabilità e va ben oltre la difesa di ufficio, tirando in ballo il potere e la competenza delle Asl che già in altre occasioni erano intervenute a far valere la loro autorità bloccando partite e aprendo perfino contese giudiziarie (il caso di Juventus-Napoli, Lazio-Torino e più di recente Inter-Sassuolo) che hanno trovato soluzione nei tribunali federali (e alcune ancora ci stanno lavorando): “Se le Asl di Milano e Torino bloccano una partita perché hanno riscontrato i casi di positività di quattro anche cinque calciatori, o anche meno, perché la nostra scelta deve essere discussa? Non è vero che non abbiamo più obiettivi, vogliamo arrivare settimi e se dovessimo chiudere in ottava posizione riceveremmo anche dei premi”.

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA