Contro il carcere duro

Caso Cospito e 41 bis, attacchi anarchici in Italia e all’estero

Diplomazia italiana sotto attacco a Berlino e Barcellona, incursioni a Torino, tafferugli a Roma. L’offensiva anarchica a sostegno del 56enne torinese

Caso Cospito e 41 bis, attacchi anarchici in Italia e all’estero

Diplomazia italiana sotto attacco a Berlino e Barcellona, raid a Torino, tafferugli a Roma. Il tutto sembrerebbe essere collegato alla protesta degli anarchici a sostegno di Alfredo Cospito, da centodue giorni in sciopero della fame nel carcere di Sassari.  

Oggi è previsto un presidio contro il regime del 41 bis davanti al carcere di Sassari

 

La protesta degli anarchici in Italia

Ieri a Roma sono stati denunciati dalla polizia 41 gli anarchici per la manifestazione a piazza Trilussa, a Trastevere. Nel corso del sit-in, sono stati forzati diverse volte i cordoni delle forze dell'ordine e, al termine della manifestazione, hanno rovesciato tavolini dei bar e danneggiato fioriere e motorini parcheggiati in strada per poi asserragliarsi in un garage. Un poliziotto è rimasto ferito nei tafferugli. 

 

Tensioni a Trieste e a Torino: "Fuori Cospito dal 41 bis". Anche nella città di Torino ci sono stati dei tafferugli a causa di un gruppo di anarchici che hanno incendiato alcuni cavi di un ripetitore, sul posto la loro rivendicazione: "Fuori Cospito dal 41 bis"

Tensioni con le forze dell’ordine anche ai cortei a Trieste, dove oggi alle 15 è previsto un presidio davanti al carcere di Sassari.

 

 

Offensiva anarchica anche all'estero

Degli attacchi alle sedi diplomatiche italiane a Berlino e a Barcellona, ne avevamo dato la notizia ieri, dopo la diramazione della nota della Farnesina in cui si diceva che un’auto di un funzionario diplomatico in servizio all'Ambasciata italiana era sta data alle fiamme, e a Barcellona era stata sfondata la vetrata del palazzo in cui ha sede il Consolato Generale d'Italia e imbrattata una parete dell'ingresso dell'edificio con scritte: "Libertat Cospito", "Amnistia totale" e "Stato italiano omicida". 

L'ipotesi a cui già stava lavorando l'intelligence di Berlino, prima degli ultimi attacchi, era quella di un possibile collegamento tra l'attentato e gruppi di matrice anarchica che stanno manifestando in solidarietà ad Alfredo Cospito, detenuto in regime di 41bis e in sciopero della fame contro l'imposizione del carcere duro. Un allarme generalizzato ed intensificato dopo il caso di Atene, quando ad inizio di dicembre era stata incendiata l'auto di Susanna Schlein, primo consigliere diplomatico dell'ambasciata della capitale greca. 

 

Chi è Alfredo Cospito

Le mobilitazioni e gli attacchi di matrice anarchica sembrano ricondurre tutti ad Alfredo Cospito, 56enne di Torino, attualmente detenuto nel carcere Bancali di Sassari sotto il regime del 41 bis, per la gambizzazione nel 2012 del dirigente di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi e per l'attentato del 2006 alla Scuola allievi Carabinieri di Fossano.

Dal 20 ottobre scorso, Cospito, ha iniziato uno sciopero della fame contro la detenzione dura, ha perso 40 chili e nei giorni scorsi è caduto nella doccia fratturandosi il setto nasale. Ora dopo 102 giorni di digiuno, le sue condizioni fisiche si sono aggravate di molto, tanto che il Garante nazionale delle persone private della libertà è intervenuto sulla questione, chiedendone il trasferimento d'urgenza in una struttura in grado di prestargli una migliore assistenza. Nel frattempo l'udienza sul ricorso del legale di Cospito contro il 41 bis inizialmente fissata al 20 aprile è stata anticipata al 7 marzo.

 

Da Nordio a Santalucia, le reazioni

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio sul caso ha finora emesso solo una nota il 10 gennaio, riassumendo la vicenda giudiziaria dell'anarchico torinese così: “La seguiamo con la massima attenzione”.

 

Il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, nel suo intervento all'inaugurazione dell'anno giudiziario, ha difeso la linea dura dello Stato: "i magistrati non si intimoriscono. Lo Stato non si piega. La normativa speciale contro il terrorismo non arretra", ha detto Delmastro riferendosi alla busta con proiettile all'indirizzo del procuratore generale Francesco Saluzzo, che sostiene l'accusa del processo d'appello bis all'anarchico.

 

In una intervista al Corriere della Sera, Giuseppe Santalucia, presidente dell'Anm ha affermato che "uno dei criteri alla base della scelta se revocare il 41 bis è la vitalità criminale del gruppo di provenienza. La produzione di violenza, gioca contro  Cospito. Perché i diritti del detenuto devono essere contemperati al pericolo di ordine pubblico che può creare all’esterno". Aggiungendo poi che: “il 41 bis non è una misura afflittiva, ma serve a scongiurare i rapporti con l’esterno per evitare che da dentro il carcere si continuino a commettere reati” e  che “se il detenuto è in pericolo di vita, anche se l’atto è volontario, occorre farsene carico”. Gli strumenti giudiziari ci sono e vanno dal trasferimento in una struttura con un centro clinico che possa rispondere all’emergenza, fino alla sospensione della detenzione, se le sue condizioni fossero incompatibili col carcere".

 

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