l’“appropriatezza prescrittiva”

Riforma Sanitaria 2024, arriva la riduzione del 20% delle prescrizioni

Il Governo mira a tagliare le prescrizioni inutili che gravano sul sistema sanitario. Un nuovo decreto promette controlli più severi e una gestione oculata

Riforma Sanitaria 2024, arriva la riduzione del 20% delle prescrizioni

In un’epoca in cui l’efficienza sanitaria è più cruciale che mai, il Governo si appresta a introdurre una riforma significativa. Con l’obiettivo di ottimizzare le risorse e ridurre le lunghe liste d’attesa che affliggono il Sistema Sanitario Nazionale, si preannuncia un cambiamento radicale. Ecco perché la riforma Sanitaria 2024, potrebbe rappresentare un punto di svolta per milioni di italiani in attesa di cure.

 

Il problema delle prescrizioni eccessive

Le liste d’attesa nel Sistema Sanitario Nazionale sono un problema annoso, aggravato da un’eccessiva prescrizione di visite ed esami non sempre necessari. Questa pratica non solo appesantisce il sistema, ma prolunga l’attesa per coloro che necessitano di cure urgenti. Il Governo, in risposta a questa situazione, sta valutando un decreto che mira a incrementare l’offerta di prestazioni sanitarie e, al contempo, a regolamentare la domanda. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha evidenziato l’importanza di un approccio basato sull’“appropriatezza prescrittiva”, ovvero la necessità di limitare le prescrizioni superflue che costano al sistema fino a 10 miliardi di euro all’anno.

 

Strategie di intervento

Il decreto in questione, che dovrebbe passare al Consiglio dei Ministri entro due settimane, contiene misure specifiche per affrontare il problema. Una delle strategie principali è la riduzione del 20% delle prescrizioni mediche, considerate inappropriatamente eccessive. Inoltre, il Governo ha introdotto lo scudo penale per il 2024, per mitigare la cosiddetta “medicina difensiva”, ovvero la tendenza dei medici a prescrivere esami aggiuntivi per evitare possibili cause legali. Questa misura si propone di alleggerire le liste d’attesa, permettendo a chi ha effettivamente bisogno di assistenza medica di riceverla in tempi più brevi.

 

Razionalizzazione delle prestazioni mediche

Il Governo sta valutando nuove misure per ottimizzare l’offerta sanitaria e ridurre le liste d’attesa. Tra le proposte, vi è la possibilità per gli ospedali di “acquistare” prestazioni in libera professione dai propri medici, una pratica nota come intramoenia. Questa iniziativa, già in atto come attività privata all’interno delle strutture del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), potrebbe contribuire significativamente a ridurre i tempi di attesa per i pazienti.

Inoltre, si prevede un superamento graduale del tetto di spesa sul personale, una restrizione che limita le assunzioni delle Regioni nella Sanità ai livelli di spesa del 2004 meno l’1,4%. Un primo passo verso questa direzione potrebbe essere incluso nel decreto, previa approvazione del ministero dell’Economia.

 

Controllo e appropriatezza delle prescrizioni

Per quanto riguarda l’appropriatezza prescrittiva, il decreto introdurrà l’obbligo per i medici di indicare nella ricetta il quesito diagnostico secondo lo standard internazionale Icd-9-cm. Questo permetterà di tracciare con precisione tutte le prestazioni per aree diagnostiche, sfruttando i dati già raccolti ma spesso incompleti. Sarà possibile calcolare le prescrizioni attese per ogni medico e, in caso di superamento di un determinato “tetto”, si attiverà un sistema di allarme che consentirà alle Regioni di intervenire direttamente con i singoli medici. L’obiettivo è comprendere le ragioni di un numero eccessivo di prescrizioni e correggere le pratiche dei gruppi di medici o dei singoli dottori che si discostano dalla norma.

 

Nessuna sanzione ma più controllo

Il decreto sanitario in fase di finalizzazione non prevede sanzioni specifiche, ma introduce linee guida per le prescrizioni e strategie per ridurre le liste d’attesa. Nonostante le passate condanne per danno erariale nei confronti di medici eccessivamente prescrittivi, il nuovo decreto non contempla al momento l’introduzione di sanzioni ad hoc. Tuttavia, l’Istituto Superiore di Sanità sta elaborando linee guida che il decreto assegnerà ai medici per promuovere pratiche certificate e approvate dalle società scientifiche. Queste linee guida avranno lo scopo di fornire ai medici una maggiore sicurezza nelle prescrizioni, garantendo l’adozione di esami e terapie realmente necessarie.

 

Iniziative per l’efficienza del Servizio Sanitario

Il decreto, attualmente in fase di revisione per le coperture finanziarie con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), interverrà anche sull’offerta sanitaria. Per combattere le liste d’attesa, le Aziende Sanitarie Locali (ASL) riceveranno fondi aggiuntivi per retribuire gli straordinari di medici e infermieri. L’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS) avrà il compito di monitorare i tempi di attesa per ogni ospedale.

Il ministro Schillaci ha sottolineato l’importanza di una supervisione centralizzata per identificare le carenze nelle prestazioni sanitarie su base regionale. Inoltre, si sta valutando la possibilità di acquistare servizi di libera professione dai medici post-orario lavorativo, direttamente dagli ospedali anziché dai cittadini. Infine, si prevede l’acquisto di prestazioni dalle strutture private accreditate, se necessario, per gestire le code, unificando le agende delle strutture pubbliche e private e permettendo ai Centri Unici di Prenotazione (CUP) di indirizzare i pazienti dove vi è maggiore disponibilità.

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