Emergenza Covid

Piano vaccini, Speranza: “Per l’Italia 202 milioni di dosi da gennaio”

Il ministro in Senato: “acquisto centralizzato” e “vaccino gratuito”. Per distribuirlo coinvolto l’esercito. Il cuore della campagna in primavera-estate

3 dicembre 2020 10:32
Piano vaccini, Speranza: “Per l’Italia 202 milioni di dosi da gennaio”

“Una campagna di vaccinazione massiccia da cominciare prima della terza ondata” che prevede il vaccino “gratuito e distribuito a tutta la popolazione, senza alcuna discriminazione”. L’Italia ha “opzionato 202 milioni e 573 mila dosi” con l’obiettivo di concludere la “vaccinazione entro l’anno” prossimo. La procedura di “acquisto è centralizzata” e da “gennaio potranno cominciare ad essere disponibili le prime dosi”. Con molta probabilità ne “saranno necessarie due per ogni vaccinazione”.

 

E’ stato il ministro della Salute, Roberto Speranza, ad illustrare ieri mattina al Senato nel corso delle comunicazioni sulle ulteriori misure per fronteggiare l'emergenza Covid il Piano vaccini dell’Italia. Nella “distribuzione verranno coinvolte le forze armate”, spiega. Per i vaccini “che necessitano di catena del freddo standard ci sarà un sito nazionale di stoccaggio e siti territoriali”, quelli “con catena del freddo estrema saranno consegnati da aziende presso 300 punti vaccinali”. Quanto al materiale per il confezionamento, siringhe e diluente, “sarà il commissario straordinario ad assicurare le forniture”.

 

Le forniture delle case farmaceutiche all’Italia

L’Italia “ha sottoscritto in quota parte il 13,46% di tutti i contratti che la Ue ha formalizzato”. A partire dal primo trimestre del 2021 e a completamento nel quarto “AstraZeneca fornirà 40,38 milioni di dosi, Johnson & Johnson 26,92, Sanofi 40,38, Pfizer-Biontec 26,92, Cure-Vac 30,28 e Moderna 10,76 milioni di dosi”. Ad oggi l’Agenzia europea dei medicinali (Ema) “ha indicato due date”: “20 dicembre per il vaccino Pfizer e il 12 gennaio per quello Moderna”. Dalla prima avremo una prima tranche da “8milioni di dosi, dalla seconda 1 milione e 346mila”. Secondo le previsioni  il “cuore della campagna vaccinale sarà tra la prossima primavera e l'estate”.

 

I primi ad essere vaccinati

Nella prima fase le vaccinazioni si “terranno nelle strutture sanitarie e ospedaliere e in unità mobili”. Per la campagna si stima “un fabbisogno di circa 20 mila operatori con contratti ad hoc” e si prevede “la stipula di accordi con il Ministero dell'Università nell'ambito delle scuole di specializzazione”. Migliaia di medici specializzandi saranno coinvolti. E con l'ampliarsi della campagna ambulatori vaccinali, medici di famiglia, sanità militare. “I primi ad essere vaccinati saranno gli operatori sanitari e sociosanitari, residenti e personale delle Rsa per anziani e persone in età avanzata per ottenere una maggiore copertura delle persone con maggiori fattori di rischio”. Mano a mano che arriveranno le dosi si vaccineranno anche le altre categorie, come le persone dei servizi essenziali, il personale scolastico e le forze dell'ordine. Nel caso poi di focolai in aree del Paese saranno destinate scorte di vaccini ai territori in emergenza.

 

Sulle misure anti-covid resta la linea del rigore

Speranza, oltre che sul Piano vaccini, riferisce al Senato anche sulle nuove misure anti-covid del prossimo Dpcm. “L’orientamento del governo”, dice, “è di confermare il modello delle Regioni per scenari e rischi", perché i risultati “sono stati soddisfacenti” e “l’impianto è corretto e sta funzionando". Il ministro non cede sulla linea del rigore. “Per le festività natalizie le limitazioni previste dovranno essere rafforzate anche in un quadro europeo. E’ necessario limitare il più possibile i contatti non necessari, vanno disincentivati spostamenti internazionali, tra le regioni in presenza di zone rosse e arancioni”.

 

Inoltre “il 25 e il 26 dicembre e il 1 gennaio è necessario limitare anche gli spostamenti nei comuni”. Ma per il Governo resta una “priorità riportare gli studenti delle scuole superiori gradualmente in presenza compatibilmente con l'andamento dei contagi”.  Il problema è però la stabilizzazione dei risultati degli ultimi giorni. E per questo “c' è bisogno di altre settimane di sacrifici e poi di una cura di mantenimento. L'onda resta ancora molto alta. Quindi, attenzione a non scambiare un primo raggio di sole con scampato pericolo”. “Non facciamo illusioni”, avverte il titolare del dicastero della Salute, “se abbassiamo la guardia la terza ondata è dietro l'angolo. 

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