Caos USA

Assalto a Washington: 4 morti, feriti e arresti. Coprifuoco fino al 21

Biden: “Democrazia sotto assedio”. Trump bloccato sui social, invita alla calma. Ripresi i lavori al Congresso, Pence: “La violenza non vince mai”

È un’America “sotto assedio senza precedenti” quella che si appresta a celebrare l’insediamento di Joe Biden come 46esimo Presidente. E’ stato lui stesso ad affermarlo, proprio mentre a Capitol Hill, sede del Congresso a Washington, andava in scena l’assalto da parte dei sostenitori del Presidente uscente, Donald Trump. Il bilancio è pesantissimo: 4 vittime, tra le quali una donna colpita da un proiettile di arma da fuoco durante i momenti di maggiore tensione. Una dozzina sono i feriti, decine gli arresti. 

 

La capitale americana è ora in stato di emergenza fino al 21 gennaio, il giorno dopo la cerimonia di investitura ufficiale di Biden alla Casa Bianca. E’ scattato il coprifuoco e la situazione sembra tornata alla calma, dopo l’intervento della Guardia Nazionale, mentre il Congresso ha ripreso i lavori per la certificazione della vittoria di Joe Biden

 

Assalto, spari e stato di emergenza per 15 giorni

Durerà 15 giorni lo stato di emergenza dichiarato dopo l’assalto a Capitol Hill. Intanto pesano le vittime degli scontri: 4, compresa una donna raggiunta da un proiettile durante le tensioni che hanno costretto all’intervento della Guardia Nazionale. Morte anche altre tre persone in ospedale, per le ferite riportate. Secondo la CNN molte persone sono state costrette al ricovero per problemi cardiaci o fratture, dopo aver tentato di scavalcare i cancelli del Congresso. Tra gli slogan urlati in strada, all’interno e all’esterno di Capitol Hill anche Pelosi is Satan, Fight for Trump e Stop the Steal (il furto). Almeno 50 gli arresti, trovate anche 5 pistole in mano ai sostenitori del Presidente uscente, a cui sono stati bloccati gli account social: Twitter per 12 ore, Facebook per 24. 

Proprio dal tycoon era prima arrivano un invito ai suoi sostenitori a reagire a quello che aveva definito un “furto”, poi l’appello alla calma: “Questo è quello che accade quando una vittoria elettorale sacra e schiacciante viene strappata brutalmente ai grandi patrioti che sono stati trattati male e ingiustamente da così tanto tempo. Tornate a casa con amore e in pase”. 

Ma il suo vice, Pence, ne ha preso e distanze. 

 

Pence scarica Trump: “Un giorno buio per l’America”

Durissime le parole del vicepresidente uscente, Mike Pence, che dopo essersi smarcato da Trump, ha rifiutato la richiesta dei servizi segreti di lasciare il Campidoglio e proprio dalla sala in cui sono tornati deputati e senatori ha detto: “È un giorno buio per la storia del Paese. Condanniamo la violenza nei termini più forti e duri” aggiungendo: “La violenza non vince, la libertà vince e questa è la Casa del popolo e in un giorno senza precedenti, i rappresentanti eletti si riuniscono di nuovo a difesa della Costituzione. Dio benedica chi serve, chi protegge questo luogo e gli Stati Uniti d’America”. Poi il monito: “Continuiamo a lavorare”, che ha seguito le parole della speaker della Camera, Nancy Pelosi, che a sua volta aveva parlato di “vergognoso assalto alla democrazia”. 

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