Tremano le Partite Iva

Partite Iva: cosa succederà al regime forfettario con governo Draghi

Nel programma di governo di Draghi non c’è spazio per la flat tax, cavallo di battaglia della Lega. Cosa ne sarà del regime forfettario per le Partite Iva?

Il leader della Lega Matteo Salvini ha deciso di sostenere il nascente governo Draghi nonostante il futuro premier non sia intenzionato a prendere in considerazione la flat tax, cavallo di battaglia del centrodestra.

 

Nei programmi di Draghi non sembra trovare spazio l’aliquota unica quanto piuttosto una rimodulazione delle aliquote Irpef per alleggerire le tasse sul ceto medio.

 

Non ci sarà un aumento delle tasse, assicura Draghi alla Lega, nemmeno una patrimoniale, ma cosa ne sarà del regime forfettario per le Partite Iva?

 

Draghi favorevole ad una Riforma dell’Irpef, no alla flat tax

Con l’arrivo del nuovo esecutivo si è tornato a parlare di Riforma fiscale, uno dei capisaldi del governo Conte ma a quanto pare anche del governo Draghi.

 

Da quanto emerso dalle consultazioni, il futuro premier sarebbe favorevole ad una riforma delle aliquote Irpef per tagliare le tasse sul ceto medio mentre non avrebbe affatto intenzione di applicare una flat tax alle imprese, misura al centro del programma del centrodestra ormai da anni.

 

Come cambierà la tassazione per le Partite Iva? Il regime forfettario sarà confermato o modificato con l’arrivo di Draghi?

 

Partite Iva e Draghi: cambiamenti in vista per il regime forfettario?

Per il momento non è trapelato ancora nulla in merito alla tassazione delle Partite Iva e del regime forfettario, anche se Draghi sembra abbia parlato di una riforma organica.

 

In particolare, si teme che la flat tax sugli autonomi possa saltare in quanto considerata da alcuni come una vera e propria detassazione. Ricordiamo che si tratta di una tassa unica al 15% per le Partite Iva il cui fatturato non superi i 65 mila euro annui.

 

Proprio di recente il Presidente dell’Ufficio parlamentare di Bilancio (UpB), Giuseppe Pisauro, aveva evidenziato le criticità del regime forfettario, dichiarando che “tale regime, a differenza dei precedenti, minimi e forfettari, non si configura come un'agevolazione a soggetti con attività professionale o di impresa marginale e non strutturata, ma come una vera e propria detassazione che riguarda il 60% dei lavoratori autonomi e imprenditori individuali e questo crea iniquità" in quanto "frena la crescita dimensionale delle imprese e incentiva la sotto fatturazione dei ricavi: oltre i 65mila euro si fuoriesce dal regime e si rientra a pieno titolo nell'imposizione progressiva".

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