Le richieste di Bruxelles

Europa in cambio del Recovery chiede crescita, riforma pensioni e Sud

Il Regolamento del Recovery fund prevede il blocco dei fondi se non vengono raggiunti gli obiettivi del piano di ripresa. Cosa chiede l’Ue all’Italia

Il 10 febbraio scorso è arrivato l’ok del Parlamento europeo al Recovery fund, che fa avanzare i lavori sul Regolamento del fondo anticrisi, definendone gli obiettivi le condizioni del finanziamento e le regole di accesso agli aiuti.

 

Cosa chiede Bruxelles all’Italia in cambio degli oltre 200 miliardi di euro per finanziare la ripresa post Covid?

 

Recovery fund: blocco aiuti se piano non soddisfacente

In settimana è arrivato il via libera definitivo del Parlamento europeo al Regolamento del Recovery fund, il piano anticrisi europeo post Covid da 672,5 miliardi di euro incluso nel piano Next Generation EU. Di questi, 312,5 miliardi sono sotto forma di sussidi e 360 miliardi di euro sotto forma di prestiti a tasso agevolato, con la quota riservata all’Italia che supera in totale i 200 miliardi di euro.

 

In particolare sono stati definiti gli obiettivi, le condizioni del finanziamento e le regole di accesso agli aiuti da parte dei 27 stati membri dell’Ue, con la possibilità che i fondi vengano bloccati e addirittura annullati se non vengono raggiunti gli obiettivi del piano di ripresa.

Laddove il piano per la ripresa e la resilienza non sia stato attuato in misura soddisfacente dallo Stato membro, o in caso di gravi irregolarità, fra cui la frode, la corruzione e il conflitto di interessi, dovrebbe essere possibile procedere alla sospensione e all'annullamento, così come a una riduzione e a un recupero, del contributo finanziario”.

 

Ue chiede lavoro al Sud, riforma pensioni e crescita in cambio del Recovery fund

Cosa chiede Bruxelles all’Italia in cambio del Recovery fund? Nulla di nuovo, tutto quello che negli ultimi anni è stato inserito dai partiti nei programmi elettorali e mai portato a termine.

 

Per ottenere i finanziamenti, i 27 stati membri dell’Ue dovranno presentare entro aprile i propri Piani nazionali di ripresa e resilienza (Pnrr), che saranno successivamente analizzati dalla Commissione europea e dal Consiglio prima del via libera al prefinanziamento del 13% del totale, che per l’Italia si traduce in 21 miliardi di euro entro l’estate.  

 

In cambio Bruxelles chiede all’Italia di colmare il divario Nord Sud soprattutto sul fronte delle infrastrutture ma anche di risolvere il problema del lavoro sommerso, diffuso in particolare nelle regioni meridionali.

Sotto la lente dell’Europa anche le pensioni, con una Riforma che possa ridurre la quota delle pensioni nella spesa pubblica e creare spazio per altre spese sociali e di crescita.

C’è poi il capitolo scuola, con investimenti per favorire una crescita economica intelligente, inclusiva e sostenibile.

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