scenari militari

La svolta storica della Finlandia: stop neutralità, sì alla Nato

Cosa rappresenta la decisione annunciata dal Governo di Helsinki e e da quello di Stoccolma. A rischio, intanto il gas dalla Russia, con effetto immediato

La svolta storica della Finlandia: stop neutralità, sì alla Nato

 Il primo effetto dell’annuncio della Finlandia di voler entrare nella Nato, abbandonando la tradizionale neutralità, è stata la minaccia russa di sospensione delle forniture di gas, fin da queste ore, come del resto accaduto con quelle alla Polonia, già sospese. A riferirlo è stato il quotidiano finlandese Iltalehti, che ha citato fonti anonime, ma il governo di Helsinki si è detto pronto a una simile evenienza. 

 

Lo stop al gas russo alla Finlandia

Secondo gli esperti, lo stop del gas russo alla Finlandia non dovrebbe causare problemi immediati, perché rappresenta una quota marginale del consumo energetico totale del Paese scandinavo, come riferito dalla Reuters. Sul lungo periodo, però, potrebbe causare disagi, soprattutto perché il gas proveniente da Mosca è impiegato nel settore alimentare e nella industria forestale.

 

La svolta “storica” della Finlandia

Helsinki, dunque, ha deciso di abbandonare la tradizionale neutralità, con un annuncio da parte del presidente finlandese e della premier, che hanno fatto sapere di voler aderire alla Nato “senza indugio”. Una decisione definitiva dovrebbe arrivare lunedì, con il via libera da parte del Parlamento, a cui potrebbe seguire un annuncio analogo da parte della Svezia. La Finlandia ha oltre 1.300 km di confine in comune con la Russia e la reazione di Mosca non si è fatta attendere.

 

La reazione russa

Per il ministro della Difesa russo, Peskov, l'annuncio della Finlandia rappresenta una minaccia diretta per a cui il Cremlino risponde con lo spettro di ritorsioni, come misure "tecniche militari" non specificate. È possibile che Mosca decida un dispiegamento di forze militari al confine e in Bielorussia. La tensione, però, cresce dal momento che sul fronte finlandese potrebbero essere collocati militari dell’Alleanza.

Ad aggravare la decisione c’è la volontà del governo finlandese, come dichiarato il 28 aprile scorso, di non voler pagare il gas russo in rubli, come invece richiesto da Mosca.

 

Cosa rappresenterebbe ingresso della Svezia nella Nato

Il segretario della Nato, Stoltenberg, ha risposto parlando di un processo di adesione “rapido” sia per la Finlandia che per la Svezia, che rappresenterebbe un cambio anche dal punto di vista militare. Oggi la Svezia si definisce "superpotenza umanitaria", ma conta su un arsenale molto innovativo e potente. Dopo aver assunto posizioni differenti nel corso della storia passata, nel 2015 dopo l’annessione russa della Crimea, Stoccolma ha restaurato la sua vecchia politica di "difesa totale", nella quale tutti i cittadini sono chiamati a difendere la patria in caso di attacco, seguendo l’esempio della Svizzera. Dal 2018, invece, è stata reintrodotta la coscrizione obbligatoria.

Oggi il personale attivo, tra militari e paramilitari, conta su 38mila persone, anche se quello pronto a entrare in azione quello disponibile in caso di necessità è quindi superiore ai 4 milioni.

 

L’arsenale militare della Svezia

Nonostante sia neutrale, la Svezia ha già compiuto diverse esercitazioni con la Nato e fa parte della Nordefco, un gruppo di cooperazione di cui fanno parte anche altri Paesi nordici, come Norvegia, Islanda, Finlandia e Danimarca, con i quali svolge azioni congiunte. Ma non solo.

A preoccupare Mosca potrebbe essere l’arsenale militare svedese, soprattutto il comparto aereo, che è molto innovativo. Ad esempio, come ricorda l’AGI, tra le eccellenze svedesi ci sono le tecnologie radar e i droni, in particolare “gli elicotteri Skeldar, in grado di trasportare fino a 40 chili restando in volo per 6 ore. Altro gioiello della corona svedese è poi il Gripen Jas 39E della Saab, un caccia multiruolo attrezzato per la guerra elettronica, molto più economico dei suoi pari stranieri e in grado di volare a velocità supersoniche senza postcombustori”. Pur non potendo contare su numerosi mezzi navali (Stoccolma non dispone di portaerei, né di cacciatorpediniere), ha nel proprio arsenale modernissimi sottomarini HMS Gotland, ritenuti tra i più avanzati al mondo in campo di tecnologia 'stealth', cioè “invisibili” ai radar, settore dove Stoccolma è all'avanguardia.

Nel complesso, invece, l’aviazione conta poco più di 200 velivoli in servizio attivo, anche se gli osservatori sottolineano come possa ricorrere al leasing di ulteriori apparecchi, che rappresentano un motivo di deterrenza nei confronti di possibili aggressioni esterne.

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