Il grande lutto

L’ultimo saluto a Maurizio Costanzo, la camera ardente e i funerali

Il giornalista, conduttore tv, autore e sceneggiatore è morto ieri all’età di 84 anni in una clinica privata di Roma, dove era ricoverato per un intervento

L’ultimo saluto a Maurizio Costanzo, la camera ardente e i funerali

La notizia della morte di Maurizio Costanzo, ha colpito e stravolto tutti gli italiani diventati “grandi” con i suoi pezzi da giornalista e le sue trasmissioni innovative entrate in punta di piedi nelle case di milioni di persone. Il giornalista, conduttore tv, autore e sceneggiatore se n’è andato ieri all’età di 84 anni. Era ricoverato in una clinica privata Paideia di Roma, da qualche decina di giorni per sottoporsi ad un intervento per togliere un fastidio ma non c’era nulla di grave. La moglie Maria De Filippi lo andava a trovare mattina e sera ma niente poteva far presagire ciò che è poi successo ieri: una morte improvvisa e inaspettata. A comunicare la sua scomparsa, il suo ufficio stampa. 

 

La camera ardente

E' stata allestista dalle ore 10.30 in Campidoglio, la camera ardente di Maurizio Costanzo, e resterà aperta fino alle 18 di domenica 26 febbraio. Il feretro del compianto giornalista è arrivato alla presenza di Roberto Gualtieri, sindaco di Roma. 

E' raccomandato l'utilizzo della mascherina FFP2.

 

I funerali

Saranno celebrati lunedì 27 febbraio alle ore 17, nella Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo, le esequie solenni, come stabilito dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. 

 

La carriera e la vita

Nato a Roma il 28 agosto 1938, Maurizio Costanzo durante la sua lunghissima carriera ha firmato decine di programmi radiofonici e televisivi e di commedie teatrali. Ha raggiunto la grande popolarità nel 1976, conducendo in Rai il talk show Bontà loro. Ma il suo più grande successso è legato al Maurizio Costanzo show, in onda dal 1982 su Mediaset (40 anni di puntate e quasi 55.000 ospiti intervistati). Tra i suoi programmi più noti, anche Buona domenica. 

Amante del calcio e tifosissimo della Roma, nel giugno 2021 aveva accettato il ruolo di advisor della Comunicazione del club capitolino ma a fine febbraio dell'anno successivo si era dimesso lamentando che non veniva tenuto al corrente delle attività societarie. "Resterò per sempre giallorosso", aveva però assicurato.   

 

Figlio di un impiegato al ministero dei Trasporti e di una casalinga, Costanzo ha sempre voluto diventare giornalista. A 18 anni diventa cronista nel quotidiano romano Paese Sera e a soli 22, è caporedattore della redazione romana del settimanale Grazia.     

Negli anni successivi esordisce come autore radiofonico e nel 1966 è coautore del testo della canzone Se telefonando, scritto insieme con Ghigo De Chiara, con musica di Ennio Morricone e portata al successo da Mina. Costanzo è anche co-ideatore del personaggio di Fracchia, creato e portato al successo da Paolo Villaggio, attore da lui scoperto nel 1967 in un cabaret di Roma. 

 

A partire dalla metà degli anni Settanta è ideatore di numerosi spettacoli televisivi. Il grande successo arriva nel 1976 con il talk-show "Bontà loro". Seguiranno AcquarioGrand'ItaliaFascination Buona Domenica

E' autore anche di diverse opere teatrali, partecipa anche alla sceneggiatura di quattro film diretti da Pupi Avati: Bordella (1976), La casa dalle finestre che ridono (1976), Tutti defunti... tranne i morti (1977) e Zeder (1983). Nel 1977 contribuisce alla stesura della sceneggiatura del film di Ettore Scola Una giornata particolare, interpretato dalla coppia Sophia Loren-Marcello Mastroianni. 

 

Nel 1978 torna alla carta stampata e comincia la sua collaborazione con la Rizzoli, assumendo la direzione de La Domenica del Corriere. L'anno seguente dirige il nuovo quotidiano popolare L'Occhio dal quale si dimette nell'81 a causa dello scandalo della Loggia P2, quando il giornalista figura fra la lista degli iscritti. "Un errore, un grosso errore - così definirà la vicenda dopo diversi anni in un'intervista al Corriere della Sera - ma gli errori fanno bene e fanno crescere. Non credo a chi dice di non averne mai fatti, che fesseria. Pero' c'e' anche chi, di grossi errori, ne fa due o tre. Io uno: e lo ammetto".  

Dopo diversi anni Costanzo fonda la società di produzione Fortuna Audiovisivi.

 

Il giudice Falcone e l'attentato

Maurizio Costanzo è stato legato da un rapporto di stima e di amicizia col giudice Giovanni Falcone, ospite varie volte nelle sue trasmissioni, è sempre stato in prima linea nella lotta alla mafia. In seguito all'omicidio di Libero Grassi, appena un mese dopo, realizza con Michele Santoro una maratona Rai-Fininvest contro la mafia. Storica la scena in cui Costanzo brucia in diretta una maglietta con scritto "Mafia made in Italy". Proprio questo suo impegno sembra essere la causa di un attentato: il 14 maggio 1993 una Fiat Uno imbottita di novanta chilogrammi di tritolo viene fatta esplodere a Roma in via Ruggero Fauro mentre transita un'auto con a bordo Costanzo e la moglie Maria De Filippi che restano incolumi.

 

Vita privata

Nel corso della sua vita Costanzo si è sposato quattro volte: nel 1963 sposa Lori Sammartini, di quattordici anni più grande di lui. Dieci anni dopo sposa la giornalista Flaminia Morandi e nello stesso anno nasce Camilla e poi Saverio nel 1975. Quattordici anni dopo è la volta della conduttrice televisiva Marta Flavi e infine il 28 agosto 1995 sposa Maria De Filippi, conosciuta nel 1989 durante un convegno sulla pirateria cinematografica a Venezia. "Dicevo che volevo trovare la donna nella mano della quale morire e l'ho trovata", aveva detto in una recente intervista.    

La coppia nel 2002 prende in affido un bambino di 10 anni, Gabriele, poi definitivamente adottato nel 2004. Costanzo era nonno di quattro nipoti.

 

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