il vertice negli Emirati Arabi Uniti

Meloni a Dubai per la Cop28: “Impegno dell’Italia per il clima”

La premier incontra Erdogan e annuncia un contributo di 130 milioni di euro al Fondo per i paesi vulnerabili. Al vertice anche la vicepresidente Usa Harris.

Meloni a Dubai per la Cop28: “Impegno dell’Italia per il clima”

La crisi climatica è al centro dell’agenda internazionale e richiede una risposta urgente e coordinata da parte dei governi di tutto il mondo. Questo è il messaggio che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha portato alla Cop28, il 28esimo incontro annuale delle Nazioni Unite sul clima, che si svolge a Dubai fino al 12 dicembre. Annunciando anche un contributo di 130 milioni di euro al Fondo per i paesi vulnerabili, che sostiene le nazioni più colpite dagli effetti dei cambiamenti climatici.

 

Meloni a Dubai

Dubai, che rappresenta anche un’occasione preziosa per i leader mondiali di incontrarsi e di definire o rafforzare le relazioni tra le nazioni, ha visto l'incontro in un bilaterale tra Meloni e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Sebbene i due si fossero sentiti da poco, non si è voluto rinunciare a sollecitare il ruolo chiave che la Turchia può avere per fermare la spirale di violenza che coinvolge il Medio Oriente. Il presidente turco, dal canto suo, conferma la volontà di collaborare con l’Italia per la creazione di uno Stato palestinese nei confini del 1967, ma insiste anche sulla necessità di “bloccare Israele e fermare le stragi” nella Striscia di Gaza.

Roma, invece, che deplora l'attacco di Hamas ha espresso al capo di Stato israeliano Isaak Herzog la “vicinanza” dell’Italia. Meloni, in un incontro, ha dato rassicurazioni che il nostro Paese resterà “al fianco di Israele in questo momento difficile”, chiesto anche una nuova tregua umanitaria e annunciato l'impegno ad assistere i bambini feriti, grazie al team di medici che l’ha accompagnata da Roma e alla nave ospedale Vulcano della marina militare, che domenica approderà ad Al Arish in Egitto.

Di Gaza Meloni parla anche con il primo ministro libanese, Najib Miqati e della situazione al confine con Israele, ancora critica. E con l’emiro del Qatar, Tamim Al Thani, protagonista dei negoziati. Tra un incontro e l’altro, e prima di assistere al concerto dell’orchestra della Scala all’Opera di Dubai, Meloni si confronta anche con gli amici Rishi Sunak e Narendra Modi - in India è “popolare”, dicono da Palazzo Chigi, e lo testimoniano l’interesse di “studenti e giornalisti” indiani. E scambia qualche parola con il segretario di Stato Usa Antony Blinken e anche, tra gli altri, con il presidente francese Emmanuel Macron.

 

L’obiettivo di 1,5 gradi

La Cop28 è il primo grande appuntamento dopo l’accordo di Parigi del 2015, in cui i paesi si sono impegnati a limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali. Per raggiungere questo obiettivo, è necessario ridurre drasticamente le emissioni di gas serra, in particolare quelle derivanti dai combustibili fossili, come il carbone, il petrolio e il gas. La sfida è particolarmente rilevante per gli Emirati Arabi Uniti, una delle dieci principali nazioni produttrici di petrolio al mondo, che hanno ospitato il vertice e si sono impegnati a diventare un modello di transizione energetica.

 

La sanità al centro della discussione

Uno dei temi chiave della seconda giornata di lavori della Cop28 è stato la sanità, “per la prima volta nella storia della COP”, ha sottolineato la presidenza emiratina. I leader e la comunità sanitaria hanno discusso del piano d’azione sanitario e del finanziamento della salute climatica, in vista della prima Giornata della salute e del primo incontro ministeriale sulla salute in una conferenza delle Nazioni Unite sul clima. Il legame tra clima e salute è evidente: i cambiamenti climatici provocano fenomeni estremi come siccità, alluvioni, ondate di calore, che hanno effetti negativi sulla qualità dell’aria, dell’acqua, della sicurezza alimentare e della biodiversità, con conseguenze dirette e indirette sulla salute umana.

 

Gli assenti e i ritiri

Alla Cop28 partecipano oltre 200 governi, ma si contano anche grandi assenti: il presidente americano Joe Biden, il capo di stato cinese Xi Jinping e, per motivi di salute, Papa Francesco. Cina e Stati Uniti sono stati rappresentati rispettivamente dal ministro degli Esteri Wang Yi e dalla vicepresidente Kamala Harris, che ha guidato la delegazione Usa per la prima volta dalla COP3 di Kyoto, in Giappone. Tra i ritiri, quello dell’Iran, che ha abbandonato il summit dopo aver accusato gli Emirati di aver violato la sua sovranità aerea con un drone. Il gesto ha creato tensioni nella regione e ha messo in dubbio la volontà di cooperazione tra i paesi.

 

L’agricoltura e i petrol-stati a rischio

La Cop28 ha anche messo in luce i dati allarmanti sulla situazione del clima e i suoi impatti sulle attività economiche e sociali. Secondo la Fao, il clima falcidia l’agricoltura per il 40% dei Paesi, con una perdita di produttività che mette a rischio la sicurezza alimentare di milioni di persone. Per 40 “Petrol-stati”, invece, il rischio è quello di perdere 8mila miliardi di dollari entro il 2050, se non si adegueranno alla transizione energetica e alla riduzione della domanda di petrolio. La Cop28 è quindi un’occasione cruciale per accelerare l’azione per il clima e per cercare soluzioni condivise e sostenibili per il futuro del pianeta e dell’umanità.

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