Allarme rosso

L’Italia rischia una seconda recessione. Confindustria lancia allarme

La ripresa a “V” prevista dagli economisti rischia di diventare una “W”, che vede un nuovo secondo tonfo dell’economia prima di una più duratura rimonta

26 novembre 2020 14:44
L’Italia rischia una seconda recessione. Confindustria lancia allarme

Con la seconda ondata di contagi potrebbe arrivare anche una seconda recessione economica, nonostante le misure messe in campo dal governo per arginare gli effetti economici della pandemia. In poco più di un mese si sono susseguiti tre decreti Ristori mentre un quarto è in programma per la fine dell’anno, con un nuovo scostamento di bilancio da 8 miliardi di euro che porterà il deficit extra 2020 a 108 miliardi di euro.

 

I soldi del Recovery fund su cui tanto avevamo sperato ancora non si vedono, obbligando l’Italia ad indebitarsi ancora e a trasferire i problemi del Coronavirus sulle generazioni future. Ma andiamo per piccoli passi, intanto c’è da affrontare questa probabile seconda recessione.

 

Consumi a rischio nel periodo natalizio causa Covid

Il Coronavirus ha fatto precipitare in picchiata il PIL italiano nella prima metà dell’anno, provocando una caduta verticale dell’economia italiana pari al -13% nel secondo trimestre 2020 e del 18% rispetto al 2° trimestre del 2019. Queste flessioni vanno ad aggiungersi a quelle registrate nei primi tre mesi del 2020 (-5,3% t/t), confermando un’Italia in recessione.

 

Dopo il tonfo abbiamo assistito ad una ripresa estiva del Prodotto Interno Lordo, che ha visto il PIL italiano balzare del 16,1% rispetto al trimestre precedente, conservando una flessione del 4,5% su base annua, compiendo a livello grafico una “V”, ossia una caduta seguita da una rimonta. La ripresa era iniziata con vigore, era tornato a circolare un po’ di ottimismo ma qualcosa sembra aver interrotto il recupero: la tanto temuta seconda ondata di contagi.

 

La curva dei contagi Covid è tornata a salire con l’arrivo dell’autunno, portando con sé inevitabili restrizioni e chiusure delle attività economiche, proprio in un periodo florido per i consumi, quello delle festività natalizie.

 

Il premier Conte invita gli italiani a trascorrere un Natale sobrio per evitare una terza ondata di contagi mentre Confcommercio annuncia che quest’anno andranno in fumo 25 miliardi di euro di consumi natalizi se il lockdown dovesse proseguire anche nel mese di dicembre. Secondo una stima dell’associazione che rappresenta i commercianti, infatti, nel solo mese di dicembre la spesa complessiva per consumi vale 110 miliardi di euro su un totale annuo di 900 miliardi di euro.

 

Non ci sono ristori che tengano per bilanciare questi dati, ecco perché l’esecutivo sta vagliando un possibile allentamento delle misure restrittive per permettere lo shopping natalizio, seppur con l’osservanza delle normali norme anti-contagio che vanno dall’utilizzo della mascherina al distanziamento sociale, al divieto di assembramento.

 

Con questa seconda ondata di contagi, il rischio fallimento cresce non solo per le attività legate al commercio ma anche per la ristorazione e per il settore servizi, turismo in primis. Intanto il numero dei poveri aumenta: 450 mila in più secondo la Caritas che si aggiungono ai 4,7 milioni del 2019.

 

Guardando la situazione da un punto di vista grafico, come fanno gli economisti e gli analisti, possiamo dire che la ripresa a “V” a cui abbiamo assistito (frenata PIL 1° semestre e successivo balzo nel 3°trimestre) rischia dunque di diventare una “W”, che vede un nuovo tonfo dell’economia prima di una più duratura rimonta. Proviamo a spiegarlo meglio immaginando l'andamento del PIL su un piano cartesiano: alla V di inizio anno si aggiunge una V di fine anno, ossia dopo il tonfo dell'economia nel 1° semestre seguita da una ripresa nel 3° trimestre potremmo assistere ad una nuova caduta del PIL nel 4° trimestre 2020 e 1° trimestre 2021 e solo successivamente ad una ripresa dell'economia. 

 

Confindustria avverte: in arrivo una seconda recessione

Preoccupata Confindustria, che parla di una possibile seconda recessione economica per l’Italia, del “rischio di una nuova caduta”. La fiducia delle famiglie italiane diminuisce, avvertono gli economisti di viale dell’Astronomia, comportando un aumento della propensione al risparmio ed un calo della domanda interna, dovuta anche alle restrizioni. Di conseguenza si riduce l’attività produttiva delle industrie, peggiorano i servizi mentre il settore del turismo, dopo la timida ripresa estiva, si trova a dover fare i conti con una stagione invernale disastrosa, vista anche la decisione di chiudere gli impianti sciistici. Le perdite del settore turismo, avverte Federturismo, potrebbero arrivare addirittura al 70%.

 

A preoccupare non sono solo i consumi e la domanda interna “fragile” ma anche “l’occupazione che punta verso il basso” mentre l’export sembra tenere anche se bisognerà fare i conti con la frenata dell’Eurozona e con le nuove politiche economiche di Joe Biden. Gli USA, infatti, sono il paese più rilevante per l’economia italiana ed un cambiamento di prospettive dovuto ad un nuovo presidente potrebbe avrebbe ripercussioni rilevanti sull'economia europea e italiana, si legge nel rapporto mensile del Centro Studi Confindustria. Occhi puntati sul dollaro che continuando a deprezzarsi rispetto all’euro rende meno competitivo il nostro export.

 

Sotto osservazione anche il debito delle aziende che sta crescendo notevolmente grazie ai prestiti con garanzie pubbliche, superando i 110 miliardi di euro a novembre. Più debito, infatti, vuol dire meno investimenti per il futuro.

 

Questo il quadro dipinto dagli esperti di Confindustria, che lascia presagire una nuova flessione del PIL per il 4° trimestre dell’anno, con un impatto certamente inferiore rispetto a quello registrato nel primo e secondo trimestre del 2020, ma pur sempre negativo, aprendo la porta ad una possibile seconda recessione.

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