Il Recovery Plan italiano

Recovery fund e Legge di Bilancio 2021: quali misure e novità

L’Italia cosa sta facendo? Quali misure deciderà di finanziare con i 209 miliardi di euro dell’Unione europea? Si torna a parlare di Mes, fondo Salva Stati

31 dicembre 2020 13:05
Recovery fund e Legge di Bilancio 2021: quali misure e novità

Francia e Germania hanno già messo nero su bianco i loro piani nazionali di ripresa, o meglio come utilizzare i fondi del Recovery fund messi a disposizione da Bruxelles per la ripartenza economica post Covid-19, rispettivamente pari a 100 e 130 miliardi di euro.

 

L’Italia cosa sta facendo? Quali misure deciderà di finanziare con i 209 miliardi di euro dell’Unione europea? Intanto si torna a parlare di Mes.

 

Recovery Plan, pronta la bozza: progetti per 196 miliardi

Mentre Parigi e Berlino hanno già presentato i loro Piani di Recupero, in Italia si continua a ragionare su come utilizzare i 209 miliardi di euro messi a disposizione dall’Unione europea per finanziare la ripresa economica dopo la crisi scaturita dalla pandemia.

 

Sei i pilastri contenuti nella bozza del Recovery Plan italiano, composta da 125 pagine che prevede progetti per 196 miliardi di euro:

  • 48,7 miliardi alla digitalizzazione e innovazione;

  • 74,3 mld alla rivoluzione verde e transizione ecologica;

  • 27,7 mld alle infrastrutture per la mobilità sostenibile;

  • 19,2 mld per l'istruzione e la ricerca;

  • 17,1 mld alla parità di genere;

  • 9 mld alla sanità.

 

Recovery fund italiano, i tempi. Il Mes continua a dividere

A quanto pare i soldi di Bruxelles non arriveranno prima della metà del 2021. Si torna così a parlare del Mes, il fondo Salva Stati, che tuttavia non piace alla maggioranza di Governo, ancora piuttosto confusa sul tema.

 

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha ribadito che “la posizione del M5s è ben nota, non c’è nessuna apertura sul tema del Mes” mentre il premier Conte ha dichiarato: “lo valuteremo assieme e proporrò una soluzione al Parlamento. Esamineremo nel dibattito parlamentare, in massima trasparenza, i regolamenti legati al Mes”. “Il mio è un atteggiamento molto laico, elaboriamo i progetti, vediamo cosa serve alla sanità e agli altri settori, poi come un buon padre di famiglia valuteremo il da farsi. In questo momento io e il ministro Gualtieri non ci sentiamo di dire né sì né no”, ha aggiunto il presidente del Consiglio in occasione della Festa dell’Unità di Modena. 

 

Ricordiamo che il Mes, rispetto al Recovery fund, ha il vantaggio di fornire i soldi subito. “Inserirlo in legge di Bilancio significherebbe spendere quei 36 miliardi nel 2021”, ha detto l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.

 

Recovery fund 2021, le linee guida: sei capitoli

Sei i capitoli principali contenuti nella bozza del Recovery plan:

  • Riforma della giustizia;

  • digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura;

  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile;

  • rivoluzione green e transizione ecologica;

  • Istruzione e ricerca, parità di genere, coesione sociale e territoriale;

  • Salute.

 

In particolare, si continua a puntare sulla decarbonizzazione, sul completamento della Tav, sulla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, sulla revisione degli ammortizzatori sociali, sulla necessità di incentivare assistenza e cure a domicilio.

 

Il Recovery Plan avvierà anche una Riforma fiscale incentrata sulla revisione generale della tassazione, per alleggerire la pressione fiscale sui redditi medi, sia per i lavoratori dipendenti che per gli autonomi, che vanno orientativamente dai 40 ai 60 mila euro. Il ceto medio, si legge nella bozza, è la fascia che oggi sconta livelli di prelievo eccessivi rispetto ai redditi ottenuti.

 

Nella bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza si legge che grazie agli effetti espansivi del Piano, a fine periodo di investimento, ossia nel 2026, il PIL risulterebbe più alto di 2,3 punti percentuali rispetto allo scenario di base.

In particolare, l’economia italiana riceverebbe dal Recovery plan una spinta dello 0,3% nel 2021, dello 0,5% nel 2022, dell’1,3% nel 2023, dell’1,7% nel 2024 e del 2% nel 2025. 

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