“Question time” con produttori

Big del vaccino e dubbi di Bruxelles in un’audizione dell’Eurocamera

AstraZeneca smentisce polemiche su intermediari dei vaccini: non c’è un “mercato secondario”, “riforniamo i Governi”. Ultime dall’Ue sui dati vaccinazione.

Si è svolta in Parlamento europeo un’audizione pubblica che, dalle 16h00 alle 19h00, ha ospitato gli Amministratori delegati di 7 società farmaceutiche coinvolte nella produzione del siero anti-coronavirus con cui Bruxelles ha firmato i contratti di pre-acquisto delle dosi per le campagne vaccinali dell’Unione. Ad interrogare Pascal Soriot (AstraZeneca), Stephane Bancel (Moderna), Franz Wener Haas (CureVac), Stan Erck (Novavax), Paul Stoffels (Johnson&Johnson), Angela Hwang (Pfizer) e Thomas Triomphe (Sanofi) sono direttamente gli eurodeputati delle Commissioni Ambiente (ENVI) e Industria (ITRE), con la partecipazione dei Commissari Ue al Mercato interno, Thierry Breton e alla Salute, Stella Kyriakides.

 

AstraZeneca nega “mercato secondario” e rassicura su prossime consegne

Nel fare il punto sulla tempistica delle consegne, il numero-uno di AstraZeneca  ha spiegato che la “priorità” dell’azienda britannico-svedese “è soddisfare fede alle più alte aspettative”, anche se è consapevole che “(...) c'è stata delusione”, “vi assicuro che facciamo tutto il possibile”, ha detto Pascal Soriot, al fine di recapitare le 40 milioni di dosi di cui l’Europa resta in attesa. Sui dubbi di quanti hanno parlato di “mercato secondario” del nuovo “oro liquido” (il vaccino), Soriot ha smentito l’esistenza di qualsiasi canale – non ufficiale - di vendita o distribuzione, ribadendo le forniture della società vanno solo direttamente ai Governi.

 

Ai tavoli Ue, nuovo dibattito su “divieto” esportazione vaccini

È proprio in queste ore che si sta discutendo, nell’ambito della video-conferenza dei 27 leader dell’Ue (Consiglio europeo) - la prima a cui partecipa anche Mario Draghi in veste di Capo dell’Esecutivo – la richiesta di alcuni Stati membri che spingerebbero in direzione di un approccio più severo che applichi il divieto di esportazione dei vaccini per i produttori che non rispettano gli impegni assunti con l’Ue.

 

I dati sulle vaccinazioni

Ammontano a ben 51,5 milioni di dosi di farmaco anti-covid19 gli stock consegnati in Europa. Di queste, 29,17 milioni sono già state somministrate ai pazienti. Sarebbe salito all’8% il tasso di vaccinazione complessiva per tutti i 27 Paesi dell’Unione. Fonti di Bruxelles hanno rivelato oggi che questi sono i dati illustrati dalla Presidente Ursula Von der Leyen durante il Consiglio (in format virtuale). Ma la grande ambizione – su cui c’è già accordo tra le autorità sanitarie nazionali e l’Ue - è di quello di riuscire ad immunizzare il 70% della popolazione adulta, che corrisponde a circa 255 milioni di individui.

 

Accelerare produzione e consegna, siti 'fill and finish' in Italia

In due slide, alla video-conferenza, la Commissione Ue ha mostrato inoltre un grafico a colori in cui non figurano riferimenti a numeri. Si apprende solo che, nel secondo trimestre, si potrebbe verificare la consegna di circa 600 milioni di dosi di vaccini che dovrebbero essere in via di autorizzazione. Una terza slide riporta una mappa dei siti indicati dall’Unione europea per aumentare il potenziale di produzione delle dosi del Mercato interno. È qui che emerge come l’Italia dovrebbe ospitare due siti “fill and finish, ossia impianti in cui si realizza il confezionamento delle dosi da inoculare.

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA