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Pace fiscale, saldo e stralcio, rottamazione cartelle nel Dl Sostegno

Secondo quanto anticipato da ItaliaOggi, la nuova pace fiscale entrerà in vigore da giugno: previsto il saldo e stralcio per le cartelle entro i 5000 euro

Saldo e stralcio per le cartelle emesse dal 2015 fino a 5 mila euro, rottamazione per tutte per altre ma senza calcolare sanzioni e interessi.

Sono queste le novità contenute nel nuovo provvedimento su cui sta lavorando il governo Draghi, secondo quanto anticipato da ItaliaOggi.

Ma non solo: non si userà più il termine “ristori” per le attività in difficoltà a causa dell'emergenza sanitaria, ma si farà riferimento a un “sostentamento” per le Partite Iva.


Il testo del decreto- che secondo gli ultimi aggiornamenti dovrebbe prendere il nome di Dl Sostegno- arriverà nei prossimi giorni, dopo il giuramento dei nuovi sottosegretari del Governo Draghi.

 

Pace fiscale 2021: le anticipazioni

Stando a quanto riportato da ItaliaOggi, la nuova pace fiscale dovrebbe partire da giugno 2021, prevedendo una proroga del pagamento delle rate dei piani di rottamazione attualmente in essere di due mesi, in modo da allineare il calendario.

Le cartelle interessate dal saldo e stralcio saranno quindi quelle emesse dal 2015 ed entro i 5 mila euro.

Per le cartelle con importi superiori a questo importo ci sarà una nuova forma di rottamazione con la possibilità di dilazionare le rate su due anni pagando esclusivamente il valore della cartella.

L’obiettivo è anche quello di alleggerire il lavoro dell’Agenzia delle Entrate.

 

Fisco, dal 1° marzo le nuove notifiche

La proroga della rottamazione ter e il saldo e stralcio del 2020 non è alla fine arrivata: il 28 febbraio termina la sospensione per ciò che riguarda le notifiche dei nuovi atti e i versamenti dei vecchi. Di conseguenza, a partire da lunedì 1° marzo, l’Agenzia delle entrate potrà ricominciare a notificare cartelle e avvisi di accertamento, sebbene sia comunque previsto uno scaglionamento di due anni.
Sempre dal 1° marzo ricominceranno a decorrere i termini per i pagamenti delle rate delle precedenti rottamazioni. 

Ed è proprio su questo punto che l'esecutivo starebbe valutando il rinvio di due mesi, che interesserà però solo i versamenti delle rottamazioni e non l'invio dei nuovi atti.

 

Decreto Sostegno, rivisti i “ristori”

Non si parlerà più di ristori con il nuovo governo Draghi, bensì di “sostentamento”. Un cambio di termini che indica anche un intervento differente: verrebbero infatti privilegiate le partite IVA e non i codici Ateco, includendo così anche indennizzi per i professionisti rimasti esclusi da precedenti ristori.
Un’altra novità fa riferimento al criterio con cui calcolare la percentuale di ristoro: potrebbe infatti essere fissato un calo di fatturato ma su base annuale. Probabilmente il 33% del 2020 rispetto al 2019.

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